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Olmetto, Massimo Renna: “Il primo cittadino faccia chiarezza attraverso un confronto pubblico”

“Viviamo nel degrado e nella insicurezza”

Olmetto, Massimo Renna: “Il primo cittadino faccia chiarezza attraverso un confronto pubblico” – riceviamo e pubblichiamo:

“Egr. Sindaco Grando, gent.li Presidenti

scrivo la presente a tutti, in forma aperta, ma rivolgendomi in prima persona al Sindaco a seguito dell’intervento su un social di una persona, a Lui vicina, spesso solerte nel segnalare positivamente l’Amministrazione il quale, ragionevolmente, non può non sapere la sostanza dei fatti relativi all’Olmetto ove fra l’altro il Sindaco, come altri consiglieri hanno interessi diretti viste le opportune astensioni nelle relative votazioni in Consiglio Comunale.

L’intervento sui social è stato in risposta alle legittime proteste di totale assenza del Comune nella manutenzione nel quartiere Olmetto e conteneva una affermazione alquanto meritevole di attenzione, che dunque vado a riportare pedissequamente: “l’Olmetto è un consorzio”.

L’Olmetto avrebbe potuto essere un consorzio sin dal 2012 se l’Amministrazione di allora non avesse legittimato una raccolta firme mai certificata o quantificata, raccolta avvenuta di nascosto verso gli altri lottisti e preso una direzione sbagliata che però l’attuale Amministrazione ha condiviso negli anni recenti nonostante informata per tempo.

Olmetto, Massimo Renna: "Il primo cittadino faccia chiarezza attraverso un confronto pubblico"
Olmetto, Massimo Renna: “Il primo cittadino faccia chiarezza attraverso un confronto pubblico”

Infatti all’Olmetto continuiamo a non avere un consorzio nonostante da due anni, a cicli semestrali, vengano diramati annunci e informazioni relative all’invio delle lettere di diffida alla costituzione del consorzio che però non sono ancora arrivate. E non sono arrivate per unica ed esclusiva responsabilità del Comune di Ladispoli, che dal 2012 ha continuato a deliberare congiuntamente alle Commissioni Urbanistiche, a volte riunite solo proforma il giorno prima delle votazioni in Consiglio e senza affrontare nel merito gli argomenti per il solo fine di non dialogare.

Nonostante l’atto deliberativo debba essere permeato di tutti quelli che sono i principi dell’agere amministrativo, in primis certamente la pubblicità e la trasparenza, nel caso di specie non può dirsi che ciò si sia verificato. La scusa che spesso ci siamo sentiti ripetere è che non si conoscono tutti i proprietari, circostanza questa che diventa abnorme e priva di ogni logica solo considerando che quei proprietari sono i medesimi soggetti che provvedono al regolare adempimento degli oneri tributari, ma anche gli stessi che in caso di omesso pagamento si vedono recapitare puntualmente le cartelle esattoriali.

Ad ogni modo, la prefata circostanza non sarebbe comunque sì gravosa da impedire il corretto operato dell’Amministrazione comunale. Il risultato è che i residenti stabili dell’Olmetto, circa duecento persone, più tutti i lottisti non residenti circa duecento più famiglie continuano a vivere nel degrado totale ed anche nel rischio della propria sicurezza, visto che le strade sono disagiatissime per i mezzi di soccorso e di servizio ciò nonostante le strade siano di pubblico uso e quasi un chilometro sia proprio di proprietà comunale.

Senza contare l’abbandono dei rifiuti senza che mai sia stata posta in essere una qualsiasi contromisura, infatti, nonostante le buone intenzioni del Suo Delegato alla sicurezza urbana, ad oltre un mese di distanza non risultano essere state viste macchine delle forze dell’ordine ed il sopralluogo per le telecamere ancora deve avvenire, anzi una di esse sull’Aurelia risulterebbe rotta da tempo e sarebbe interessante sapere se si continui a pagare, con i soldi pubblici, un servizio che non c’è.

