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Vannini, attesa per oggi la sentenza d’appello. Segui qui la diretta

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Grande attesa per l’udienza di oggi relativa al caso Vannini. Già in questa giornata, i nfatti i giudici della Corte d’Assise d’appello potrebbero emettere la sentenza di secondo grado. Stamattina verrà ascoltata la requisitoria della difesa.

I legali della famiglia Ciontoli esporranno i motivi per i quali chiedono la derubricazione del reato per Antonio Ciontoli (da omicidio volontario a colposo) e l’assoluzione per il resto della famiglia. Poi i giudici si ritireranno in camera di consiglio prima di emettere una sentenza, prevista, forse, per il pomeriggio.

Nella prima udienza dei primi di gennaio l’accusa aveva illustrato ai giudici popolari le motivazioni del ricorso contro la sentenza di primo grado. Durante la prima udienza il sostituto procuratore generale della Corte d’Appello di Roma ha chiesto anche per i familiari di Antonio Ciontoli la pena di 14 anni. Per il Procuratore generele, infatti, “è impossibile che in un’ora i familiari non si siano parlati. C’è troppo coinvolgimento. Non avere consapevolezza di quanto accaduto, in quelle condizioni, appare assurdo”. Tutto quello che è accaduto quella notte, per Saveriano, è stato concertato tra le parti.

“Posso capire che si perda la testa per 5/10 minuti, ma non per un’ora”.

Una poesia per Marco Vannini
Marco Vannini

In primo grado, lo ricordiamo, la corte d’assise aveva stabilito in 14 anni la pena per Antonio Ciontoli accusato di omicidio volontario, tre anni per omicidio colposo erano stati chiesti per Maria Pezzillo ed i figli Federico e Martina. Era stata assolta invece Viola Giorgini, fidanzata di Federico, presente in casa la sera della tragedia.

SEGUI LA DIRETTA

Ore 10.40

Ciontoli è arrivato in aula.

Iniziata l’udienza con la requisitoria dell’avvocato Messina legale dei Ciontoli. Non è presente in aula Antonio Ciontoli. “Non aveva dimistichezza con le armi, il suo porto d’armi vecchio di anni”. Poi su Martina: ”Una particella di polvere nella narici dimostra la sua non presenza nella stanza”.

Ore 11.40

Ora è l’avvocato Miroli a parlare: ”Tra le parti non c’era accordo altrimenti tutti avrebbero raccontato la stessa versione dei fatti”.

L’avvocato Miroli punta i riflettori anche sulla non padronanza da parte di Ciontoli nell’uso delle armi. “Lui faceva un lavoro amministrativo”. Scarsa padronanza delle armi riscontrata anche dalle perizie effettuate sulle armi “mal tenute”. ” Lo stesso si può dire anche degli altri”.

Ore 13.55

Prosegue l’udienza di secondo grado del processo. A parlare è ancora l’avvocato Miroli. Il legale dopo aver espresso le motivazioni per le quali la difesa ha chiesto la derubrucazione del reato per il capofamiglia, è passato alla difesa del resto della famiglia Ciontoli.

Ore 14.03

Parla il legale di Federico Ciontoli, l’avvocato Ciruzzi. L’avvocato punta i riflettori sulla prima versione fornita alla famiglia: il colpo a salve partito dalla beretta. “Esistono colpi a salve venduti in armeria che permettono alle pistole di sparare a salve che addormentano, stordiscono la persona colpita”. Una versione che per Ciruzzi data da una persona “autorevole” all’interno della famiglia, come il padre, “non ha motivo di non essere creduta”. Da qui la chiamata di Federico al 118 dove parla di un ragazzo che si è sentito male, per il legale, può essere considerato un racconto “veritiero”.

Requisitoria quella del legale di Federico che ha irritato molto gli animi della famiglia Vannini uscita poco fa in blocco dall’aula.

Nonostante la difesa stia ancora parlando ormai l’attesa è per la sentenza della Corte che dovrebbe arrivare nel pomeriggio.

ORE 15.00

Il presidente della Corte concede 10 minuti di replica al Procuratore Generale Saveriano e all’avvocato Coppi per la parte civile. “Martina ha cercato di coprire il fidanzato. Come si può parlare di delirio?”.

Ora parla l’avvocato Gnazi.

ORE 15.20

La Corte si è ritirata in camera di consiglio. Ora sale l’attesa per la sentenza.

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