L’intervista al consigliere comunale di opposizione:
Due Casette, facciamo il bilancio della Sagra del Melone insieme al Consigliere Gianluca Paolacci – di Giovanni Zucconi
Domenica si è conclusa, con il grande successo che tutti ci aspettavamo, l’edizione 2025 della “Sagra del Melone”, che si è svolta alle Due Casette. Tanto è stato scritto nei giorni scorsi su questa riuscita manifestazione. Ma abbiamo pensato potesse essere interessante fare un bilancio della Sagra del Melone a festa ormai passata. Ma quando la stanchezza e l’adrenalina scorrono ancora nelle vene degli organizzatori.

E naturalmente farlo con quello che a tutti gli effetti il portavoce del magnifico gruppo di cittadini che ha permesso la perfetta riuscita della Sagra. Cioè, con il Consigliere comunale, Gianluca Paolacci. Che ringraziamo della sua disponibilità, nonostante provenisse da giornate estremamente impegnative. Di seguito l’intervista che ci ha gentilmente concesso.
Iniziamo con una domanda scontata. Che bilancio fa della Sagra del Melone appena conclusa?
“Un bilancio positivissimo. Abbiamo chiuso una tre giorni pesantissima ma molto soddisfacente. Tantissima gente. Tanta partecipazione, e siamo davvero molto soddisfatti.
Ma la nostra soddisfazione più grande è vedere che il format che abbiamo ideato è risultato essere quello giusto. Un format che si basa sulla semplicità delle cose. Una semplicità però contestualizzata alla bellezza del nostro territorio. Per questo la nostra è una sagra che ci racconta. Racconta quella che è l’anima delle frazioni.”

Secondo lei è un format che può essere esportato anche in altre frazioni, o addirittura a Cerveteri città?
“Io spero che questo format venga preso in considerazione anche in altre località del nostro Comune. Questo perché il format è stato pensato per valorizzare il territorio. Può essere adattato ovunque. Anche nel centro storico di Cerveteri, magari calandolo nella storia e nell’arte. A Ceri, a Campo di Mare… Mi ha fatto piacere vedere una marea di persone che è venuta alle Due casette, sia di Cerveteri che da fuori.”
Come è possibile che una piccola comunità possa organizzare una manifestazione di questo livello? Qual è il vostro segreto?
“Il nostro segreto è l’amore e nostra passione. È la spinta verso una crescita di gruppo, senza condizionamenti esterni. Politici o di qualsivoglia genere.
Noi siamo un gruppo omogeneo da un punto di vista di idee lavorative e di obiettivi di crescita. Anche se è disomogeneo in altri aspetti. Prima di tutto per noi conta l’amore per la nostra città. In questo caso per la frazione delle Due Casette. Ma non ci siamo mai tirati indietro quando si è trattato di portare il nostro contributo anche in altre zone del nostro Comune. Il Carnevale di Cerenova, per fare un esempio. Ma anche la partecipazione alla Festa dell’Olio o alla Sagra dell’Uva. Abbiamo regalato i fuochi d’artificio alla nostra città. Collaboriamo con tutte le associazioni che creano e fanno eventi, e che ci chiedono un aiuto. Noi siamo sempre pronti ad aiutare. Insomma, ci tengo a dirlo: siamo molto inclusivi, e ci piace la crescita della nostra città.”

Quanto pesa Paolacci in tutto questo?
“Paolacci pesa quanto pesa, per esempio Giuseppe De Angelis. Anzi, mi piacerebbe venissero menzionati tutti: Giuseppe De Angelis, Massimo Pompa, Fabrizio Ceppaloni, Piero Maddaloni, Michele D’Annunzio, Antonio Cecaloni, Emanuele Orlandi e lo stesso Liborio De Rinaldis, che quest’anno ci ha dato una grandissima mano. Io non apporto nulla di speciale. Magari il mio supporto per fare procedere meglio la parte burocratica. Però vince il gruppo. Vince la coesione e l’unione di intenti. Quello è ciò che vince.
E, se me lo permette, vorrei ringraziare in modo particolare l’Onorevole Pino Cangemi, Vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio. Sta dimostrando fattivamente una vicinanza e un amore per il nostro territorio che non ha eguali. Ha partecipato a tutti gli eventi più grandi. Ha dato supporto alla Festa della Maremma e alla Sagra del Melone. Che quest’anno è finita sul TG3! E, mi creda, vedere l’orologio e la fontana di piazza Risorgimento sul TG3 grazie alla Sagra del Melone, è per noi un grande motivo d’orgoglio.
Aggiungo che bisogna uscire da un certo provincialismo: Due Casette è Cerveteri e Cerveteri è Due Casette. Bisogna cominciare a ragionare da città. Altrimenti non andiamo da nessuna parte. Le feste non sono solo goliardia. Sono anche e soprattutto valorizzazione del territorio.”

Osservo che, quando un rione o una località organizza una festa, c’è subito la tendenza a contrapporli all’Amministrazione comunale. Per esempio, dicendo: “se non ci fossero stati loro non si sarebbe fatto nulla”. Cosa che non succede, mi sembra, in altre città. Lei cosa ne pensa?
“Questo succede quando manca la programmazione. Dove non c’è programmazione s’infila la confusione. Se io, a marzo, protocollo la “Festa dell’Agricoltura – Sagra del Melone”, indicando tre giorni, mi aspetto che il Comune non infili altri sei o sette eventi nelle stesse date. Siamo una città di 40.000 abitanti con un bacino di 150.000 nell’hinterland. C’è spazio per tutti, ma bisogna coordinarsi.
Nell’ultima settimana il Sindaco ha sparato a raffica pubblicità su tre eventi, dal 18 al 20 luglio, nel Parco della Legnara. Io sarei andato volentieri a sentire la cover dei Pink Floyd. Ma molte persone hanno scelto la Sagra del Melone. In questo modo non si crea opportunità. Si toglie solo la possibilità di vivere la propria città.”

State già pensando alla prossima edizione della Sagra del Melone? Alzerete di nuovo l’asticella?
“Confesso che adesso siamo cotti! Pochi sanno che la parte più brutta delle feste è il dopo. Passeremo altri quindici giorni a smontare tutto. Ricordiamo che dobbiamo liberare il terreno di Giuseppe De Angelis. Che rinuncia a coltivare tre ettari di terreno per regalare gioia alla città. E le persone della Pro Loco rinunciano alle loro cose nel mese di giugno, fino a metà luglio per allestire la Sagra. Questa edizione è stata forse la festa più riuscita in assoluto negli ultimi anni. Meglio della Sagra dell’Uva, come mi ha detto qualcuno. Questo per me è naturalmente una soddisfazione immensa.
Ma il mio sogno è che la Sagra dell’Uva torni ai fasti di un tempo. Purtroppo, i rioni non possono sostituirsi all’Amministrazione. Possono essere un contorno, un aiuto, un arricchimento. La gente è volontaria: poi si stanca e viene svuotata.”










