fbpx
AttualitàCittàSport e Salute

“Nuovi modelli di intervento per la Asl Rm4 nei disturbi psichici della popolazione giovanile”

Convegno venerdì 24 maggio all’Hotel de la Ville di Civitavecchia su temi di grande attualità

“Nuovi modelli di intervento per la Asl Rm4 nei disturbi psichici della popolazione giovanile” –

Riceviamo e pubblichiamo –

A Civitavecchia venerdì 24 maggio, con la partecipazione e sostegno del Dott. Giuseppe Quintavalle, Commissario Straordinario della Asl Roma 4, la presenza della Dott. Carmela Matera , Direttore Sanitario Aziendale e coordinato dalla Dott. Carola Celozzi, , si è tenuto un importante Convegno scientifico presso l’Hotel de la Ville su temi di grande attualità .

L’esordio sempre più precoce di rilevanti disturbi psichici è correlato anche agli effetti tossici delle più varie sostanze d’abuso, in età compresa tra i 15 e i 26 anni e addirittura dai 12 anni.

Infatti il tema degli esordi psicotici e del loro trattamento è da tempo è uno dei più discussi in ambito internazionale, non solo per la necessità di sviluppare idonei percorsi clinico- assistenziali, ma anche per un cambiamento di prospettiva e di prasi terapeutica.

La ricerca e la pratica clinica più innovative evidenziano che in mancanza di un’individuazione tempestiva e di un intervento multidimensionale specifico e mirato possono scivolare verso un aggravamento della patologia.

L’intervento precoce può non solo ritardare l’esordio dei quadri psicotici ma anche avere un ruolo cruciale per ostacolare il deterioramento nel funzionamento sociale già nella fase in cui la psicosi non è ancora manifesta.

Abbiamo chiesto al dr. De Filippis quali rischi per la salute mentale , quali interazioni con l terapie farmacologiche?

Il consumo di nuove sostanze psicotrope (NPS) al giorno d’oggi costituisce un problema di crescente rilevanza socio-sanitaria in tutta Italia (e non solo), soprattutto per la popolazione di età compresa tra 14 e 25 anni.

Tipicamente l‘assunzione di NPS avviene in contesti ricreativi e segue la modalità del poli-uso, ovvero l‘assunzione di più sostanze nell‘arco della stessa serata (potremmo parlare di party packages, ossia combinazioni di più sostanze che vengono associate sulla base del bisogno di un determinato effetto o di sinergie).

Ogni giorno nuove molecole vengono immesse sul mercato virtuale e di strada, proprio nel momento in cui altre molecole similari vengono bandite e dichiarate illegali.

La stragrande maggioranza di queste sostanze non sono rilevabili con i test tossicologici di comune impiego (urine, sangue).

Le persone che usano queste sostanze si sentono “normalizzate” in quanto il fenomeno costituisce una tendenza della popolazione giovanile ed inoltre esiste tra essi la convinzione che molte NPS, essendo legali (cannabis light), siano sicure e non dannose per la salute.

I professionisti della salute assistono sempre più frequentemente ad eventi che dimostrano gli effetti dannosi dell‘uso di NPS sulla salute psico-fisica degli utilizzatori, particolarmente tra giovani e giovani adulti.

Non sono infrequenti episodi di intossicazione acuta registrati presso i DEA ospedalieri, casi di episodi psicotici indotti da NPS, con manifestazioni di aggressività sia etero che auto diretta.

Molte di queste nuove sostanze hanno dimostrato effetti tossici a carico di diversi apparati e non mancano i casi di morte improvvisa correlata all‘utilizzo delle stesse.

I disturbi psico-organici indotti hanno manifestazioni assai simili ai sintomi acuti delle psicosi maggiori (schizofrenia, disturbo bipolare, ecc.) ma tuttavia rispondono solo parzialmente al trattamento con psicofarmaci tradizionali (che in alcuni casi possono risultare dannosi), in quanto presentano una diversa etiologia, e quotidianamente affollano i DEA, i servizi di Psichiatria (SPDC e CSM) e quelli per le dipendenze (Ser.D.).

