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Shoah, la nota di ANPI Ladispoli Cerveteri nel giorno della memoria

Riceviamo e pubblichiamo:

“Se questo è un uomo…. Il braccio scoperto mostrava impresse due lettere, KL e una sequenza lunghissima di numeri. Sono l’unico sopravvissuto alla mia famiglia, eravamo in otto.” Nel Giorno della Memoria ricorda così l’impatto con la Shoà il Presidente della sezione ANPI Ladispoli- Cerveteri, dr. Furio Civitella ex Sindaco di Ladispoli. “Era un ebreo polacco” assegnato al campo per i sopravvissuti ai lager nazisti allestito nel 1945 a Ladispoli. Sopravvissuti in attesa di imbarcarsi verso le Americhe o la Palestina.

Quei numeri erano e sono ancora oggi il marchio indelebile di una crudeltà scientificamente e cinicamente certificata che il Terzo Reich con i suoi alleati perpetrò nel nome della superiorità razziale sugli ebrei, su altre etnie e sugli oppositori di quel nefasto regime con a capo il Fuhrer Adolf Hitler. Celebrare il Giorno della Memoria significa anche ragionare sugli “anticorpi che possono impedire la riproposizione di quel male estremo” che insaguinò l’Europa tenendo ben vivo il monito “che ciò che è accaduto una volta si può ripetere ancora, sia pure con modalità diverse”, se le istituzioni tutte, nazionali e internazionali si mostrano inadeguate.

Shoah, la nota di ANPI Ladispoli Cerveteri
Shoah, la nota di ANPI Ladispoli Cerveteri

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito dal Quirinale questo impegno che come ANPI sentiamo il dovere di condividere e di assumere nel nome del valore della solidarietà umana senza confini e della democrazia.

Un messaggio morale che non può essere incrinato, oscurato dal distillato di odio che imperversa sui social contro chi la pensa diversamente, dalla chiusura dei porti alle navi che soccorrono i naufraghi e da ch considera i migranti come “la minaccia che inquina l’italianità” o da forme di antisemitismo praticate con l’insulto o la menzogna dei “nuovi Protocolli di Sion”. Con quale spirito si accostano al Giorno della Memoria, tradizionalmente condiviso nel nostro Paese, questi nuovi apostoli dell’intolleranza?

Non era questa l’Italia che sognavano tutti coloro, uomini e donne, che presero parte alla lotta di liberazione a costo della propria vita. Quest’anno il tema del Giorno della Memoria è “Donne nella Shoà. Le loro vicissitudini furono terribilmente diverse da quelle maschili: madri separate dai figli, donne che divengono madri nei lager e vedono assassinare o morire di stenti i figli, le vittime degli esperimenti chirurgici. Subire la violenza per poter sopravvivere o schiave nei bordelli. Essere prigioniere vuol dire esporre in pubblico, a sguardi aguzzini, corpi abituati al pudore, non potersi riconoscere nella propria immagine fisica”.

E per le donne la storia purtroppo si ripete! A tutte vada il nostro pensiero commosso e solidale.

Sezione ANPI Ladispoli Cerveteri

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