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Presentato il Rione Boccetta di Cerveteri: “Lo devi sentire dentro. Lo devi vivere, e non solo abitare”



Presentato il Rione Boccetta – di Giovanni Zucconi

Ieri pomeriggio, nella splendida cornice del Belvedere di Cerveteri, si è svolta la presentazione del Rione Boccetta. Mi accorgo che avrei dovuto scrivere, più correttamente,che si è svolta la presentazione del “Comitato” del Rione Boccetta. Perché questo in effetti si è costituito. O meglio, ricostituito dopo alcuni anni di assenza. Ma poi, leggendo i comunicati preparatori all’evento e la registrazione degli interventi, nessuno ha mai parlato di comitato. Ma solo di Rione Boccetta.

In effetti, ieri pomeriggio non si è presentato un comitato organizzatore. Ma un mondo. Un mondo fatto di persone e di viuzze che, come ha detto orgogliosamente qualcuno, erano già abitate prima che esistesse Roma. Di persone legate alla tradizione e al territorio. Di uomini che nell’attesa che tutto iniziasse parlavano di come dare l’acqua ramata in qualche loro pezzo di terra, e di donne che se la prendevano con un sacerdote che non voleva costruire un presepe nella sua parrocchia per non offendere le altre religioni.

Un mondo che cammina con le gambe di uomini e di donne che stanno diventando sempre più anziani, e che, se qualcuno non farà qualcosa, morirà con l’ultimo di loro. Per questo un gruppo di dieci ragazzi ha voluto prendere in mano il testimone di questo Rione. Per fare in modo che questo mondo e le sue tradizioni non spariscano per sempre.

Ieri pomeriggio erano tutti lì. Davanti a tante persone, non solo del Rione Boccetta, che aspettavano di vedere in quali mano stavano passando il loro testimone. Erano tutti presenti i dieci ragazzi. Tutti visibilmente emozionati. A qualcuno tremavano anche le mani durante il suo intervento. Ma questo ha ancora di più sottolineato, insieme all’assenza della parola “comitato”, la genuinità della loro iniziativa. Magari mi posso sbagliare, ma non ho visto nessun aspirante politico tra di loro. Solo ragazzi che voglio fare rivivere lestorie e le tradizioni del loro Rione.

Tornando alla presentazione, gli interventi mi sono piaciuti tutti. Anche quelli dellavice Sindaca Federica Battafarano, e della Sindaca Elena Gubetti, che erano presenti alla manifestazione.Sono stati tutti interventi non banali, sentiti e partecipati. Ne riporto alcuni brani più significativi.

Giacomo Rinaldi (voce narrante del carro della 50-esima Sagra dell’Uva): “Questo evento sta a significare che i Rioni stanno ripartendo.E Rione Boccetta è un rione storico necessario alla continuità della tradizione. Era partito molto bene. Ma pian piano anche le fiammelle più piene di virtù e di amore si spengono. Ma ho la speranza che questo rione possa riprendere la giusta posizione all’interno della comunità di Cerveteri.Perché noi abbiamo una comunità meravigliosa.Abbiamo un Paese meraviglioso.Una delle cose che ci diciamo spesso è ci sarebbero tante cose da fare. Facciamole.Le potremo anche sbagliare qualche volta. Non è un problema. Sbaglia solo chi fa, chi non fa non sbaglia.

Gianluca Meucci (vice Presidente del Rione Boccetta): “…Una delle cose che mi hanno più lasciato perplesso è quando mi hanno detto: “ma tu non sei della Boccetta. Sei nato alla Casaccia e ora sei di San Pietro”. Mi sono fatto allora una domanda. Perché si deve pensare che, se uno abita a Cerveteriin un certo posto, deve essere per forza di quel rione? Il rione lo devi sentire dentro. Lo devi vivere, e non solo abitare.Vorremmo tornare a quei vecchi albori dove si mettevano i tavoli a via dei Bastioni, e si faceva l’acqua cotta. A Cerveteri l’acqua cotta dove la potevi mangiare? La mangiavi solo a Rione Boccetta.E si stava tranquilli e spensierati. Quindi la cosa che mi preme di più, è quella di tornare come era una volta.”