Cosa suggerisce in prima analisi per un organizzazione più efficiente dei Dipartimenti di salute mentale, dei Ser.D. e dei TSMREE nonchè del privato accreditato molto rappresentato nella Regione Lazio?

La maggioranza degli operatori sanitari non ha una formazione specifica sull‘argomento e pertanto gli utilizzatori di NPS mediamente conoscono queste sostanze meglio dei professionisti dei Servizi per le Dipendenze e degli altri servizi clinici.

Da questi dati e da queste considerazioni sorge il bisogno, nell‘ambito di una adeguata programmazione sanitaria, di servizi clinici dedicati allo studio, al trattamento e alla prevenzione del fenomeno uso di NPS nei diversi territori.

Pertanto, la programmazione di interventi di politica sanitaria mirati sembra indispensabile per ridurre il danno a breve, medio e lungo termine derivante da questo drammatico fenomeno emergente.

Tale programmazione dovrebbe essere volta ad intercettare precocemente il disagio, valutare il rischio, intervenendo in modo appropriato e sostenibile a scuola e in famiglia con l’ausilio dei medici di medicina generale, professori, DSM e NPI e privato accreditato.

Un esempio di percorso potrebbe essere:

  1. Incontro di educazione alla salute con tutti gli alunni delle scuole superiori
  2. Sportello Salute a scuola per intercettare il disagio
  3. Valutazione del rischio su tutti i richiedenti
  4. Identificazione dei soggetti a rischio e delle classi di rischio
  5. Applicazione delle strategie previste

Gli interventi Socio Terapeutici potrebbero mirare a:

  1. Interventi sul contesto à scuola, famiglia, comunità
  2. Interventi riabilitativi precoci à cognitive remediation, gruppi multifamiliari e di psicoeducazione
  3. Interventi psicoterapeutici gruppali e individuali

Dr. Domenico De Berardis, quali misure indispensabili per un uso in ragionevole sicurezza dai farmaci anti psicotici in cronico?

I farmaci antipsicotici, e mi riferisco a quelli di seconda generazione, sono fondamentali per la terapia della schizofrenia e relativamente sicuri.

Ovviamente, come tutti i farmaci, il monitoraggio della terapia da parte dello psichiatra è centrale.

Questo perché, oltre a garantire una relazione terapeutica tra la persona che assume il farmaco e lo psichiatra, consente a quest’ultimo di valutare se possono insorgere effetti indesiderati.

Con alcuni farmaci, ma non con tutti, è da monitorare lo stato metabolico ed endocrino della persona perché, a volte, possono comparire aumento di peso e alterazioni della prolattina, effetti comunque gestibili.

Inoltre, sebbene sicuri, è bene anche valutare periodicamente l’elettrocardiogramma, specie se la persona assume più farmaci contemporaneamente.

Ma, ripeto, i farmaci antipsicotici di seconda generazione e in particolare quelli a rilascio prolungato, sono sicuri e relativamente privi di effetti collaterali gravi. I benefici superano di gran lunga i possibili rischi.

Cosa suggerirebbe nell’organizzazione dei servizi per migliorare l’uso ed il monitoraggio dei farmaci, anti psicotici in particolare?

I servizi di Salute Mentale dovrebbero intercettare il più precocemente possibile le persone affette da schizofrenia fornendo loro diagnosi, terapia e supporto continuo, anche e soprattutto domiciliare.

E’ inoltre dimostrato da molti studi che l’uso dei farmaci antipsicotici di seconda generazione a rilascio prolungato può veramente cambiare la vita, ovviamente in meglio, delle persone affette da questa gravissima malattia.

