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Sanremo, buona la prima. E la seconda?





Seconda puntata della rubrica di Federica Angelini

Sanremo, buona la prima. E la seconda?

Furbizia (in accezione positiva) Astuzia. Intelligenza. Ecco le qualità palesate da Amadeus.

Lui sa cedere la scena – per un obiettivo comune – (ed il 52% di share dell’esordio gli dà ragione) al One Man Show Fiorello che finalmente si risveglia dal torpore della prima serata e nei panni – detto/fatto – di Nostra Signora Maria convince.

Nelle vesti di animatore vintage edizione Capodanno 1977 con Stayin’ Alive diverte e con la gag della canzone Sanremese (ben venga, finora di Canzoni, quelle vere) ne ho ascoltate troppo poche! conquista. Peccato che sia trascorsa un’ora e di concorrenti in gara nemmeno l’ombra. Sembra a tratti un qualunque sabato Italiano di Mamma Rai, ma d’altronde dai Soliti Ignoti all’Ariston il salto è veramente grande. E se da un lato la gara non decolla dall’altro lo show parallelo Nazional Popolare 100% Made in Italy fa il vero spettacolo.

Sanremo, buona la prima. E la seconda?
Sanremo, buona la prima. E la seconda?

La domanda ricorre nella testa.Ma dove sono i BIG?! Beata ignoranza, la mia. E’ tutto un “Ma questo mo chi è?!” e in certi casi ne vado fiera. La performance glitterata della Lamborghini – che travestita da barboncino fa quasi rimpiangere la tutina di Achille – e’ imbarazzante, deprimente, disarmante. (Qualcuno dovrebbe spiegarle la differenza tra sensualità e volgarità, ed il suo twerk – versione 2.0 dello shakeramento del bacino, ora lo chiamano così- non rientra nella prima categoria).

Al (bel) Nigiotti andrebbe invece spiegato che non si chiede così un bacio, la passione è un’altra cosa! Per la quota tormentone – a raccogliere il lascito dei Boomdabash – conosco – e finalmente mi diverto – con i mai prima sentiti Pinguini non so cosa.

Pelù solito Piero, Tosca – due volte Tosca – indiscutibilmente di classe, Levante da Bohémien e Barbie – ripensaci, fallo per noi ma soprattutto per te. Gabbani va ancora in buca: orecchiabile, leggera e simpatica. (Non a caso primo in classifica!)

Jannacci Junior delicato ma senza estro: rancore drammatico, ma si lascia ascoltare. Merito della produzione di Dardust che apprezzo sempre più. Junior ‘Odiato’ Cally ci mette la faccia, ma…no grazie!

Giordana: la mamma è sempre la mamma, ma il testo è piuttosto banale. Povero Zarrillo.

“La prima cosa – davvero – bella” della serata è il sublime duetto Papà Massimo/Tiziano. Le due voci che sanno veicolare emozioni piene, incantano. Brividi ed intensità.

Le cose che piacciono a me. E se il ritorno di Albano INSIEME a Romina non fa più notizia, lo stesso non si può dire della REUNION storica dei Ricchi e Poveri. Il teatro si accende, il pubblico si alza e tutti cantiamo (ma solo io ho avuto l’impressione del playback?).

Siccome “Ama” punta in alto davvero, convoca Sua Maesta’ Zucchero in forma eccezionale. Un concentrato di energia coinvolgente. (E intanto scocca l’una e 4 cantanti devono ancora esibirsi!)

A me – in qualità di donna – la scelta inedita di alternare più figure femminili non dispiace. 5 monologhi della Leotta non avrei potuto reggerli. La coppia Chimenti/D’Aquino funziona e mi piace: eleganti, raffinate, spigliate. Chapeau.

Proprio perché la parola d’ordine è TROPPO direttamente dagli anni ’80 arriva lei. Sabrina Sex-bomb Salerno – gongolate uomini – super aderentissima sembra la versione nera di Jessica Rabbit. Tutta tette e stacco di coscia non indifferente. Sarà l’esperienza, ma non se la cava poi così male.

Vedremo oggi cosa ci riserverà una nuova – interminabile – maratona.

PS. Tutta Italia sta con Paolo. Questo intervento mi sconquassa, mi turba e mi segna. Finora il momento – ma soprattutto il MESSAGGIO – più forte e più toccante. Piango, mi commuovo e le mie corde sensibili sono messe a dura, durissima prova.

Federica Angelini