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Prosegue la navigazione di Nave Italia sulla rotta della solidarietà: due i progetti a bordo tra fine giugno e inizio luglio tra Civitavecchia e Gaeta

Prosegue la navigazione di Nave Italia sulla rotta della solidarietà: due i progetti a bordo tra fine giugno e inizio luglio tra Civitavecchia e Gaeta –

Prosegue la navigazione di Nave Italia tra Gaeta e Civitavecchia sulla rotta della solidarietà. Dal 25 al 29 giugno e dal 2 al 6 luglio saliranno a bordo, rispettivamente, i progetti “Academy to Italy 2024”, promosso dalla Sailing Academy del Royal Cape Yacht Club di Cape Town, e “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”, promosso dalla Scuola Oliver Twist di La Cometa SCS di Como.

Si tratta delle ultime due tappe nelle acque di Civitavecchia per il brigantino di Fondazione Tender to Nave Italia su cui, in compagnia dell’equipaggio della Marina Militare e dello staff scientifico della Fondazione, saliranno quest’anno 21 tra associazioni ed enti no profit del terzo settore provenienti da tutta Italia e una dal Sudafricaper sperimentare i benefici del metodo Nave Italia, toccandoin circa 6 mesi, 9 porti italiani e 1 estero.

I primi a salpare, dal 25 al 29 giugno, saranno gli undici ragazzi (4 maschi e 7 femmine) del progetto “Academy to Italy 2024”, giunto alla seconda edizione. In cinque giorni di navigazione questi giovani di età compresa tra i 15 e i 23 anni, provenienti da comunità finanziariamente e socialmente svantaggiate di Città del Capo, vivranno un’esperienza finalizzata a rinforzare le loro capacità veliche, ma soprattutto a favorirne una maggiore autonomia, grazie all’inserimento in un contesto che favorisca un nuovo riconoscimento identitario.

“La vela è intrinsecamente uno sport di squadra, per questo a bordo ci concentreremo su attività di team building che ci portino a conseguire obiettivi comuni agendo sempre come un’unica entità. – commenta Jennifer Burger, RCYC Sailing Academy Manager e capo Progetto. – Abbiamo deciso di ripetere l’esperienza a bordo di Nave Italia dopo aver visto i benefici tangibili sui ragazzi che hanno sperimentato il metodo lo scorso anno: oltre ad un miglioramento generale del rapporto con noi adulti, abbiamo assistito ad un vero e proprio cambiamento culturale di questi ragazzi, molti dei quali, tornati a casa, hanno deciso di intraprendere una carriera nel settore marittimo. Anche quest’anno, nella fase pre-imbarco, abbiamo quindi insistito molto sulla preparazione dei nostri studenti a tutto ciò che vivranno a bordo, incoraggiandoli a mantenere sempre la mente aperta e a cogliere tutte le opportunità che si presenteranno loro. Una volta tornati a terra sarà poi loro compito trasmettere ai compagni sensazioni ed emozioni vissute in questi cinque giorni e farsi portavoce dei nuovi insegnamenti appresi. La nostra speranza e il nostro augurio – conclude Burger – è che i ragazzi, anche grazie a questa esperienza, si aprano alla possibilità di non rimanere bloccati nella loro situazione attuale e comprendano che là fuori c’è un mondo di opportunità a loro disposizione”.

A seguire, dal 2 al 6 luglio, sarà la volta dei 14 allievi della Scuola Oliver Twist di La Cometa SCS di Como che con il progetto “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” perseguiranno l’obiettivo di riaccendere il senso di desiderio, stupore e fascino verso l’apprendimento di saperi disciplinari e lo sviluppo di competenze trasversali necessarie per un percorso di crescita personale e professionale.

“I nostri ragazzi sono tutti reduci da percorsi di dispersione scolastica – commenta Giovanni Figini, referente scolastico del progetto. – Alcuni di loro soffrono anche di disagi psicologici o familiari, mentre altri sono stati scelti per affiancare i più fragili in questa esperienza, secondo un approccio peer to peer. Il nostro progetto – prosegue Figini – si fonda, in tutte e tre le fasi del metodo Nave Italia (pre, durante e post imbarco) su due aspetti in particolare: l’attenzione e la metacognizione. Tutte le attività che i ragazzi svolgeranno, infatti, saranno guidate dall’ascolto sensoriale ed emotivo delle esperienze che vivranno a bordo e dalla loro successiva rielaborazione a fini di apprendimento. Dall’ascolto di letture di grandi naviganti del passato, all’osservazione delle stelle, passando per la stesura del diario di bordo e le quotidiane attività a stretto contatto con l’equipaggio della Marina Militare, ogni azione sarà per loro spunto di riflessione e motivo di ispirazione per riflettere e poi metabolizzare ciò che di positivo questa esperienza potrà insegnargli.”

