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Ladispoli, PD mette in riga Grando: “Uso politico della pagina istituzionale”





Dopo la risposta data dalla pagina ufficiale del Comune di Ladispoli su Facebook alle rimostranze contro lo stato della sala d’attesa in stazione, il PD risponde per le rime all’amministrazione

Ladispoli, PD mette in riga Grando: “Uso politico della pagina istituzionale” –

“La pagina istituzionale “Città di Ladispoli” dovrebbe essere uno strumento imparziale per tenere aggiornata la comunità su tutto quello che riguarda la nostra città”.

Si apre così una nota del Partito Democratico di Ladispoli diffusa in queste ore dopo la pubblicazione di un post sulla pagina ufficiale Facebook del Comune di Ladispoli.

Pietra dello scandalo è stata la lettera diffusa nei giorni scorsi sulla chiusura della sala d’aspetto della stazione ferroviaria di Ladispoli.

A far dire al PD “Adoperare la comunicazione istituzionale per attaccare significa minare la democrazia”, però è stato un post sulla pagina Facebook del Comune che viene considerato un organo di comunicazione istituzione dell’ente.

“Un concetto che dovrebbe essere chiaro ad un’amministrazione diligente e non chiarificato o spiegato da altri”, proseguono.

“Adoperare la pagina istituzionale del comune per attaccare, accusare di ignoranza o screditare associazioni e partiti che da anni si prodigano per il bene di Ladispoli, è un atto che delinea in modo evidente una mancanza di imparzialità, che mina in modo sottile e meschino i fondamenti di quella democrazia che ogni giorno ci impegniamo a difendere.

Come Partito Democratico chiediamo all’Amministrazione di cominciare ad utilizzare questo strumento nelle modalità ed i fini per cui è stato realizzato.

Per quanto riguarda invece il contenuto del post, siamo ben consapevoli che RFI si è preso carico della decisione di vietare l’accesso nella sala d’aspetto, ma ciò non giustifica la negligenza di chi può e deve fare qualcosa.

È nell’interesse di tutti tutelare la dignità delle persone, in primo luogo, il decoro urbano e la sicurezza della cittadinanza.

Per questo motivo sentiamo, non solo come Partito Democratico, ma in rappresentanza di tutti coloro che si sentono coinvolti e che condividono il nostro pensiero, di chiedere un tavolo di lavoro con associazioni, istituzioni e partiti per trovare una soluzione a questo problema.

Noi non restiamo indifferenti. Non possiamo”.