Il sindaco Alessandro Grando chiamato ad esprimersi per sciogliere il rebus dell’esecutivo di Palazzo Falcone
Parte il toto giunta a Ladispoli. Al sindaco Grando l’arduo compito di sciogliere il rebus della formazione del futuro esecutivo della città, dopo la netta vittoria al primo turno. Gli intenditori auspicano in un esecutivo politico, poco amicale ma ben qualificato, basato sul merito e sui numeri, sia delle singole liste ma anche dei singoli candidati eletti e di quelli che hanno espletato autorevoli candidature di servizio spostando preferenze suonate da sinistra a destra manifestando consolidata capillarità sul territorio.
Una giunta che rispetti i risultati tecnici e al contempo i futuri equilibri politici saranno, come trapela dalle prime indiscrezioni, le linee guida del sindaco.
Il dato macroscopico è che stavolta, oltre i due terzi degli assessorati, spetteranno di diritto ad esponenti politici delle liste civiche, che pur senza bandierine hanno ottenuto un risultato molto superiore rispetto ai partiti tradizionali. Tra i super votati l’ex vicesindaco Perretta che ha ottenuto 327 croci con la lista “Noi di Ladispoli”, subito dopo Manuela Risso che per un pugno di voti non sfonda quota 400 #quattrocento, decretando un primato tra gli eletti.
L’avv.Perretta di “Noi di Ladispoli”, ma al momento si tratta di ipotesi, potrebbe essere in lizza per un ruolo di rappresentanza come la Presidenza del Consiglio comunale. Per la lista civica “Grando Sindaco” invece, che ha espresso ben 4 consiglieri comunali grazie al lavoro complessivo dei moderati che hanno alzato il quorum della lista affossando il PD e Ladispoli città, decretando la vittoria al primo turno di Grando, e risultando la lista più forte in assoluto con oltre il 15 percento, potrebbe delinearsi di diritto, come da manuale Cencelli, la volontà di esprimere 2 assessorati e al contempo garantire equilibrio al prossimo consiglio comunale. La disponibilità a gestire insieme al sindaco qualche meditata o generosa rinuncia per quadrare il cerchio e consentire il raggiungimento delle 3 quote rosa nella “stanza ovale”, parrebbe confermata.
Spicca il risultato del giovane Stefano Fierli, ex consigliere e delegato nell’amministrazione di centrosinistra guidata da Crescenzo Paliotta tra il 2012 e il 2017, che in quota Pierini-Fantozzi ha stavolta virato a destra trainando anche nel ruolo di consigliera l’ex assessora al commercio Lorena Panzini, che pur totalizzando meno preferenze di, a coppia con, Fierli, scivolerà anche lei di diritto nel parlamentino locale salvo altre decisioni.
Degli altri otto civici entrati in Consiglio, quattro sono nomi, almeno in parte, nuovi alla politica. Due si trovano in Noi di Ladispoli: Riccardo Rosolino e Pasquale Monaco. Due in Grando Sindaco: Ferdinando Cervo e Sabrina Fioravanti, che potrebbero decidere di esprimere un ruolo in giunta anzichè in consiglio comunale. L’altra metà invece sono vecchie conoscenze: la già assessora ed ora consigliera Panzini (Grando Sindaco) come già detto, gli ex consiglieri comunali Daniela Marongiu e Filippo Moretti (Cuori Ladispolani) e l’ex consigliere Manuela Risso (Noi di Ladispoli). Poi ci sono i grandi elettori non scattati a prima botta, che potranno approdare in aula consiliare, o con un assessorato in Giunta relazione all’assetto che prevedrà il sindaco.

Tra i nomi di spicco quello di Luca Quintavalle (Lega) che ha tenuto botta al sindaco col partito di Salvini, terzo dietro a Emiliano De Simone e Carmelo Augello, e Gabriele Fargnoli (della lista Grando Sindaco) che con un autorevole piazzamento da 250 preferenze autentiche, risulta il più votato tra i non eletti tra tutte le liste della coalizione. Se uno dei quattro avanti a Fargnoli dovesse essere nominato assessore, di conseguenza il Fargnoli scatterebbe di nuovo in consiglio comunale, salvo ambizioni dirette in ambito assessorile su settori chiave.
Tra le fila dell’opposizione spicca la mancata elezione di Ascani che nonostante i paventati accordi con la sua candidata sindaco Marongiu, con un PD impalato sotto al quorum ai minimi storici, perde il posto in consiglio comunale e di conseguenza in città metropolitana. In consiglio ci sarà comunque la presenza del dott. Crescenzo Paliotta, che con la lista Marongiu esprime l’unico seggio con sole 105 preferenze (oltre a quello della candidata sindaca che decide di restare in consiglio decretando l’uscita di Ascani).
Tutto il resto sarà opposizione col manuale Pascucci alla mano, un’opposizione che si profila molto agguerrita e pronta da subito a mettere sotto pressione l’amministrazione. Pascucci parrebbe voler restare a Ladispoli, fino a nuove disposizioni. Il nodo sarà sciolto forse dopo il ballottaggio di Cerveteri.









