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ViviAmo Fiumicino: “Idrovore all’Isola Sacra, la sicurezza passa per l’Europa”

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Dalle risorse finanziarie del Recovery Fund la possibilità di intervenire sui territori per metterli in sicurezza e far ripartire l’economia

ViviAmo Fiumicino: “Idrovore all’Isola Sacra, la sicurezza passa per l’Europa” –

“La Regione lo scorso febbraio, ha espresso parere favorevole alla rimozione del vincolo idrogeologico R4 che gravava su gran parte di questa località, ad esclusione della zona golenale del Tevere e di alcuni lotti. A seguire, con una delibera di Giunta comunale lo scorso Maggio, è stato invece approvato il Piano B4a, con il quale lotti sottoposti a vincoli, sarebbero diventati edificabili, già dal giorno successivo. Nonostante queste iniziative, la maggior parte di questa frazione, è ancora gravata dal Decreto 58/2016 dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, che la annovera tra le località a rischio alluvioni”. La segnalazione/denuncia è del Comitato ViviAmo Fiumicino, sorto per fungere da supporto al Centro studi ideato e presieduto dal  consigliere Mario Baccini, e per analizzare le problematiche territoriali proponendosi come ausilio della politica cercando eventuali vie e direzioni, attraverso le quali per la nostra Città si potrebbero configurare  vantaggi e benefici, se intraprese.

“La porzione di territorio in questione – prosegue la nota – è Isola Sacra, la località più popolosa del nostro Comune, insieme al capoluogo di paese, da diversi anni penalizzata dal vincolo alluvioni, che ne pregiudica la crescita e lo sviluppo.

La delibera del Consorzio di Bonifica

In tal senso, il 13 Agosto 2020, il Consorzio di bonifica litorale Nord, con una delibera, disponeva con  urgenza la ristrutturazione dell’impianto idrovoro di Isola Sacra, vista l’approvazione del progetto esecutivo del 30  Giugno 2020, che ne quantificava l’intervento in 3 milioni di euro, per scongiurare il pericolo di alluvioni appunto nella zona di Isola Sacra e conseguentemente, determinare la rimozione dei suddetti vincoli esistenti.

Da quella delibera – prosegue il Comitato ViviAmo Fiumicino -, sono trascorsi oltre due mesi, ma dei lavori o almeno di una loro programmazione, non se ne ha notizia. Ora, non volendo entrare nel merito di altre scelte, per le quali il Comune di Fiumicino impiegherà risorse per specifici investimenti, possiamo però tracciare una strada economica alternativa per risolvere la questione.

Gli strumenti europei

Volendo intercettare opportunità offerte non dai canali abituali, ma determinate appunto dall’emergenza che stiamo vivendo – spiega la nota – , una soluzione potrebbe venire dall’Europa. Il Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen infatti, ha espresso un’importante considerazione sul ruolo degli enti locali e in particolare dei comuni e dei sindaci nella gestione dei soldi pubblici, affermando che, proprio per le conoscenze che hanno dei propri territori, comprese le loro potenzialità e criticità, rappresentano il miglior terminale di gestione di denaro pubblico, da destinare per spese ed investimenti anche in tempi rapidi e per tali ragioni, è prevedibile un coinvolgimento dei comuni, nella gestione dei fondi del Recovey Fund, di cui al nostro Paese, è destinata la quota maggiore, con 65,5 miliardi di euro a fondo perduto.

Ovviamente, compito dei comuni è predisporre un piano di investimenti, che vada verso precise direzioni, tra cui la messa in sicurezza dei territori, a cui potrebbe affiancarsi anche il contrasto al fenomeno erosivo costiero, prevedendo ad esempio, una diga soffolta più lunga di quella già in realizzo tra Focene nord e Fregene, il rilancio economico, dettato dalla ripartenza del settore edilizio e di tutto il suo indotto, nel rispetto di un’urbanizzazione sostenibile e in armonia col contesto ambientale circostante, che darebbe la possibilità a quanti bloccati da vincoli per anni, di garantire una casa per i propri figli ed infine, visto il momento di generale difficoltà e ipotizzando un futuro ancora più incerto, prevedere anche l’edilizia pubblica abitativa per contrastare povertà ed emarginazione.

Le indicazioni dell’Anci

Le dichiarazioni della von der Leyen, si sposano tra l’altro benissimo con la posizione del presidente dell’Anci Decaro, il quale ribadendo l’importante ruolo dei comuni, avvalorato dal fatto che abitualmente il 25% degli investimenti pubblici, viene realizzato proprio da loro, ha richiesto che 20 miliardi di euro provenienti dal Recovery Fund, vengano assegnati direttamente ai comuni per dar luogo a tutta una serie di investimenti, che lui stesso di concerto con altri sindaci d’Italia, ha predisposto in un documento denominato “Città-Italia”.

Inoltre le Linee guida per la definizione del Piano nazionale di Ripresa e  Resilienza (PNRR), che verrà presentato in Europa il prossimo Gennaio, conterrà anche i dieci punti che i sindaci d’Italia hanno sottoscritto nel suddetto documento, lasciando spazio all’auspicio, che effettivamente i comuni, vedano accolte le proprie richieste.

Dato quindi, che la ristrutturazione di cui sopra, rientra a pieno titolo tra gli interventi di messa in sicurezza del territorio, se non è stata trovata per essa, ancora una copertura finanziaria da parte dell’amministrazione, ci si consenta di suggerire questa via, tanto più, che esiste già una previsione di spesa, ovvero quella fornita dal Consorzio di bonifica.

È un’opportunità questa, da considerare e da utilizzare, per tutti i vantaggi di cui beneficerebbe la nostra comunità e un’occasione unica da sfruttare, per risolvere o quantomeno migliorare tutte quelle criticità e carenze, che limitano e pesano sul nostro territorio”.

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