Non solo la zona Olmetto viene formalmente presa in giro dal 2012 con la totale disattenzione alla correttezza delle procedure e della trasparenza amministrativa, ma viene lasciata in uno stato di totale abbandono, nel totale disprezzo del vivere civile, facendo passare per vere informazioni che non lo sono affatto e contestualmente omettere quella trasparenza e pubblicità prevista dal Legislatore. A conforto di quanto appena detto basti rilevare come, il TAR Lazio abbia condannato il Comune di Ladispoli a retribuire un Commissario ad Acta che ha imposto al Comune la consegna di documenti non forniti nonostante la regolare richiesta di accesso agli atti, in alcuni casi addirittura non pubblicati nonostante alcuni di essi abbiano indelebilmente e pesantemente condizionato la vita di tutti i cittadini di Ladispoli, e continueranno a condizionarla.

Tutto questo era stato notificato all’Amministrazione dal Settembre 2017, estendendo al Delegato per la zona Olmetto, in due riunioni ed una email con tanto di presentazione powerpoint ed in numerose successive missive. Quindi il post di una persona, che non può non essere informata, affermi che esiste un consorzio che invece avrebbe dovuto costituirsi con regole chiare, suscita legittime domande che giriamo all’Amministrazione. Invito quindi il signor Sindaco a rendere noto formalmente se sia stato solo un “mero errore” di tipo contenutistico, oppure veramente sia stata mandata avanti la formula del Pubblico Proclama, che chiaramente non può essere considerata idonea a garantire quel regime di pubblicità previsto dalla legge.

Pertanto, Signor Sindaco, è giunto il momento di fare chiarezza evitando ogni tipo di escamotage volto ad alterare la regolarità delle procedure previste, e sono dunque a chiamarLa cortesemente, ad un pubblico confronto, chiedendoLe di rendersi disponibile a ciò. Il prefato pubblico confronto auspicherei avesse ad oggetto le questioni di seguito menzionate: la V.A.S. inesistente, non solo per Olmetto, richiesta dalla Regione già dal 2014, e la cui assenza rende nulli (non solo annullabili) sia le deliberazioni del PdL Olmetto che della Variante di P.R.G., ma soprattutto i piani urbanistici sviluppati a Ladispoli negli ultimi anni, anche quelli esenti da ogni vizio.

E’ doveroso precisare come la che la V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica) è l’atto fondamentale che dovrebbe coniugare aspetti tecnici e il parere dei cittadini in un processo partecipativo, certamente non è Sua responsabilità l’inesistenza di tale documento, ma certamente omettere di provvedere per migliorare la situazione potrebbe determinare responsabilità nei Suoi confronti, nella Sua qualità di Sindaco. La chiamo pubblicamente a discutere e chiarire sulle deviazioni all’iter iniziate dal 2012 ma che avevamo rese note alla Sua amministrazione sin dal 2017 informandoLa di come si sarebbe potuto ancora porre rimedio. Parliamo delle Osservazioni dell’Olmetto mai discusse in Consiglio Comunale. Parliamo delle modifiche al PdL Olmetto approvate in Giunta in base a creative assunzioni su atti mai certificati e della loro mancata approvazione nella sede legittima ovvero il Consiglio Comunale.

Parliamo dei documenti approvati dal Consiglio Comunale pur non essendo stati mai formalmente consegnati e debitamente valutati (vedi tav 6). Parliamo degli aumenti dei costi (20% rispetto alle stime poi confermate) approvati dal Consiglio Comunale senza mai essere stati commissionati e degli atti d’obbligo e Statuto assolutamente dannosi ed inadeguati, tanto che Lei li ha parzialmente dovuti correggere. Parliamo delle Commissioni urbanistiche che hanno tacitamente accettato l’omessa trasparenza e pubblicità su tutti i pareri che le stesse sono state chiamate a fornire. Parliamo dell’acqua di Monteroni, e quindi anche di Olmetto, formalmente non potabile da gennaio 2018 in totale assenza di qualsiasi riconoscimento del danno come la normativa prevederebbe.

Parliamo delle tasse che paghiamo dal 2010 come terreni edificabili ma senza aver mai ottenuto nessun servizio. La invito ad un aperto confronto pubblico nell’interesse di Ladispoli e di tutti i suoi cittadini, che meritano certamente di essere costantemente informati circa le vicende della propria città. Auspico vivamente che quanto Le sto chiedendo possa verificarsi, quanto prima, nell’intento comune di trovare una soluzione concreta e far finalmente rinascere la nostra città, che da troppi anni è ormai ingiustamente vessata dalle lungaggini e dalle angherie della burocrazia”.

Massimo Renna

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