Mario Tozzi, nella trasmissione RAI “Sapiens – Un solo pianeta”, ha raccontato l’importanza della conservazione del Bosco di Palo a Ladispoli

Lungo il tratto di spiaggia che si trova di fronte all’Oasi di Palo Laziale si estende una delle ultime testimonianze di grande foresta costiera. Miracolosamente sopravvissuta alla cementificazione aggressiva degli anni Settanta e Ottanta. Stiamo parlando del Bosco di Palo a Ladispoli. A sottolineare l’importanza e le criticità di quest’area è il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, nella sua presentazione dell’ultima puntata del programma televisivo “Sapiens – Un solo pianeta”, che è andata in onda ieri sera su Rai 3.
Quest’oasi protetta, che si sviluppa per circa 60 ettari, non è purtroppo immune dalle conseguenze del cambiamento climatico, della siccità e dell’erosione. Fenomeni ormai sempre più evidenti, spiega Mario Tozzi. Che poi continua: “I segni di questo degrado sono tangibili. Nell’estate del 2003, caratterizzata da temperature eccezionalmente elevate, è stato perso il 40% degli alberi adulti presenti nell’area. Mentre nel 2015 il processo si è aggravato ulteriormente, causando la perdita dell’80% della copertura originaria del bosco. Questa scomparsa progressiva di ambienti naturali costieri come quelli rappresentati dalle dune, dalle mangrovie e dalle foreste, sta intensificando il fenomeno dell’erosione marina, poiché tali ecosistemi costituiscono barriere naturali essenziali contro la forza distruttiva del mare.”

Un insegnamento che arriva da lontano, evidenzia ancora Mario Tozzi, e che trova conferma nella storia dei Maya. Una civiltà fiorente e culturalmente evoluta che tuttavia pagò caro il prezzo della deforestazione. Per espandere le loro città e sviluppare commerci, i Maya sfruttarono intensivamente le foreste, finendo per perdere le risorse vitali fornite da questi ecosistemi. L’erosione conseguente al disboscamento rese il terreno arido e improduttivo, portando a una crisi agricola insormontabile. A complicare ulteriormente la situazione contribuirono anche la siccità crescente e i cambiamenti climatici. Fattori che indebolirono gravemente questa civiltà, rendendola vulnerabile all’arrivo dei conquistatori spagnoli.
“L’Oasi di Palo Laziale e la civiltà Maya”, conclude Mario Tozzi, “ci ricordano dunque l’importanza fondamentale delle foreste non solo per la sopravvivenza degli ecosistemi, ma anche per la continuità stessa della nostra specie, i Sapiens. La protezione di queste aree naturali e la lotta contro le cause della crisi climatica rappresentano oggi un impegno imprescindibile, al quale non possiamo permetterci di sottrarci.”









