Il Comitato 2 ottobre: “Gli interventi con le ruspe andrebbero evitati durante il periodo di nidificazione”
“Santa Marinella, preserviamo la naturalità della foce del fosso Castelsecco” –
Riflettori puntati sui lavori di pulizia del fosso di Castelsecco.
E in particolar modo riflettori puntati sull’ambiente circostante che rischia di essere distrutto, è il Comitato 2 Ottobre.
“Alcuni cittadini – hanno scritto dal comitato – ci segnalano che le ruspe impegnate per i lavori di messa in sicurezza sulla foce del fosso di Castelsecco stanno distruggendo i canneti e quindi i nidi di uccelli selvatici che nidificano in questa zona, ogni anno, proprio in questa stagione”.
“Come è stato spiegato in numerosi convegni e in base alle indicazioni del CIRF (Centro Italiano di Riqualificazione Fluviale), ai fini della messa in sicurezza del fiume, la linea guida per la gestione dell’ultimo tratto del corso di Castelsecco è preservarne la sua vegetazione e naturalità”.
“La migliore prevenzione dal rischio di esondazione incombente sul quel fosso (ricordiamo cos’è accaduto questo inverno) consiste nel fermare l’espansione edilizia sui suoi argini evitando qualsiasi impermeabilizzazione del terreno nei pressi della foce e nelle aree di esondazione”.
“Il Comitato “2 ottobre” ha da sempre promosso un progetto partecipato (e anche lautamente finanziato) sul fosso di Castelsecco, ma tale proposta fu ignorata dall’amministrazione Bacheca”.
“La foce del Castelsecco è inoltre uno straordinario habitat per aironi guardabuoi, garzette, gallinelle d’acqua, cannaiole, folaghe e germani reali. Imperdonabile sarebbe perdere questo piccolo gioiello naturale inserito in città che, anzi, andrebbe valorizzato. Il Comitato, che da sempre propone sull’area un Parco naturale urbano”.
“Gli interventi con le ruspe andrebbero quindi evitati durante il periodo di nidificazione anche perché inutili (visto che a settembre il canneto sarà ricresciuto). Essi piuttosto andrebbero eseguiti alla fine dell’estate, in prossimità delle piogge”.
“Il Comitato sta esaminando la documentazione sui progetti esecutivo di messa in sicurezza del fosso finanziati dal’Unione Europea, con l’auspicio che i futuri interventi non prevedano opere in cemento o impermeabilizzazioni del suolo in quell’area”.









