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Quattro anni fa il terremoto di Amatrice





Alle 3.36 del 24 agosto la terra tremò violentemente spazzando via numerosi Comuni del Centro Italia.

Quattro anni fa il terremoto di Amatrice –

Ore 3.36. Un boato e l’inizio di un incubo e di una immane tragedia. E’ il 2016. La gente, famiglie, gruppi di amici, dorme sonni beati nelle loro case, negli alberghi della zona.

Sembra una notte tranquilla di quasi fine estate. Poi l’inizio di un vero e proprio incubo. La terra inizia a tremare violentemente. Centinaia di casa si sbriciolano sotto la furia indomabile della natura.

E’ il 24 agosto del 2016. Un terremoto di magnitudo 6 scuote violentemente Amatrice e i Comuni vicini: Arquata del Tronto, Pescara del Tronto.

Sono 300 le vittime dirette del terremoto nel solo territorio di Amatrice, stracolmo di persone per il periodo estivo. A questo drammatico numero vanno ad aggiungersi 388 feriti e 41mila sfollati, costretti ad abbandonare le loro case per motivi di sicurezza o per precauzione.

Interi borghi vennero spazzati via dalla furia del terremoto.

In migliaia raggiunsero Amatrice per prestare soccorso alle popolazioni colpite drammaticamente dalla potenzia della natura.

Si scavò a mano, con mezzi meccanici. Si scavò ininterrottamente giorno e notte con la speranza di trovare tra quelle macerie supersistiti.

Si scavò per cercare di salvare quante più vite possibili.

Passarono solo quattro giorni quando l’incubo tornò a svegliare ancora le popolazioni. Erano le 7.40 del mattino quando i sismografi registrarono una scossa di terremoto di magnitudo 6.5. Questa volta a essere colpite furono Norcia, Prci e Castelsantangelo sul Nera.

Per fortuna questa volta non procurò altre vittime. Ma i danni furono ingenti. La frazione di Castelluccio fu completamente rasa al suolo.

Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto ricevettero il colpo di grazia.

Da quel giorno sono trascorsi quattro anni. Quattro anni da quel primo boato che nel cuore della notte irruppe violentemente cambiando per sempre la vita a migliaia di persone.

Gente che ad oggi attende ancora la ricostruzione. Gente che ad oggi aspetta ancora una nuova casa. Gente che ad oggi, quando chiude gli occhi, ancora oggi sente quel forte boato rimbombare nelle orecchie. Quelle immagini scorrere nitide nella sua mente.