Ma per intervenire precocemente bisogna anche offrire alle persone trattamenti psicologici e riabilitativi e andare fuori dai servizi, nelle scuole ad esempio, per fare prevenzione ed informazione.

E, soprattutto, avere mezzi e personale formato che purtroppo scarseggia sempre più.

Le risorse sono infatti fondamentali anche per il monitoraggio delle terapie perché più riusciamo ad essere in contatto mediante personale esperto in salute mentale con le persone in trattamento antipsicotico, più riusciremo ad accorgerci della comparsa di eventuali effetti collaterali e a gestirli in modo ottimale.

Quando la sospensione del farmaco antipsicotico è possibile?

A mio avviso più a lungo dura il trattamento e meglio è.

La maggior parte delle persone deve continuare per molti anni o anche a vita in alcuni casi particolari.

Ecco perché bisogna vedere spesso la persona che stiamo curando. Per rinforzare l’idea che sospendere le terapie (specie da soli) è quasi sempre molto pericoloso.

Gli antipsicotici di seconda generazione a rilascio prolungato consentono di assicurare l’assunzione delle cure, ma occorre convincere la persona che tali farmaci vanno continuati anche e soprattutto quando si sta bene.

Perché stare in terapia riduce il rischio di ricadute, evento purtroppo possibile anche dopo tanti anni di trattamento. Non accade in tutti i casi, è vero, ma purtroppo nella maggioranza si, almeno secondo la mia esperienza.

Inoltre assumere in modo continuativo le terapie migliora inevitabilmente la qualità di vita delle persone affette e questo deve essere sempre tenuto presente.

Dr. Sergio De Filippis, Nuove Sostanze Psicotrope (NPS): quali Rischi Per La Salute Mentale, quali Interazioni Con Le Terapie Farmacologiche?

Il consumo di nuove sostanze psicotrope (NPS) al giorno d’oggi costituisce un problema di crescente rilevanza socio-sanitaria in tutta Italia (e non solo), soprattutto per la popolazione di età compresa tra 14 e 25 anni.

Tipicamente l‘assunzione di NPS avviene in contesti ricreativi e segue la modalità del poli-uso, ovvero l‘assunzione di più sostanze nell‘arco della stessa serata (potremmo parlare di party packages, ossia combinazioni di più sostanze che vengono associate sulla base del bisogno di un determinato effetto o di sinergie).

Ogni giorno nuove molecole vengono immesse sul mercato virtuale e di strada, proprio nel momento in cui altre molecole similari vengono bandite e dichiarate illegali.

La stragrande maggioranza di queste sostanze non sono rilevabili con i test tossicologici di comune impiego (urine, sangue).

Le persone che usano queste sostanze si sentono “normalizzate” in quanto il fenomeno costituisce una tendenza della popolazione giovanile ed inoltre esiste tra essi la convinzione che molte NPS, essendo legali (cannabis light), siano sicure e non dannose per la salute.

I professionisti della salute assistono sempre più frequentemente ad eventi che dimostrano gli effetti dannosi dell‘uso di NPS sulla salute psico-fisica degli utilizzatori, particolarmente tra giovani e giovani adulti.

Non sono infrequenti episodi di intossicazione acuta registrati presso i DEA ospedalieri, casi di episodi psicotici indotti da NPS, con manifestazioni di aggressività sia etero che auto diretta.

Molte di queste nuove sostanze hanno dimostrato effetti tossici a carico di diversi apparati e non mancano i casi di morte improvvisa correlata all‘utilizzo delle stesse. I disturbi psico-organici indotti hanno manifestazioni assai simili ai sintomi acuti delle psicosi maggiori (schizofrenia, disturbo bipolare, ecc.) ma tuttavia rispondono solo parzialmente al trattamento con psicofarmaci tradizionali (che in alcuni casi possono risultare dannosi), in quanto presentano una diversa etiologia, e quotidianamente affollano i DEA, i servizi di Psichiatria (SPDC e CSM) e quelli per le dipendenze (Ser.D.).