“Nave Italia – commenta il Direttore Scientifico Paolo Cornaglia Ferraris – è una nave scuola dedicata alla disabilità. Strumento unico al mondo, grazie al quale un metodo riabilitativo collaudato da 18 anni di esperienza, si è dimostrato di straordinaria efficacia. Il brigantino della Fondazione Tender to Nave Italia, è il luogo dove il “Metodo Nave Italia” rivela la propria forza, per la capacità di porre ogni persona di fronte ad un repentino “cambio di rotta” della propria esistenza. Nessuno sarà più prigioniero del proprio disagio dopo essere salito a bordo. Verrà coinvolto in un’avventura emozionante, gioiosa, che lo condurrà ad una vita diversa dalla precedente, fuori dai limiti della malattia. In pochi giorni, una squadra che condivide valori fatti di gerarchia e disciplina militare, prossimità, inclusione, valorizzazione di ciascuno, offre una cura di libertà. Ogni anno, almeno 300 persone suddivise in decine di progetti, in piena sicurezza, aprono le porte della prigione nella quale la disabilità li aveva rinchiusi. Valori educativi e riabilitativi condivisi da gente che crede che ogni fragilità possa essere superata dalla forza del gruppo, spiegando grandi vele che diventano metafora di orizzonti nuovi ed entusiasmanti”

Nave Italia proseguirà poi il suo viaggio solidale da Civitavecchia, con destinazione La Maddalena, il 9 luglio con il progetto “S.E.I. in mare”, rivolto ai giovani disabili della Gulliver Società Cooperativa Sociale Onlus di Modena.

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Sailing Academy del Royal Cape Yacht Club (RCYC)

L’obiettivo principale della Sailing Academy del Royal Cape Yacht Club (RCYC) è quello di potenziare i giovani con lo sviluppo delle competenze attraverso la vela. L’Accademia insegna ai giovani sudafricani, di età compresa tra 15 e 23 anni, provenienti da alcune delle zone più difficili di Città del Capo, le competenze veliche e di conduzione dell’imbarcazione, attraverso le quali si sviluppano autostima, problem solving, autonomia e decision making.

Scuola Oliver Twist di La Cometa SCS

Nel 2003 viene creata Cometa Formazione SCS – oggi La Cometa SCS – per dare un’opportunità concreta a ragazzi che hanno abbandonato la scuola senza alcuna prospettiva lavorativa, attraverso percorsi strutturati di istruzione e formazione professionale (nel settore tessile, legno-arredo e sala-bar); percorsi sperimentali di contrasto alla dispersione scolastica (cd. “Liceo del Lavoro”); percorsi professionalizzanti e di inserimento lavorativo.

La Scuola Oliver Twist di La Cometa SCS nasce per dare una possibilità di formazione professionale di eccellenza per tutti i giovani, orientandoli e accompagnandoli in percorsi di crescita scolastica studiati ad hoc. Sulla base del concetto di “Apprendimento Esperienziale”, la Scuola Oliver Twist ha implementato l’approccio della “Scuola-Impresa” che mira all’occupabilità e all’imprenditorialità giovanile, in quanto sviluppa le competenze degli studenti impegnandoli nella produzione di prodotti reali per il mercato (commesse).

FONDAZIONE TENDER TO NAVE ITALIA

Fondazione Tender To Nave Italia ETS, ente senza scopo di lucro fondato nel 2007, promuove numerosi progetti di solidarietà a favore di Associazioni no profit, Onlus, Scuole, Ospedali, Servizi sociali, Aziende pubbliche o private che sostengono azioni inclusive verso i propri assistiti e le loro famiglie. Mission della fondazione è combattere ogni forma di pregiudizio sulle disabilità e sul disagio sociale, abbattendo il muro dell’indifferenza e ponendosi al fianco di persone fragili che, a causa di quel pregiudizio, rischiano di finire ai margini della comunità. Gli strumenti della Fondazione sono progetti educativi e riabilitativi che vengono realizzati a bordo di un brigantino a vela condotto da un equipaggio militare e battente bandiera della Marina Militare. Su Nave Italia si segue una metodologia specifica: i protagonisti a bordo sono bambini, adolescenti e adulti con disabilità, disagio psichico o disagio sociale e famigliare, che hanno ogni giorno grandi ostacoli da affrontare e che a bordo riconquistano la fiducia in sé stessi, attraverso un’esperienza che unisce prossimità e gerarchia. A bordo si vive e si opera fianco a fianco, attorniati dal mare e dal vento. Tutti, indistintamente, ciascuno con un ruolo preciso, marinai, ragazzi, accompagnatori. Si diventa tutti parte di uno stesso equipaggio, senza distinzioni tra chi sale a bordo per una settimana e chi ne fa parte in pianta stabile. Questo, e l’esposizione dei beneficiari a stimoli emotivamente molto forti, sempre in una cornice di massima sicurezza, è il segreto del “metodo Nave Italia” che, sotto la guida del personale scientifico della Fondazione e dell’equipaggio della Marina Militare, si è rivelato particolarmente efficace nel consentire a piccoli gruppi di persone in difficoltà di mettersi alla prova e sfruttare a pieno le proprie potenzialità, superando tutti quei pregiudizi che li accompagnano nella quotidianità. Nel 2023 l’iniziativa ha meritato l’adesione del Presidente della Repubblica. Dal 2007 Nave Italia ha imbarcato 7.355 persone tra passeggeri speciali, operatori e volontari dedicati e ha realizzato 359 progetti cresciuti in questi anni, per numero e qualità, fornendo ai beneficiari percorsi formativi e riabilitativi unici.

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