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Cultura

Serate danzanti a Scuola come strumento per socializzare

Socializzazione e solidarietà come strumento didattico. Agresti: “La scuola è studio, creatività, cultura e riconoscimento della necessità del rispetto dell’altrui persona”

Serate danzanti a Scuola come strumento per socializzare –

Può una serata danzante a scuola essere uno strumento di educazione a Scuola? Ne parla il Professor Riccardo Agresti.

“Oltre alle uscite sul territorio, ai viaggi di istruzione, ai gemellaggi con Paesi esteri, agli incontri con personalità, agli spettacoli al cinema o al teatro, oltre ai concerti oltre alle mille altre attività didattiche che hanno lo scopo di far crescere culturalmente i ragazzi che ci vengono affidati, facendo in modo che sia chiaro come la cultura sia divertimento, la nostra Scuola organizza e promuove festicciole in classe, feste per ciascun ordine di studi e soprattutto la serata danzante finale dedicata a quei ragazzi che lasciano la Scuola perché hanno terminato il loro primo ciclo di studi.

Forse qualcuno potrebbe storcere il naso: “Serate danzanti a Scuola?”.

Ebbene sì! Compito della Scuola è far crescere i ragazzi affidatici sotto tutti gli aspetti, anche quello della socializzazione: cosa può esserci di più socializzante di una festa nella quale la formalità richiesta per un “gala” si sposa con il divertimento? I genitori invitati a far parte del servizio d’ordine, controllando gli ingressi, sacrificando una loro serata in famiglia per assicurare serenità e tranquillità ai loro figli ed a tutti gli altri ragazzi della Scuola, hanno potuto vedere tutta questa gioventù, vestita con eleganza (forse per la prima volta nella loro lunga e felice vita) entrare prima con un po’ di sussiego, alcuni di loro provare timidamente i passi di un valzer preparato durante il corso gratuito offerto durante l’anno, ma poi ridere, scherzare, ballare e divertirsi tutta la serata, insieme agli animatori, ottenendo un prezioso ricordo di spensieratezza, di educazione e di rispetto.

Ma scopo delle feste è anche un altro: non è solo socializzare, ma anche solidarizzare.

Infatti, per partecipare alle feste, occorre ovviamente concorrere alle spese organizzative (animazione, pulizie eccetera), ma in quella quota è inserita anche una parte che viene versata alla Scuola e va ad arricchire il cosiddetto “fondo di solidarietà” che permette di eliminare l’orribile discriminazione fra i bambini che provengono da famiglie abbienti e coloro che provengono da famiglie con difficoltà economiche.

Infatti, la nostra Scuola, al contrario di quelle private (che sono sovvenzionate direttamente dalle famiglie oltre che da fondi statali), non ha fondi a sufficienza per offrire le stesse opportunità di quelle private, ma non vuole essere da meno di quelle. Ecco, dunque, che ai nostri ragazzi non sono lesinati concerti, spettacoli teatrali, incontri eccetera che, purtroppo, richiedono spesso il costo per l’affitto del pullman o per il biglietto di ingresso senza preoccuparsi di fare discriminazioni.

Infatti occorre essere coscienti che non tutte le famiglie possono permettersi di privarsi anche di solo pochi euro per consentire ai propri figli di partecipare e non avrebbe senso organizzare una attività didattica cui qualcuno non possa partecipare per motivi economici.

Il fondo di solidarietà, che trae il suo finanziamento da donazioni e dalle “feste” serve proprio a sovvenzionare, a fondo perduto, le spese di chi non ha possibilità, consentendo una parità di trattamento a fronte della capacità economica familiare.

La Scuola è anche questo.

La scuola è studio, creatività, cultura e riconoscimento della necessità del rispetto dell’altrui persona, cioè divertimento e bellezza e la realizzazione della loro crescita si ottiene con la socializzazione, la serenità, l’allegria e la solidarietà.

A questo punto non ci resta che ricordare che martedì 13 dicembre e venerdì 16 dicembre ci saranno i due primi appuntamenti dedicati alle feste degli studenti della primaria, con musica, giochi e l’animazione di Kimbo. Due ore e mezzo di divertimento e gioiosa allegria!

Ci auguriamo che la partecipazione dai nostri “meloncini” sia ampia e calorosa! Bambini vi aspettiamo!

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