Riceviamo e pubblichiamo:
Nel Consiglio comunale aperto svoltosi ieri sera su richiesta di Città Futura – Anno Zero è tornato al centro del dibattito il tema del Consorzio Sociale “Etruria Meridionale”, con forti critiche ai ritardi dell’amministrazione comunale.
Il provvedimento era stato inserito all’ordine del giorno del Consiglio comunale del 16 e 23 dicembre 2025, ma il punto venne successivamente ritirato, lasciando l’iter fermo da mesi senza chiarimenti pubblici adeguati. Nel frattempo, il Comune di Ladispoli ha già approvato atto costitutivo e statuto del Consorzio con delibera del Consiglio comunale n.59 del 18 dicembre 2025.
Secondo Città Futura – Anno Zero, il distretto continua a soffrire lentezze amministrative, frammentazione e difficoltà nella gestione delle politiche sociali, con il rischio concreto di perdere finanziamenti e opportunità fondamentali per il territorio.
A pagare il prezzo dei ritardi sono soprattutto gli anziani, le famiglie fragili, le persone con disabilità, i minori e gli stessi operatori sociali, spesso lasciati senza strumenti adeguati e senza condizioni di lavoro dignitose.
Nel corso del dibattito è stato ricordato come gran parte dei distretti socio-sanitari del Lazio abbia già adottato il modello consortile, ritenuto più efficace nella gestione dei servizi, nell’assunzione del personale e nell’accesso ai fondi regionali e nazionali.
Per Città Futura – Anno Zero il Consorzio rappresenta uno strumento indispensabile per costruire una struttura stabile, autonoma, competente ed efficiente, capace di programmare gli interventi sociali, monitorare le risorse e rispondere rapidamente ai bisogni reali della comunità.
Al centro della proposta anche il coinvolgimento concreto del Terzo Settore attraverso percorsi di co-programmazione e amministrazione condivisa, valorizzando il ruolo di associazioni, volontariato e operatori del territorio.
Da qui la richiesta di accelerare definitivamente il percorso di costituzione del Consorzio Sociale, superando uno stallo politico e amministrativo che dura ormai da troppo tempo, in una fase storica in cui l’aumento delle fragilità sociali richiede più organizzazione, più competenza e maggiore capacità di risposta istituzionale.
Ora servono atti concreti e tempi certi. Non ci sono più alibi né margini per ulteriori rinvii. Le emergenze sociali crescono e la politica ha il dovere di assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie scelte.
Anno Zero – Città Futura









