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Ladispoli, sul via ai lavori all’auditorium il PD è polemico



Il PD di Ladispoli: “In sei anni di Amministrazione il Sindaco Alessandro Grando ha annunciato per tre volte il via ai lavori”

Ladispoli, sul via ai lavori all’auditorium il PD è polemico –

“In sei anni di Amministrazione il Sindaco Alessandro Grando ha annunciato per tre volte il via ai lavori per l’apertura del Cine-Teatro Auditorium Massimo Freccia”.

È polemico il Partito Democratico di Ladispoli sull’annuncio di pochi giorni fa sull’avvio dei lavori di ristrutturazione del polo culturale.

“Ora siamo alla quarta (29 settembre) – proseguono –: sarà la volta buona, decisiva per operare nell’alta stagione cine-teatrale che tradizionalmente parte nel mese di ottobre e finisce in primavera?

Ce lo chiediamo perché ulteriori rinvii dovuti a problemi dell’esercente privato (cause tecniche? norme sulla sicurezza?) causano una situazione di stallo, ormai insostenibile poiché penalizza la quota di gestione pubblica, di pertinenza del Comune di Ladispoli al quale spetta per legge un tot giorni di programmazione.

Questo stallo, oltre a privare i cittadini di un servizio culturale pubblico, ha emarginato per troppo tempo il tessuto associativo ladispolano, variegato, ricco di offerte per realizzare un notevole cartellone di spettacoli ed intrattenimento.

Possiamo dire, senza ombra di smentita, che la realizzazione nella Ladispoli del “Grando cambiamento” di una multisala-teatro ha battuto ogni record di lungaggine nel territorio nazionale.

Tanti cittadini si chiedono: ma in questi sei anni qualcuno dal Comune che di fatto è in partners ship col gestore privato, ha supervisionato l’andamento dei lavori, secondo la normativa in vigore in materia di spettacolo?

Il Sindaco ha il dovere morale e istituzionale di rendere conto alla cittadinanza sul problema reale che ha causato il ritardo dell’apertura del cine-teatro.  

Nell’annuncio del 29 settembre il Primo Cittadino è tornato sulle solite giustificazioni, però i punti critici, nel merito dell’accordo con l’esercente cinematografico, restano senza risposta.

Li riproponiamo:

  • con quali criteri è stato valutato in 500 euro al mese l’affitto al privato della struttura costata finora al Comune almeno tre milioni?
  • perché l’affitto è stato ridotto a zero addirittura per 20 anni sul presupposto che la ditta avrebbe fatto a sue spese i lavori, mentre invece è stato ottenuto un finanziamento di 900 mila euro dal Ministero della Cultura nel 2021. Questo, di fatto, è un “avviamento commerciale” abnorme e che non incrementa le casse comunali.

Per quanto riguarda le incredibili giustificazioni per il ritardo (pioveva all’ interno della sala) nella foto che pubblichiamo si vede il cantiere fermo da sei mesi con il tetto scoperto e le tegole tolte dalla loro sede.

Nella speranza che questa volta sia quella giusta chiediamo, nell’interesse del Bilancio comunale, che sia valutato un affitto, da far pagare alla Società, congruo rispetto al valore della struttura.

Struttura che era stata inaugurata nel 2016 con le autorizzazioni legittime ed il parere di tutte le autorità competenti”.

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