Dall’incontro nel 1990 al sogno realizzato nel 2006: il racconto di un amore senza tempo per una rara MG, custodita oggi come un tesoro tra storia, emozioni e memoria
Volanti Storici Ladispoli, storie di passione: la MG del 1960 che ha conquistato Serafino Ricciardi –

di Marco Di Marzio
Certe storie non nascono per caso. Sono incontri destinati a segnare un’esistenza, a restare sospesi nel tempo come un’emozione che non svanisce mai. È così che prende forma il legame tra Serafino Ricciardi e la sua straordinaria MG del 1960, un’auto che oggi rappresenta molto più di un semplice mezzo: è un simbolo, una compagna di vita.
A raccontarlo è lo stesso Serafino, membro dell’Associazione Volanti Storici Ladispoli, realtà guidata con passione dai presidenti Pasquale Carbone e Fabio Ricca, impegnata nella valorizzazione delle auto d’epoca e delle storie che le accompagnano.
Tutto ebbe inizio nel 1990, con un primo sguardo destinato a cambiare ogni cosa. Un autentico colpo di fulmine, di quelli che non si dimenticano. Da quel momento iniziò un lungo corteggiamento, fatto di attese e desideri, durato ben dieci anni. Nel frattempo, la vettura viveva la sua storia nelle mani del precedente proprietario, un appassionato che l’aveva portata dall’Inghilterra a Roma, condividendo lo stesso amore per le auto storiche.
Poi il destino fece il suo corso. Alla scomparsa del proprietario, la moglie ricordò quell’interesse sincero, mai nascosto nel tempo. Fu così che, nel 2006, Serafino riuscì finalmente a realizzare il suo sogno: diventare il custode di quella vettura tanto desiderata.
Ma questa MG non è un’auto qualunque. Costruita nel 1960, è stata successivamente modificata dal pilota Niki Green, dando vita a una serie limitatissima di appena dieci esemplari. Un dettaglio che la rende rara, preziosa, quasi unica nel suo genere, capace di racchiudere in sé una storia fatta di tecnica, competizione e passione pura.
Oggi, a distanza di vent’anni, quella “principessa” è diventata parte integrante della famiglia Ricciardi. Non è soltanto un oggetto da custodire, ma una presenza viva, carica di ricordi. Ogni volta che Serafino entra nel box, ripete lo stesso rituale: solleva il telo e si ferma ad ammirarla in silenzio. Un momento intimo, sospeso, in cui il tempo sembra fermarsi e tutto torna a quel primo incontro.
Perché certe passioni non si spiegano. Si vivono. E solo chi porta nel cuore l’amore autentico per le auto d’epoca può davvero comprenderne il significato più profondo.









