Intervista al rappresentante dei “Comitati uniti per la salute di Cerveteri”
di Giovanni Zucconi
Qualche giorno fa, è stata emessa la sentenza del TAR che ha dato ragione ad Iliad, che aveva fatto ricorso contro una sospensiva cautelare del Comune di Cerveteri. Come è noto, la compagnia telefonica ha installato un’antenna telefonica in Via dei Prati, a poco più di 15 metri dai palazzi abitati da centinaia di persone. Suscitando forti preoccupazioni nei residenti, e una loro forte reazione, supportata da alcuni Comitati cittadini.
“Tutto previsto” è stato il coro quasi unanime di associazioni e forze politiche locali. Per capirne un po’ di più sul perché ci troviamo di fronte ad una sentenza praticamente inevitabile, e cosa bisognerebbe fare per evitare che l’antenna entri definitivamente in funzione, abbiamo intervistato Luca Climati, un autorevole rappresentante dei “Comitati uniti per la tutela del territorio“.

Perché avete detto che la sentenza del TAR sull’antenna di Via dei Prati era attesa?
“La sentenza su Via dei Prati era attesa per il semplice fatto che il silenzio assenso, che era stato utilizzato dalla compagnia telefonica per procedere con l’installazione dell’antenna, era una mina vagante. Considerando soprattutto che il TAR del Lazio, se guardiamo lo storico delle sentenze, ha spesso accolto i ricorsi delle compagnie multinazionali telefoniche. E purtroppo siamo stati anche penalizzati dal fatto che questa vicenda è anteriore all’adozione, da parte del Comune, del Piano Antenne. In questo scenario, il silenzio assenzo era purtroppo molto ostativo per una soluzione positiva della vicenda.”
Ma come può un “silenzio assenzo”, che può essere anche non volontario, ma una semplice dimenticanza di un ufficio comunale oberato di lavoro, essere l’elemento fondamentale per una sentenza che mette in pericolo la salute dei cittadini?
“Innanzitutto, in uno spirito costruttivo, noi riteniamo che il Comune di Cerveteri si debba dotare di legali molto esperti sulla materia. Abbiamo già chiesto al Comune di usufruire di legali con competenze specifiche. In questo tipo di cause ci vuole lo specialista. Provo poi a rispondere alla sua domanda. Purtroppo, lo stato di sottorganico delle Amministrazioni locali crea problemi come quello che è successo per Via dei Prati. Cioè, il non poter andare a prevenire una normativa come il “silenzio assenso” che, da un certo punto di vista, è sempre più premiante rispetto a questo tipo di imprese.”
Io Sindaco potrei benissimo dire: scusate ci siamo sbagliati. Siamo in pochi, e avevamo tante pratiche da evadere. Non stiamo parlando di un silenzio assenzo per costruire un nuovo balcone. Stiamo parlando di mettere in pericolo la salute di centinaia di persone
“È evidente che la Politica nazionale è subalterna alle multinazionali.”
Che succederà in Consiglio di Stato. Anche lì il silenzio assenso conta?
“In Consiglio di Stato, la situazione non è facilmente ribaltabile. Conterà la sentenza del TAR. Ma finché c’è vita c’è speranza,”
Su cosa possiamo contare per ribaltare la sentenza?
“Noi contiamo in una nuova mobilitazione di Cerveteri. Una mobilitazione più imponente di quella dell’altra volta. Ci devono essere almeno il doppio delle persone in piazza. Perché noi puntiamo soprattutto in un ripensamento di Iliad. Che possa essere messa nelle condizioni di riconsiderare le cose. Noi non vogliamo suggerire cosa dovrà fare il Comune. Sono decisioni che solo l’Amministrazione può prendere. Ma auspichiamo, in questa fase, che non ci sia più ostracismo da una parte o dall’altra. È una lotta che riguarda tutto il Comune. È una lotta che riguarda tutto il territorio di Cerveteri.”
L’opposizione sta contribuendo a questa lotta?
“Dovrebbe impegnarsi un po’ di più. Su questo tema l’opposizione potrebbe costruire un’egemonia più forte, che poi, alle prossime elezioni, potrebbe rivendersi. Io la vedo così: dovrebbe entrare in una competizione positiva con l’Amministrazione.”
A noi non converrebbe trattare direttamente con Iliad, con diplomazia e senza clamori, senza andare allo scontro in Tribunale?
“Condurre una trattativa sarebbe assolutamente auspicabile. Inoltre, la storia delle mie lotte ambientali mi ha insegnato che il tempo gioca sempre dalla nostra parte. Più deceleriamo la possibilità di costruire, per esempio, una discarica che non ci piace, e più sono alte le speranze dei cittadini. Noi rischiamo di perdere la battaglia di Via dei Prati, dove invece sarebbe necessaria una vittoria. Non stiamo parlando di una stradina di campagna. C’è già un’antenna a Via Martiri delle Foibe, e hanno già installato anche un’antenna a Via di Zambra. Per questo sarebbe auspicabile un confronto tra le parti per una possibile riconsiderazione dell’installazione da parte di Iliad.”
E allora perché si continua a parlare solo di sentenze e di ricorsi, e non di trattative?
“Perché credo che questo possa venire solo da una ferma e decisa volontà di tutti gli attori coinvolti: Amministrazione, cittadini e forze politiche. Tutti si devono impegnare seriamente in questa lotta che è a favore della salute di tutti i cittadini di Cerveteri, non solo di quelli di Via dei Prati. In questa fase, bisogna abbandonare il “ve l’avevo detto”. Sappiamo che ci sono state delle carenze nella parte amministrativa. Ma adesso bisogna lavorare tutti insieme per rimediare a quanto successo.”
Cosa servirebbe per indirizzare più decisamente verso un approccio più diplomatico e di trattativa con Iliad?
“A mio avviso, dovrebbe esserci innanzitutto una volontà delle due parti. Ma soprattutto di tutto il Consiglio Comunale. Ci vorrebbe una mozione unitaria che richiedesse di procedere in quel modo. Con l’Amministrazione che deve assumersi il ruolo di regista di questa operazione.
Per aiutare questi processi, ad ottobre organizzeremo un convegno informativo su questi temi. Dove auspichiamo una vasta partecipazione costruttiva, e pregevoli interventi. E poi vogliamo riportare i cittadini in piazza.”
Serve quindi organizzare un’imponente manifestazione popolare
“Serve un’altra manifestazione partecipata. Deve arrivare il messaggio di una volontà popolare ferma, precisa e vasta. I problemi sanitari indotti dall’antenna di Via dei Prati sono gravi. Lì l’antenna non ci può stare. Ci sono anche due asili vicini.
Almeno sta funzionando il Piano Antenne?
“Le posso dare una buona notizia. Anzi due. Grazie al Piano Antenne, e per il fatto che in quei due siti esistono importanti vincoli paesaggistici e archeologico, ci sono ampie possibilità di riuscire ad evitare l’installazione di due nuove antenne. Una al Sorbo, e una in Via del Boietto. Quindi il Piano Antenne è utile, ed è già servito. Purtroppo, siamo abbastanza disarmati per quanto riguarda il pregresso.”