Cosa suggerisce in prima analisi per un organizzazione più efficiente dei Dipartimenti di salute mentale, dei Ser.D. e dei TSMREE nonchè del privato accreditato molto rappresentato nella Regione Lazio?

La maggioranza degli operatori sanitari non ha una formazione specifica sull‘argomento e pertanto gli utilizzatori di NPS mediamente conoscono queste sostanze meglio dei professionisti dei Servizi per le Dipendenze e degli altri servizi clinici.

Da questi dati e da queste considerazioni sorge il bisogno, nell‘ambito di una adeguata programmazione sanitaria, di servizi clinici dedicati allo studio, al trattamento e alla prevenzione del fenomeno uso di NPS nei diversi territori.

Pertanto, la programmazione di interventi di politica sanitaria mirati sembra indispensabile per ridurre il danno a breve, medio e lungo termine derivante da questo drammatico fenomeno emergente.

Tale programmazione dovrebbe essere volta ad intercettare precocemente il disagio, valutare il rischio, intervenendo in modo appropriato e sostenibile a scuola e in famiglia con l’ausilio dei medici di medicina generale, professori, DSM e NPI e privato accreditato.

"Nuovi modelli di intervento per la Asl Rm4 nei disturbi psichici della popolazione giovanile"
“Nuovi modelli di intervento per la Asl Rm4 nei disturbi psichici della popolazione giovanile”

Un esempio di percorso potrebbe essere:

  1. Incontro di educazione alla salute con tutti gli alunni delle scuole superiori
  2. Sportello Salute a scuola per intercettare il disagio
  3. Valutazione del rischio su tutti i richiedenti
  4. Identificazione dei soggetti a rischio e delle classi di rischio
  5. Applicazione delle strategie previste

Gli interventi Socio Terapeutici potrebbero mirare a:

  1. Interventi sul contesto à scuola, famiglia, comunità
  2. Interventi riabilitativi precoci à cognitive remediation, gruppi multifamiliari e di psicoeducazione
  3. Interventi psicoterapeutici gruppali e individuali

Dr. Domenico De Berardis, quali misure indispensabili per un uso in ragionevole sicurezza dai farmaci anti psicotici in cronico?

I farmaci antipsicotici, e mi riferisco a quelli di seconda generazione, sono fondamentali per la terapia della schizofrenia e relativamente sicuri.

Ovviamente, come tutti i farmaci, il monitoraggio della terapia da parte dello psichiatra è centrale.

Questo perché, oltre a garantire una relazione terapeutica tra la persona che assume il farmaco e lo psichiatra, consente a quest’ultimo di valutare se possono insorgere effetti indesiderati.

Con alcuni farmaci, ma non con tutti, è da monitorare lo stato metabolico ed endocrino della persona perché, a volte, possono comparire aumento di peso e alterazioni della prolattina, effetti comunque gestibili.

Inoltre, sebbene sicuri, è bene anche valutare periodicamente l’elettrocardiogramma, specie se la persona assume più farmaci contemporaneamente.

Ma, ripeto, i farmaci antipsicotici di seconda generazione e in particolare quelli a rilascio prolungato, sono sicuri e relativamente privi di effetti collaterali gravi. I benefici superano di gran lunga i possibili rischi.

Cosa suggerirebbe nell’organizzazione dei servizi per migliorare l’uso ed il monitoraggio dei farmaci, anti psicotici in particolare?

I servizi di Salute Mentale dovrebbero intercettare il più precocemente possibile le persone affette da schizofrenia fornendo loro diagnosi, terapia e supporto continuo, anche e soprattutto domiciliare.

È inoltre dimostrato da molti studi che l’uso dei farmaci antipsicotici di seconda generazione a rilascio prolungato può veramente cambiare la vita, ovviamente in meglio, delle persone affette da questa gravissima malattia.

