Firmato l’accordo tra Sovrintendenza e Città Metropolitana per intervenire sulla strada chiusa da novembre dopo una frana
Via Settevene Palo, a breve inizio dei lavori
Si accende una piccola fiamma della speranza per gli automobilisti che ormai da mesi devono fare i conti con la chiusura della Settevene Palo dopo la frana di novembre.
A quanto pare infatti sarebbe stato firmato un accordo di convenzione tra Città Metropolitana e la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per “l’esecuzione dell’intervento di messa in sicurezza della parete rocciosa posta a monte della se- de stradale tra il km 12+000 e il km 13+000”. Anche la ditta aggiudicatrice della gara per l’affidamento dei lavori di sistemazione dei movimenti franosi al km 13+100 al km 13+300 sempre della Settevene Palo, si sta preparando per iniziare gli interventi.
Ad annunciarlo è stato il consigliere metropolita- no di opposizione Federico Ascani. «Dalla Città metropolitana ci fanno sapere che nel giro si inizierà a lavorare sodo sia per ripristinare il manto stradale danneggiato che per la messa in sicurezza della strada stessa e vista l’entità dei lavori siamo fiduciosi in una rapida esecuzione degli stessi – ha detto Ascani – Ci stiamo muovendo in consiglio e in commissione viabilità affinché pre- sto si possa tornare alla normalità e restituire al territorio un’arteria automobilistica così importante per tutti i pendolari che la percorrono quotidianamente».
Proprio sui disagi vissuti dagli automobilisti che quotidiana- mente utilizzavano la Sette- vene Palo per spostarsi dal litorale all’area del lago, e che oggi sono invece costretti a percorrere strade alternative (più lunghe e pericolose) come la via Doganale, o via di Ceri e via di San Paolo, era intervenuto il consigliere ladispolano di Fratelli d’Italia, Giovanni Ardita. «L’interruzione di questa strada da quasi 100 giorni – ha detto – penalizza seriamente molte famiglie e lavoratori che si recano all’ospedale di Bracciano».
E il consigliere comunale aveva puntato il dito contro «l’immobilismo di tutte le istituzioni locali, dell’Area Metropolitana e della Regione Lazio», definendolo «vergognoso». «Nessuno si è accorto che i nostri comuni Ladispoli e Cerveteri, per arrivare all’ospedale, per raggiungere le caserme militari di Bracciano e di Vigna di Valle ,e per i mille rapporti di lavoro che hanno liberi professionisti, artigiani, aziende, imprese … che dai comuni del litorale quotidianamente raggiungono i comuni del lago di Bracciano, Anguillara, Trevignano e altri comuni della Cassia, devono girare il mondo prima di arrivare a destinazione in una strada stretta e pericolosa grazie alla presenza di numerose curve. L’interruzione della Braccianese – ha proseguito Ardita – sta colpendo la sanità, l’economia locale del comprensorio, e avvicinandosi la primavera e l’estate, anche il turismo».