Pietro Piergentili (Presidente del Rione Boccetta): “…Volevo dire innanzitutto che il rione Boccetta in primis è un concetto.Perché da qui parte il Paese. Da qui parte la storia del Paese, ma partono anche le storie di tutti noi.Perché tutti quanti noi abbiamo avuto un’esperienza all’interno del rione.Sia da bambini che da ragazzi.Quindi questo è il centro di tutte le nostre emozioni.E quindi vogliamo trasmettere queste emozioni a tutte le altre persone che poi si avvicineranno a questa esperienza che è il Rione Boccetta.”

Federica Battafarano (vice Sindaca di Cerveteri): “…I rioni, come sapete, sono il centro della tradizione di Cerveteri. Con noi organizzano la maggior parte delle feste più importanti.Penso alla festa patronale, alla Sagra dell’uva, ma anche a tante altre iniziative che, come ricordava prima chi mi ha preceduto, servono a far vivere i quartieri della nostra città. Quartieri che si reggono appunto sulle tradizioni, che devono sposarsi e coniugarsi anche con l’innovazione. E sarebbe bello davvero questo che questo rione continuasse a vivere non solo nel ricordo di quello che è stato.Dove i turisti, che vengono possono trovare tante cose che nel tempo si sono perse, ma che sarebbe bello far riassaporare alle persone che si avvicinano alla città di Cerveteri… In gioco c’è un senso di identità. L’identità passa anche per questo, e quindi è anche un po’ la nostra responsabilità quello di coltivarla.Non farla perdere, ma anzi farla crescere negli anni a venire.”

Elena Gubetti (Sindaca di Cerveteri):“…È bello vedere che dei ragazzi si mettano in gioco per amore della propria città e del proprio rione.È una cosa che fa bene al cuore…Io credo tantissimo nel lavoro che fanno i rioni tanto che credo di essere stato il primo Sindaco nella storia di Cerveteri aver nominato un delegato ai rioni, che è Manuele Parroccini… È un bellissimo segno il fatto che oggi siamo tutti qua a festeggiare insieme questo nuovo inizio del Rione Boccetta. Èil segno che i rioni lavorano insieme fianco a fianco per far crescere la nostra comunità… Qualcuno di voi diceva che non ci si aiuta solo per fare le feste, e ha ragione. Abbiamo delle feste bellissime. Che ci rappresentano e che rappresentano pezzi della nostra storia. Però i rioni non servono solo a questo.Servono anche per stare uno al fianco dell’altro, e a far crescere una comunità. Servono per vedere che cosa si può fare e a rimboccarsi le maniche per migliorare per far crescere la nostra città.Perché l’amiamo.Perché crediamoche questo sia il posto più meraviglioso dove poter vivere.”

Presentato il Rione Boccetta di Cerveteri: “Lo devi sentire dentro. Lo devi vivere, e non solo abitare”
Presentato il Rione Boccetta di Cerveteri: “Lo devi sentire dentro. Lo devi vivere, e non solo abitare”

Il racconto di questo pomeriggio si potrebbe chiudere qui. Con ognuno che trae le proprie conclusioni. Ma vorrei chiuderlo come nei film per i quali hanno già preparato un sequel. E in effetti ci sarà, prossimamente su BaraondaNews.Ne anticipo i contenuti riportando uno rapido scambio di battute, apparentemente banali,con la Sindaca Elena Gubetti al temine della manifestazione.

“Buonasera Sindaca”. “Buonasera Giovanni, che ne pensi della manifestazione?”. “Non lo so…”. “Come non lo sai. Cambio domanda?”.

È che c’è qualcosa che non riesco ad inquadrare bene. Quel qualcosa che ti appare brutto da dire, e che quindi te lo tieni per te. In attesa di renderlo più presentabile, o almeno più ragionato, alla tua coscienza. È un ragionamento acerbo e che non ha ancora avuto tempo di maturare. Ma fa parte di una riflessione ancora più articolata sulla composizione della vera anima della Cerveteri di oggi. Che non è sicuramente quella della tradizione che ho visto raccontare ieri. Perché più ampia di quella rappresentata dai rioni e, come direbbe il Consigliere Piergentili, non sa neanche dove sta di casa la Cervetranità.

Vorrei approfondire questo tema. E lo farò, presto, proprio con i dieci ragazzi protagonisti dell’evento di ieri pomeriggio.

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