CittàCronaca

Si rompe un aneurisma: 82enne di Cerveteri salvato al Gemelli





Nella notte di Ferragosto presso il policlinico Gemelli, un uomo ottantaduenne è stato salvato dalla morte in soli 45 minuti

Nella notte di Ferragosto presso il policlinico Gemelli, un uomo ottantaduenne è stato salvato dalla morte in soli 45 minuti. Era nella sua residenza a Marina di Cerveteri quando ha improvvisamente accusato malessere e è stato trovato privo di sensi dalla figlia. È iniziata così una corsa contro il tempo: prima al nosocomio di Bracciano e poi, alle 2.30 di notte, il trasferimento in ambulanza al Gemelli.

L’uomo in questione, Ezio Sellati, noto per gestire un banco di alimentari al box 28 del mercato del parco alla Garbatella, stava affrontando un problema ben più grave di un semplice dolore al petto. La sua condizione era causata da un aneurisma addominale dell’aorta di dieci centimetri, come successivamente confermato dalla tomografia computerizzata. Di fronte a questa situazione critica, al Gemelli è stata avviata una corsa contro il tempo per tentare di salvare l’ottantaduenne, che era giunto in ospedale in uno stato di arresto cardiocircolatorio, come spiega il professore associato di Chirurgia vascolare e responsabile del percorso clinico assistenziale della Patologia aortica, Giovanni Tinelli.

Nonostante il tentativo di rianimazione con massaggio cardiaco e farmaci non abbia avuto successo, dopo venti minuti i medici hanno optato per una procedura mini-invasiva: è stato inserito un pallone aortico attraverso l’arteria femorale. Questo intervento è stato condotto da un team di specialisti, tra cui i dottori Filippo Bongiovanni e Domenico Grieco, l’anestesista Nicola Conticolo e il chirurgo vascolare Marco Natola.

Una volta posizionato il pallone, “il paziente ha mostrato segni di attività cardiaca minima”, continua Tinelli. Di conseguenza, è stato rapidamente trasferito in sala operatoria per un intervento d’urgenza, che ha avuto successo. Dopo l’operazione, l’uomo è stato trasferito in terapia intensiva, in attesa del trasferimento nel reparto di Chirurgia vascolare, avvenuto 48 ore dopo.

La diagnosi completa verrà formulata quando il paziente verrà spostato in riabilitazione cardiologica. Successivamente, sarà libero di tornare a casa. Nel frattempo, ha già avuto l’opportunità di incontrare il team medico che gli ha salvato la vita. Al risveglio, ha condiviso con sua figlia Marzia le parole: “Neanche lassù mi volevano”.

Fonte: Repubblica