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Lotta alla criminalità organizzata: Don Coluccia al Mattei





Citando la Costituzione e ricordando la grande lezione di uomini di Chiesa come don Bosco e don Milani, il sacerdote conquista la platea dei giovani

Lotta alla criminalità organizzata: Don Coluccia al Mattei –

Martedì 12 maggio 2026, ore 11.00, arriva nel parco della scuola con grande puntualità e da subito si impone per una fisicità resa ancora più statuaria dalla veste talare, oggi sconosciuta a molti, soprattutto a quei ragazzi che per primi lo incontrano davanti alle palestre e con cui si ferma per un veloce scambio di battute a ping pong. L’entrata in Auditorium, con in mano un megafono e un pallone da calcio, investe il groviglio di corpi e di voci presenti e richiama l’attenzione di tutti, studenti, docenti, autorità. Arriva così all’Istituto Mattei di Cerveteri don Antonio Coluccia, ex operaio in una fabbrica del Salento e oggi sacerdote impegnato nella lotta contro la criminalità organizzata e il degrado sociale.

Noto per il costante impegno a favore della legalità e per la battaglia contro tutte le mafie, questo “scomodo” prete di strada vive da anni sotto scorta per le minacce legate alla sua attività nelle piazze più difficili della Capitale dove organizza azioni di disturbo allo spaccio di sostanze stupefacenti, “armato” del solo Vangelo e sostenuto dalla ferma convinzione dell’importanza di “rischiare, osare, compromettersi”.

Citando la Costituzione e ricordando la grande lezione di uomini di Chiesa come don Bosco e don Milani, il sacerdote conquista la platea dei giovani, prima svogliati e poi via via catturati da questo adulto così diverso dagli altri, che li guarda negli occhi e li chiama per nome e li invita a non lasciarsi ingannare, a non prestare il loro consenso al disimpegno, alle ingiustizie, alla violenza.

Nel corso dell’incontro don Coluccia ha portato agli studenti una testimonianza intensa e coinvolgente, ricordando più volte l’importanza di scegliere ogni giorno la strada della responsabilità, del rispetto delle regole e della solidarietà e raccontando la propria esperienza accanto ai giovani delle periferie, vittime di un sistema che sembra assuefarsi sempre più ai fenomeni criminali.

“Quello che vi dico è quello che vedo, che tocco, quello che incontro tutte le notti. La droga è un bluff, non può dare risposta alle vostre domande, non fatevi imbrogliare. Io non ho mai visto un drogato felice, io e la mia scorta vediamo solo zombi, morti per overdose, cadaveri da identificare, mai giovani felici”. La vita di cui il sacerdote parla non è quella delle fiction televisive, ma quella vera, dura, brutale e forse per questo le sue parole suscitano interesse, rispetto e momenti di forte commozione tra giovani attenti che scelgono di stare dentro questa narrazione senza avvertire la necessità di utilizzare il cellulare.

“Voi non siete il problema…voi siete il presente nel quale la bellezza della vita deve vincere sulla morte”.

L’evento che ha visto protagonista questo coraggioso testimone si inserisce nel percorso dedicato alla promozione della cultura della legalità che l’Istituto Mattei porta avanti da anni grazie al prezioso impegno della professoressa Nicoletta Temperi, promotrice di numerose iniziative volte a sensibilizzare i giovani ai valori della cittadinanza attiva, del rispetto delle istituzioni e della responsabilità civile.

Attraverso testimonianze dirette e incontri con figure simbolo dell’impegno civile, l’Istituto continua ad offrire agli studenti importanti occasioni di crescita umana e culturale, nella convinzione che la scuola debba essere il luogo di formazione della persona e del cittadino. La partecipazione composta, attenta e rispettosa dei giovani durante l’incontro con don Coluccia ha rappresentato la migliore risposta agli atti vandalici subiti soltanto pochi giorni fa, esempio concreto di chi siano realmente le ragazze e i ragazzi del Mattei.