L’Amministrazione depone una corona d’alloro in memoria di tutti gli Italiani infoibati, alla presenza delle autorità civili, militari, religiose e scolastiche
Santa Marinella, commemorazione ufficiale del massacro delle foibe –
Anche Santa Marinella ricorda gli italiani uccisi durante il massacro delle foibe. In una cerimonia solenne l’Amministrazione Comunale di Santa Marinella ha deposto una corona d’alloro in memoria di tutti gli Italiani infoibati, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose e di una rappresentanza degli studenti del Liceo Galilei di Santa Marinella.
A commemorare i caduti delle Foibe l’Assessore Emanuele Minghella che, non senza emozione, ha celebrato l’importanza del ricordo attraverso i racconti di ciò che avvenne veramente nei territori del Carso in cui persero la vita migliaia di italiani annunciando anche la prossima intitolazione del parco di Via della Libertà a Norma Cossetto, come da mozione già proposta dai consiglieri Ricci e Calvo.
Emanuele Minghella: “Si potrebbe mai cancellare la storia dell’Italia e degli Italiani? No, mai. La storia non può essere cancellata, soprattutto se è fatta di dolore, di vittime, di sacrifici, di eccidi, di famiglie in fuga. Ecco, la storia degli Istriani, dei Fiumani e dei Dalmati non si può cancellare ed il ricordo rimane ancora oggi indelebile nelle pagine della nostra contemporaneità.
Oggi per ricordare che nella Foiba di Basovizza, a Trieste, in un pozzo, profondo circa 260 metri e largo 4, i militari dell’esercito di Tito, nelle giornate dal 2 al 5 maggio 1945, condussero centinaia di poveri italiani, militari e non, per essere legati con un filo l’uno all’altro, in fila indiana, cosicché, al lancio del primo della fila, a suon di mitra, tutti gli altri potessero precipitare nell’abisso del pozzo.
Le testimonianze, le immagini dell’epoca e soprattutto ciò che è riportato sul sacrario di Basovizza, ci fa capire l’atrocità di quell’eccidio: tenendo presente la profondità del pozzo prima e dopo la strage, fu rilevata la differenza di una trentina di metri: oltre duemila vittime che sommate alle altre fanno quasi 5 mila!
Ecco dunque cosa significa IO NON SCORDO, significa non dimenticare le sofferenze subite e su questo ricordo ricostruire; una democrazia matura deve saper guardare senza pregiudizi e veli ideologici alla propria storia, deve saper riconoscere i suoi errori e deve saper chiedere conto di quelli fatti da altri, come accaduto con le foibe. L’Europa unita, nata con il fine di superare quelle divisioni tra stati rivali che caratterizzavano questo continente da secoli per divenire la grande potenza culturale ed economica di caratura mondiale, deve saper guardare al suo passato e onorare il ricordo di tutti coloro i quali furono vittima di persecuzioni razziali, politiche e culturali.
Ha concluso la cerimonia l’intervento di Paolo Giardini, Presidente del Comitato 10 Febbraio.









