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Un nuovo diacono per la Parrocchia del Sacro Cuore di Ladispoli

Un nuovo diacono per la Parrocchia del Sacro Cuore di Ladispoli –

di Gian Domenico Daddabbo

Sono passati ormai quasi tre anni da quando il Diacono Enzo Crialesi ci ha lasciati, dopo aver servito presso la comunità parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù a Ladispoli per molto tempo. Da allora la parrocchia del Sacro Cuore ha atteso di avere un nuovo diacono e finalmente lo scorso sabato 22 novembre, presso la Cattedrale dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, Aniello De Sena, ex-ministro straordinario della parrocchia del Sacro Cuore, ha ricevuto l’Ordine Sacro, assieme a Davide Cabianca, anche lui ex-ministro straordinario della parrocchia del Sacro Cuore, ora membro della parrocchia Assunzione di Maria Santissima a Fregene. Mons. Gianrico Ruzza, vescovo di Porto-Santa Rufina e Civitavecchia-Tarquinia, ha presieduto la celebrazione affiancato da diversi sacerdoti, fra cui il parroco della Cattedrale Don Giuseppe Colaci e il parroco del Sacro Cuore di Ladispoli Don Gianni Righetti e il coro della parrocchia del Sacro Cuore di Ladispoli ha animato il canto. La celebrazione si è svolta nella Solennità di Cristo Re dell’Universo, la domenica che conclude l’Anno Liturgico. La celebrazione della Regalità di Cristo ci richiama al cuore della vita di fede, ossia il servizio, che si traduce con la parola greca διακονία (diakonía), da questa deriva la parola diacono. Solo a seguito del Concilio Vaticano II la Chiesa ha riscoperto la figura del diacono permanente, nonostante questa risalga all’alba della Cristianità. Se leggiamo gli Atti degli Apostoli, constateremo che il primo martire cristiano, Santo Stefano, fu anche uno dei primi diaconi, un altro esempio di diacono nella Chiesa antica è San Lorenzo. Dopo il momento delle promesse dei candidati, il nostro Vescovo ha tenuto l’omelia, nella quale ha indicato la Regalità di Cristo come il faro guida per ogni diacono, chiamato a servire nella comunità ecclesiale e non solo, così da divenire un aiuto al resto del popolo per una vita di fede più coerente in tutte le situazioni di vita, a partire dal contesto familiare. In seguito, il Vescovo Ruzza ha evidenziato i rischi della vita di servizio, dei quali i diaconi anzitutto devono essere consapevoli. La figura del ladrone malvagio, che rispecchia la mentalità odierna del “tutto e subito”, ci mette in guardia dal rischio di usare Dio per i propri scopi e il proprio tornaconto; affianco a questi, troviamo “il buon ladrone”, il quale, al contrario dell’altro, pone piena fiducia nella Misericordia di Dio che salva, senza alcuna riserva, tanto che San Dimas (nome con il quale una tradizione orale indica il buon ladrone), è riconosciuto come santo patrono delle anime sante del Purgatorio. La contrapposizione fra i due ladroni ci mostra che la Salvezza non è una garanzia per il successo personale o per l’immunità dai problemi di questa vita; bensì è credere in una Promessa di vita piena, che si realizza nell’Eternità, come recitiamo ogni domenica nel Credo. Il diacono ha il compito di risvegliare la fede nella Promessa di vita con il servizio alla Parola e alla Liturgia, garantendo il legame di comunione fra i fedeli laici e i sacerdoti, soprattutto oggi in mezzo ai mali di una società sfiduciata nell’amore di Dio e di conseguenza senza più gioia della vita, ora vista, non come un dono, bensì come una minaccia da cui proteggersi; Papa Leone ha evidenziato quest’aspetto in una delle sue ultime catechesi del ciclo giubilare “Cristo, nostra Speranza”. Davanti a tutto ciò, vogliamo garantire ai nuovi diaconi il sostegno delle nostre preghiere, affinché siano incoraggiati ad affrontare le sfide del nostro tempo, di cui, nella loro nuova condizione, sentono ancora di più il peso. Ci uniamo in questo proposito con le loro spose, che davanti al Vescovo hanno promesso loro sostegno nella loro missione al momento della vestizione, e alla Pastorale Giovanile, che ha tenuto una veglia di preghiera alla vigilia del grande giorno per il nostro Aniello. Il giorno dopo l’Ordinazione, il nostro neo-diacono Aniello ha servito Messa per la prima volta nel suo nuovo ruolo e ha tenuto un’omelia sul Vangelo domenicale molto profonda e illuminante, sulla stessa linea di quella che Sua Eccellenza il Vescovo aveva tenuta il giorno prima, dimostrando, non solo di ricordare le parole del Presule, ma soprattutto di averne fatto tesoro. Alla celebrazione ha seguito un momento di convivialità e festa assieme al neo-diacono e alla sua famiglia, nel frattempo la Pastorale Giovanile, di cui Aniello ha preso l’incarico per la catechesi, ha offerto un momento di balli e tanto sano divertimento. Offriamo allora i nostri migliori auguri ai nuovi diaconi: ad Aniello, che ha definitivamente raccolto il testimone del compianto Diacono Enzo Crialesi, e a Davide, fiduciosi che entrambi daranno un prezioso contributo alle nostre parrocchie e alle nostre città.