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“Si trasformi il Pit di Ladispoli in Day Hospital”

Il circolo E. Berlinguer puntano i riflettori sulla petizione di oltre mille firme protocollata in Regione Lazio e al direttore della Asl Roma 4 Quintavalle il 18 settembre 2013

“Si trasformi il Pit di Ladispoli in Day Hospital” –

Trasformare il Pit di Ladispoli in Day Hospital.

Era questa la richiesta presentata alla Regione LAzio e al direttore generale della Asl Roma 4 Giuseppe Quintavalle, tramite petizione popolare depositata il 18 settembre 2013.

A puntare i riflettori sulla richiesta è il circolo E. Berlinguer di Ladispoli.

"Si trasformi il Pit di Ladispoli in Day Hospital"
“Si trasformi il Pit di Ladispoli in Day Hospital”

In sostanza il circolo chiede la trasformazione del Pit in un vero e proprio Pronto Soccorso “vista la mancanza di un ospedale nella zona e considerando che nei due comuni si contano oltre 100mila abitanti”.

“Presidio che altro non era che il posto di Primo Intervento e locali attigui dove fu annunciato che sarebbero stati attivati servizi innovativi come il punto di unico accesso integrato con i servizi sociali dei comuni, in grado anche di prendersi in carico i casi più complessi. Struttura dove è prevista anche l’attivazione dello sportello unico di prenotazioni per pagamento ticket.

E potremmo andare avanti parlando dei quattro posti letto per i degenti che però, a distanza di due anni, sono ancora inutilizzati.

Oppure l’annuncio inerente al fatto che, all’interno della Casa della Salute, saranno garantite le attività specialistiche tra cui angiologia, cardiologia, chirurgia generale, dermatologia, diabetologia e ortopedia. Insomma, grande clamore mediatico per una struttura definita moderna e tecnologicamente all’avanguardia.

Ma il problema si celava altrove. Come hanno segnalato sul web in questi giorni cittadini e Mass Media, altri aspetti della Casa della Salute non sono stati raccontati agli abitanti di Ladispoli e Cerveteri che in periodo estivo oltrepassano abbondantemente le 100 mila unità.

Sembra infatti che i medici ospedalieri del Punto di Primo intervento, noto ai cittadini come pronto soccorso, starebbero per essere sostituiti da figure di medicina generale.

Può sembrare una quisquiglia, ma leggendo le statistiche si scopre che sono stati effettuati 1250 interventi, di cui 59 trattati come codice rosso e 641 giallo, tutti garantiti da personale medico ospedaliero qualificato.

Medici bravi e validi, dove però è lecito porsi un interrogativo: il personale di medicina generale può affrontare interventi cosi delicati da codice rosso?

Altro allarme lanciato in questi giorni riguarda le reali potenzialità della Casa della Salute che non dovrebbero far rimpiangere il PIT che per anni è stato in grado di affrontare e stabilizzare situazioni di urgenza legate a traumi, ferite, ischemie, infarti, crisi allergiche e shock anafilattici.

La Casa della Salute potrebbe occuparsi in futuro solo della gestione di patologie croniche come diabete e scompensi cardiaci e ciò comporterebbe un ridimensionamento delle prestazioni fornite agli utenti costretti a recarsi in pronto soccorso ospedalieri molto lontani.

Un allarme lanciato da alcuni politici di Cerveteri di recente che hanno anche colto l’occasione per segnalare come i laboratori di radiologia e analisi siano nel Poliambulatorio ma che non possano essere utilizzati dai medici di pronto soccorso.

Insomma uno scenario controverso che si spera per l’estate possa adeguatamente essere chiarito. I cittadini di Ladispoli e Cerveteri hanno diritto di sapere come, dove, quando ed in che modo possano curarsi in caso di necessità.

Il resto sono soltanto belle parole e nastri tagliati davanti alla claque. Con un doveroso distinguo.

Tanto di cappello ai lavoratori della Casa della Salute, del Pronto Soccorso e del vicino presidio del 118″.

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