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Ladispoli, sono trascorsi tre anni dal passaggio del tornado

Ingenti i danni causati dal passaggio della potente tromba d’aria

Doveva essere una domenica come tutte le altre quella del 6 novembre 2016, da dedicare al riposo, alla spensieratezza, al tempo libero e alla cura dei propri cari.

Ladispoli, sono trascorsi tre anni dal passaggio del tornado

La giornata a Ladispoli si aprì con le celebrazioni della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, il “4 novembre”, spostato convenzionalmente alla successiva domenica 6, accompagnata da una mattinata nuvolosa.

L’estate era ormai archiviata e passata l’ora di pranzo in molti si trovavano in casa per godersi un fine settimana di tranquillità, lontano dalla ruotine quotidiana settimanale. Alcuni guardano la tv per seguire il campionato di calcio di Serie A oppure programmi di intrattenimento.

Nella tranquillità del momento non mancò certo la possibilità di uno sguardo rivolto alla finestra di casa e lo scenario esterno che si rese immediatamente visibile fu quello rappresentato dal peggioramento delle condizioni meteorologiche dato dalla presenza di pioggia, vento e fulmini, quest’ultimi sempre stranamente più intensi, quasi ad avvertirci dell’imminente disastro.

Sono le ore 16.30 circa quando a Ladispoli dal mare, nell’area di Porto Pidocchio, inizia a svilupparsi un vortice ventoso che man mano acquisisce sempre più potenza. Alcuni lo stanno già osservando, in particolar modo coloro che abitano nel tratto di lungomare, che riescono anche a filmarlo.

Ladispoli, sono trascorsi tre anni dal passaggio del tornado

Neanche il tempo di prendere coscienza, che la furia del vortice, classificato poi come un Tornado F3, inizia il suo cammino ed attraversa il centro abitato di Ladispoli, lasciando dietro di sé panico, paura e distruzione.

Numerosi i danni causati dalla furia devastatrice del vento come: pareti esterne di abitazioni sbriciolate; tetti scoperchiati; alberi caduti al suolo; auto distrutte; ringhiere spazzate via; il crollo di una gru.

Una ventina sono i feriti. Un senzatetto resta vittima della tragedia. Aveva cercato riparo sotto il cornicione della chiesa Santa Maria del Rosario di Via Odescalchi, dove però, purtroppo, ha trovato la morte.

Tempestivo l’intervento dei soccorsi con la presenza della croce rossa, del 118, della protezione civile, dei vigili del fuoco, della polizia municipale. Semplici cittadini, anche per giorni, si rimboccarono le maniche per dare una mano a chi a causa del vento aveva perso tutto o quasi.

Nessuno a Ladispoli dimenticherà mai quel 6 novembre 2016.

Marco Di Marzio