Ma per intervenire precocemente bisogna anche offrire alle persone trattamenti psicologici e riabilitativi e andare fuori dai servizi, nelle scuole ad esempio, per fare prevenzione ed informazione.

E, soprattutto, avere mezzi e personale formato che purtroppo scarseggia sempre più.

Le risorse sono infatti fondamentali anche per il monitoraggio delle terapie perché più riusciamo ad essere in contatto mediante personale esperto in salute mentale con le persone in trattamento antipsicotico, più riusciremo ad accorgerci della comparsa di eventuali effetti collaterali e a gestirli in modo ottimale.

Quando la sospensione del farmaco antipsicotico è possibile?

A mio avviso più a lungo dura il trattamento e meglio è.

La maggior parte delle persone deve continuare per molti anni o anche a vita in alcuni casi particolari.

Ecco perché bisogna vedere spesso la persona che stiamo curando.

Per rinforzare l’idea che sospendere le terapie (specie da soli) è quasi sempre molto pericoloso.

Gli antipsicotici di seconda generazione a rilascio prolungato consentono di assicurare l’assunzione delle cure, ma occorre convincere la persona che tali farmaci vanno continuati anche e soprattutto quando si sta bene.

Perché stare in terapia riduce il rischio di ricadute, evento purtroppo possibile anche dopo tanti anni di trattamento.

Non accade in tutti i casi, è vero, ma purtroppo nella maggioranza si, almeno secondo la mia esperienza.

Inoltre assumere in modo continuativo le terapie migliora inevitabilmente la qualità di vita delle persone affette e questo deve essere sempre tenuto presente.

Al termine il dott. Giuseppe Quintavalle ha dichiarato : “Siamo convinti  dell’importanza prioritaria degli interventi integrati per la popolazione giovanile. Bisogna combattere tutte le forme di dipendenza specialmente nell’età adolescenziale in quanto i danni cerebrali in tale periodo della vita, causati da ogni tipo di droga, per la maggiore neuro plasticità del cervello, diventano la base per un deterioramento corticale permanente.

E quindi non abbassare la guardia, stare vicino ai nostri giovani e verificare anche l’uso e abuso di alcool.

Nella nostra asl abbiamo validi professionisti in ogni campo specialistico.

Oltre a sostenerli anche sul piano risorse , la asl Roma 4 intende  continuare a favorire la formazione e a definire  percorsi specifici  che guidino tutti gli operatori fin dalle fasi precoci di intervento.

L’appello alle famiglie è di non temere l’approccio con i servizi . Siamo in grado di aiutare i loro  ragazzi  ma servono consapevolezza, coraggio e condivisione di obiettivi.”

Anche tu REDATTORE!

Inviaci in tempo reale foto, video, notizie di cronaca, curiosità, costume.

Ti trovi nel mezzo di un incidente? Fotografa la situazione e manda due righe alla redazione, chiedendo se vorrai essere citato oppure no all'interno dell'articolo come autore. Invia il tuo materiale a baraonda.giornale@gmail.com oppure raggiungici tramite whatsapp a questo numero 3472241340.

Grazie a questa rete di comunicazione baraondanews sarà in grado di fornire ancora più informazioni utili ai propri lettori. Insieme faremo un giornale ancora più potente ed efficace. 

Post correlati
CittàOspiti

Ladispoli, i ragazzi dell'alberghiero in Campidoglio

Città

Marina di Cerveteri, gli Amici di Torre Flavia documentano la situazione dell'arenile

Cittàpolitica

Ladispoli, Raffaele Cavaliere: "Difendiamo la città. Segnaliamo gli incivili"

Attualità

Pascucci: “non c’è società se prima non vengono garantiti diritti e dignità a tutti”

Iscriviti alla nostra Newsletter e rimani sempre aggiornato.

Leggi online
BARAONDA NEWS

SFOGLIA LA RIVISTA
close-link
Sfoglia la rivista
Hai bisogno di aiuto?