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“MJ – The King of Pop”, alla Grottaccia un grande spettacolo per raccontare il genio e l’uomo Michael Jackson





L’opera originale dedicata al Re del Pop conquista il pubblico nelle due serate del 2 e 3 luglio, entrambe da tutto esaurito

“MJ – The King of Pop”, alla Grottaccia un grande spettacolo per raccontare il genio e l’uomo Michael Jackson –

di Marco Di Marzio

LADISPOLI – Non un semplice spettacolo dedicato a Michael Jackson, ma un’opera teatrale capace di raccontarne l’essenza più profonda, quella che va oltre il personaggio e arriva all’uomo. È questo il senso di “MJ – The King of Pop”, andato in scena il 2 e 3 luglio all’Arena Teatro La Grottaccia di Ladispoli, dove il pubblico ha risposto con il tutto esaurito in entrambe le serate, premiando un progetto artistico nato dall’incontro tra teatro, danza, musica e arti visive.

L’evento, inserito nella stagione estiva dell’Arena Teatro La Grottaccia e patrocinato dal Comune di Ladispoli, attraverso l’Assessorato alla Cultura guidato dall’assessore Margherita Frappa, ha rappresentato uno dei momenti più significativi del cartellone culturale cittadino, grazie anche al sostegno degli sponsor che hanno creduto nell’iniziativa, tra cui la BCC – Banca di Credito Cooperativo e McDonald’s Ladispoli.

A rendere possibile la realizzazione dello spettacolo è stato soprattutto il lavoro condiviso tra La Valigia dell’Attore, diretta artisticamente da Leonardo Imperi, e la NLD – Nuovo Laboratorio Danza, guidata dalla direttrice artistica Maria Napoli, realtà che hanno unito competenze, sensibilità e linguaggi differenti per dare vita a una produzione originale.

L’idea dello spettacolo affonda le proprie radici nello scorso novembre, trasformandosi in un intenso lavoro di scrittura, progettazione e prove sviluppato negli ultimi due mesi. Un percorso creativo che ha coinvolto artisti, tecnici e professionisti in un’opera corale, dove ogni elemento è stato pensato per concorrere alla costruzione di un unico racconto.

Sul palco non si è assistito alla classica successione di coreografie alternate a momenti recitati. Al contrario, “MJ – The King of Pop” è stato concepito come un’unica narrazione scenica, nella quale teatro e danza si sono fusi senza soluzione di continuità. La figura interpretata da Leonardo Imperi non era un narratore esterno chiamato a raccontare Michael Jackson, ma la sua ombra: quella parte silenziosa e nascosta che custodiva le fragilità, le paure, le ferite e la solitudine dell’artista. Di fronte a lui, il corpo di ballo della NLD rappresentava invece l’altra metà della sua personalità: il genio creativo, l’energia inesauribile, l’esplosione di talento che ha rivoluzionato la musica mondiale.

Due anime solo apparentemente opposte, ma unite in un unico linguaggio scenico. Proprio da questo dialogo tra luce e ombra prendeva forma il ritratto di Michael Jackson, restituendo al pubblico non soltanto il mito, ma anche l’uomo che, dietro il successo planetario, continuava a convivere con profonde cicatrici interiori.

La costruzione drammaturgica ha scelto di non seguire la cronologia della carriera del Re del Pop. Il viaggio è stato sviluppato per tematiche, attraversando le emozioni, le contraddizioni e i grandi messaggi che hanno caratterizzato la sua produzione artistica.

Ad accompagnare il racconto sono stati circa venti dei brani più celebri del repertorio jacksoniano. Da “Billie Jean” ai grandi inni sociali come “Beat It” e “Black or White”, passando per “Human Nature”, utilizzata per riflettere sul contrasto tra la maschera pubblica e l’identità privata, fino a una suggestiva interpretazione di “Dangerous”, proposta attraverso un originale impianto coreografico. Nel secondo atto, il pubblico è stato coinvolto dall’iconica “Thriller”, con gli zombie che hanno fatto il loro ingresso persino dalla platea, prima di lasciare spazio all’intimità di “Man in the Mirror”, momento centrale dello spettacolo dedicato all’accettazione di sé e al cambiamento personale. Il percorso è poi proseguito con “Scream”, “They Don’t Care About Us” e si è concluso sulle note di “Can You Feel It”, trasformando il finale in un autentico omaggio collettivo all’artista.

La forza dello spettacolo è stata proprio nella capacità di fondere linguaggi differenti. Danza, recitazione, musica dal vivo, effetti visivi, scenografie e luci hanno dialogato costantemente, dando vita a un vero e proprio connubio di arti, nel quale ogni disciplina contribuiva alla costruzione di un’unica esperienza emotiva. Anche gli interventi musicali dal vivo si sono inseriti naturalmente nella narrazione, rafforzando la sensazione di assistere non a un semplice tributo, ma a una produzione teatrale completa.

Determinante il contributo di tutto il team creativo e tecnico. Le coreografie e la direzione creativa sono state firmate da Antonio Buonavoglia, mentre la supervisione artistica è stata affidata a Maria Napoli. Il testo e la regia narrativa portano la firma di Leonardo Imperi, con Antonio Buonavoglia e Luigi Iancu impegnati nella realizzazione dei mix musicali e degli effetti video. La Valigia dell’Attore e la NLD – Nuovo Laboratorio Danza hanno curato scenografie e costumi, Stefano Porfiri ha realizzato il videomaking di scena, Maria Meduri e Manuela Giusto hanno firmato la fotografia di scena, mentre il service Event Evolution si è occupato dell’audio e delle luci, contribuendo a creare un impianto scenico di forte impatto.

Le due serate hanno confermato quanto il pubblico sappia riconoscere e premiare progetti culturali costruiti con cura, ricerca e qualità artistica. “MJ – The King of Pop” ha dimostrato come sia ancora possibile raccontare una leggenda della musica senza limitarsi all’imitazione o alla celebrazione, scegliendo invece la strada più complessa e affascinante: esplorare l’uomo dietro il mito, trasformando il teatro in uno spazio dove emozione, riflessione e spettacolo convivono nella stessa, intensa esperienza scenica.