Ladispoli, una conversazione con l’artista Girolamo Termini su un tesoro mai ritrovato –

di Gian Domenico Daddabbo
In occasione della mostra artistica che si è svolta presso la sala Rossellini a Via Duca degli Abbruzzi, abbiamo incontrato l’artista Girolamo Termini, il quale ha offerto la sua incisione del famoso mito dei pulcini d’oro e del carro, un tesoro mai ritrovato, presumibilmente collocato presso un acquedotto a forma di labirinto. Come possiamo notare, il contorno dell’incisione in stile labirinto contestualizza il mito di cui si parla.
Salve, buongiorno. Sono Gian Domenico Daddabbo e sono qui per sapere qualche curiosità riguardo quest’incisione. Perché questa rappresentazione del carro con i cavalli e al centro una gallina con attorno i suoi pulcini?
Allora, l’opera racconta del mito del tesoro del re etrusco Porsenna. La leggenda racconta che questo re abbia fatto costruire un mausoleo funebre per sé stesso a Chiusi, vicino Siena. Si racconta che questo tesoro fosse costituito da un carro trainato da 12 cavalli tutti in oro e da una chioccia con cinquemila pulcini, anch’essi tutti in oro. Non c’è mai stata, diciamo, una prova dell’esistenza di questo tesoro. L’unica cosa che hanno ritrovata, sembrerebbe, il labirinto, che di fatto ho ricreato per circoscrivere il tesoro. Si racconta che si tratti di un antico acquedotto pieno di cunicoli, quello, sì, è stato rinvenuto a Chiusi.
Quindi la forma dell’acquedotto ha anche ispirato la leggenda del labirinto insomma.
Esatto. Sarebbe, diciamo, l’incipit, quella parte che sembrerebbe giustificare il mito, la leggenda.
Bene. Dal momento che il labirinto circoscrive l’immagine, possiamo definirla come una contestualizzazione del mito in questione?
Certo. In effetti, come dicevo, è l’unica testimonianza che potrebbe far pensare che questo tesoro sia realmente esistito?! In realtà, purtroppo, il fenomeno dei tombaroli non ha portato alla luce nemmeno in questo caso; anche se fosse stato un qualcosa di negativo, nemmeno loro sono riusciti a trovarlo, per cui la
leggenda resta leggenda, oppure chissà se qualcuno l’ha ritrovato trafugato, dove sia andato a finire.
Grazie, Girolamo, per questa conversazione. A presto.









