fbpx
 
CittàNotizie

Il ritratto di Matteo Messina Denaro: la pittrice ed ex modella di Ladispoli Flavia Mantovan racconta la vera storia del suo quadro, ritrovato a casa della mamma del boss

Sgarbi sosteneva che “La finalità della mostra ‘facce da mafiosi’ era storicizzare la mafia e chiuderla in un museo”

Il ritratto di Matteo Messina Denaro: la pittrice ed ex modella di Ladispoli Flavia Mantovan racconta la vera storia del suo quadro, ritrovato a casa della mamma del boss –

La storia di un quadro,  parliamo del ritratto di Matteo Messina Denaro, dipinto da Flavia Mantovan  esposto nel museo della mafia di Sgarbi a Salemi e  ritrovato nel 2016 appeso sulle pareti del salotto della mamma del boss.

La notizia è rimbalzata da un giornale all’altro in questi giorni in cui non si fa altro che parlare  dell’arresto del capo mafia. Abbiamo contattato l’autrice che racconta come è andata:

“Quel dipinto lo realizzai nel 2005 insieme a tutta la serie delle facce di mafia su proposta del gallerista Arzenta di Horti Lamiani a Roma. Tutto avvenne in occasione dell’ arresto di Provenzano e allora come ora tutti i giornali pullulavano di immagini e racconti di mafia.

Messina Denaro  Flavia Mantovan
Flavia Mantovan insieme a Sgarbi durante la mostra facce da mafiosi

A quel tempo dipingevo modelle giusto per divertimento, avevo una solida carriera come modella alle spalle. Quella di dipingere i volti dei mafiosi fu una vera e propria  sfida pittorica, erano permeati da tutt’altra luce, tuttavia accettai volentieri perché ero incuriosita, come scrisse Vittorio Sgarbi in catalogo ”nihil humanum a me alienum  puto”. I quadri quindi  vennero realizzati e  inizialmente l’idea del gallerista era di trovare il modo di esporli in una sede istituzionale, poi il tempo passò e lì per lì non se ne fece nulla e io continuai a dipingere altri soggetti legati al mondo delle riviste patinate.

ritratto Messina Denaro Ladispoli Flavia Mantovan
Il presidente Napolitano e Vittorio Sgarbi al museo della mafia.

Tra una mostra e l’altra conobbi il famoso fotografo americano David LaChapelle a Roma. Questi mi volle come musa per alcune sue foto da realizzare in America.

Negli Stati Uniti è circondato da una fama estrema, il suo immaginario pop e il suo passato da assistente di Andy Wharol  già bastano a capire la portata della sua arte. Poi fu il momento di New York, li le lezioni d’arte  e di vita furono molte, è una città veloce, bisogna cogliere l’attimo, farsi valere e stare sempre pronti, tutto avviene in un modo rapido e se si traccheggia si resta indietro.

In uno dei viaggi di rientro in Italia appresi da una rivista che Sgarbi voleva aprire il museo della mafia a Salemi, dove era diventato sindaco, e così, memore della lezione americana, lo contattai  immediatamente e gli inviai le foto dei quadri  già pronti da anni. Sgarbi li trovò adatti, fu una circostanza del tutto fortuita di fatto, e nel giro di pochissimo tempo si inaugurò, in preapertura del museo della mafia, la mostra “facce di mafiosi”. Il  titolo fu lanciato  da Oliviero Toscani che allora era assessore alla cultura e la mostra  venne curata da Sgarbi che ne scrisse il testo in catalogo.

Il ritratto di Matteo Messina Denaro: la pittrice ed ex modella di Ladispoli Flavia Mantovan racconta la vera storia del suo quadro, ritrovato a casa della mamma del boss

Dunque il quadro di Messina Denaro- racconta ancora la pittrice ed ex modella di Ladispoli, Flavia Mantovan – venne esposto lì nel 2009 e di nuovo l’anno successivo per l’apertura ufficiale del museo  e in pompa magna con molti altri artisti e  con la presenza dell’allora Presidente Giorgio Napolitano.

Sapevamo che la mostra avrebbe fatto scalpore,  ma avevamo delle buone intenzioni, Sgarbi sosteneva che “la finalità era storicizzare la mafia e chiuderla in un museo”, per non dimenticare, perché i visitatori trovandosi faccia a faccia con quei  volti potessero trovare spunto di riflessione, provare un emozione, confrontarsi con la paura. Poi dopo un  po’ di tempo un altro gallerista sempre romano, Carmine Siniscalco, con cui avevo fatto molte mostre in Italia e pure  la biennale del Cairo in Egitto, mi disse che aveva ricevuto una  richiesta di acquisto per quel ritratto di Messina Denaro.

Gli dissi di mettersi in contatto con l’altro gallerista di Horti Lamiani che ne era proprietario e così poi chiusero la vendita tra di loro. Dopo un po’ di tempo, successe che Sgarbi nominato curatore del padiglione Italia alla biennale di Venezia decise di portare in laguna pure sette dipinti delle  facce di mafiosi esposti a Salemi incluso il ritratto di Messina Denaro. Così chiesi al gallerista Siniscalco se poteva contattare l’acquirente di quel dipinto, per poterlo mandare in biennale, ma l’esito fu negativo, e così ne dipinsi una seconda versione, con altre particolarità. 

Poi tutto il resto è storia, in ogni caso ci tengo a ringraziare Vittorio Sgarbi sia per la fiducia che mi ha concesso sin dai miei esordi, permettendomi di esporre in queste mostre, sia per come  in questi giorni abbia  chiarito,  in tv e sui  giornali, che è normale che i quadri una volta venduti  non è dato sapere né all’artista, né al gallerista, su quali pareti   poi effettivamente arrivino”.

Post correlati
AttualitàCittà

Fiumicino, ripresi i lavori del ponticello di Passoscuro

AttualitàCittà

Civitavecchia e litorale: i consigli di Poste Italiane per contrastare le truffe online

CittàSalute

Prevenzione del tumore al colon retto: kit diagnostici anche presso le farmacie comunali di Cerveteri

CittàNotizie

"Lei ha i requisiti per recuperare 715 euro di tasse", ma è una truffa

Iscriviti alla nostra Newsletter e rimani sempre aggiornato.