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Ladispoli, ricostruiti in 3D da Marco Mellace i Tumuli Etruschi dei Monteroni

L’opera nasce su indicazione di Luana Bedin, Cristina Calabrese, Luigi Cicillini, Nardino D’Alessio, Marco Di Marzio, Crescenzo Paliotta e Claudio Nardocci, autori del libro di prossima pubblicazione dal titolo “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo – Volume 3 – Tremila anni tra storia e immagini”

Ladispoli, ricostruiti in 3D

di Marco Di Marzio

Ladispoli, ricostruiti in 3D da Marco Mellace i Tumuli Etruschi dei Monteroni

Continua la rievocazione del passato di Ladispoli attraverso il lavoro multimediale condotto da Marco Mellace. Grazie all’opera di colui meglio conosciuto a livello nazionale e internazionale con il soprannome di “Flipped Prof”, infatti, è ora possibile scoprire, provando sensazioni di meraviglia e di stupore, un ulteriore parte del territorio, ancora poco conosciuto ma dal profondo significato storico, quello della Necropoli caratterizzata dai Tumuli Etruschi ubicati nella zona che da essi prende il nome, quella dei Monteroni. Del sito si comincia a parlare nel 1838 quando la duchessa di Sermoneta dette avvio ad una serie di scavi archeologici che permisero il ritorno alla luce di due di queste strutture, ancora oggi visibili, seppur in diverso stato di conservazione. La ricostruzione 3D, l’ultima di una serie riguardate la cittadina balneare, luogo natale dello stesso Mellace, nasce su indicazione di Luana Bedin, Cristina Calabrese, Luigi Cicillini, Nardino D’Alessio, Marco Di Marzio, Crescenzo Paliotta e Claudio Nardocci, autori di un libro di prossima pubblicazione dal titolo “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo – Volume 3 – Tremila anni tra storia e immagini”. Contattato telefonicamente Mellace ha accettato di concedersi ad una nuova intervista attraverso la quale poter descrivere e non solo l’ultima opera multimediale da lui creata.

Caro Marco, nel ringraziarti per lo spazio concesso, puoi innanzitutto presentarci l’ultima opera storica da te realizzata in 3D?

Certamente! Come già anticipato in apertura dell’intervista si tratta dei due tumuli, giunti fino ai giorni nostri di cui uno perfettamente conservato, che caratterizzano la necropoli etrusca ubicata in zona Monteroni del Comune di Ladispoli.

Da cosa era costituita la loro struttura?

Come indicato nell’illustrazione redatta da Luigi Canina, noto archeologo e architetto italiano (Casale Monferrato, 23 ottobre 1795 – Firenze, 17 ottobre 1856), riportata nel libro “Ladispoli immagini e racconti – tra Caravaggio e Vanvitelli, D’Annunzio e Rossellini” scritto da Crescenzo Paliotta, le due strutture rispecchiano la classica tomba a tumulo per la parte bassa ed un cono per quella alta. Il loro volume è molto più grande delle altre conosciute e arrivate intatte fino ad oggi dall’epoca etrusca, come ad esempio quelle ubicate alla “Banditaccia” di Cerveteri.

Quale era la loro funzione?

La loro funzione era, naturalmente, quella di luogo di sepoltura. Essendo molto gradi, e dunque considerate anche riferimenti geografici, probabilmente sarebbero dovute appartenere a delle famiglie prestigiose vissute nella vicina Alsium, prima porto etrusco di Caere e poi colonia romana, cui queste strutture facevano capo.

Grazie a quali ricerche sei poi riuscito a ricostruire con esatta precisione la loro forma?

Ovviamente, in primo luogo, dalle ricerche fornite dal team del libro di prossima pubblicazione “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo – Volume 3 – Tremila anni tra storia immagini”, Luana Bedin, Cristina Calabrese, Luigi Cicillini, Nardino D’Alessio, Marco Di Marzio, Crescenzo Paliotta e Claudio Nardocci, e in particolare dagli stessi Crescenzo, Luigi e Marco. Cui si aggiungono, come precedentemente detto, le preziose informazioni ricavate dai lavori di Luigi Canina.

Quali emozioni si provano nel rivederli così come dovevano apparire un tempo?

Le emozioni sono tantissime, poiché trattasi di strutture piene di fascino, anche in considerazione delle testimonianze giunte fino ai giorni nostri come quelle della duchessa di Sermoneta, promotrice della scoperta dei tumuli avvenuta nel 1838, e quella successiva di George Dennis, diplomatico, esploratore ed etruscologo britannico, venuto in visita su questo territorio nel 1848. In quello della duchessa si parla di reperti in stile arte egiziana ritrovati all’interno dei tumuli e in quello di Dennis si sostiene la somiglianza di tali edifici addirittura con le piramidi dell’Antico Egitto.

Ladispoli, ricostruiti in 3D
Ladispoli, ricostruiti in 3D da Marco Mellace i Tumuli Etruschi dei Monteroni

E quali sensazioni, invece, nel vedere il sito così come appare oggi?

Senza dubbio sono sensazioni forti. In primo luogo perché ovviamente oggi il sito ha una conformazione diversa rispetto a quella di oltre 2.500 anni fa e secondo poi per il fatto che il territorio nel suo insieme è stato testimone della vita vissuta da una delle civiltà più importanti del mondo antico, quella etrusca.

Come, secondo te, potrebbe essere recuperato pienamente il luogo?

Questa è una bella domanda! Non essendo esperto in riqualificazioni ambientali e non conoscendo ottimamente la realtà dei Monteroni rimando la cosa a coloro più esperti, però è naturale dire che sarebbe bello dare alle persone la possibilità di visitare questo affascinante luogo, previo ovviamente messa in sicurezza del sito.

L’opera nasce su indicazione degli autori del libro di prossima uscita dal titolo “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo – Volume 3 – Tremila anni tra storia e immagini”, come procedono i lavori di stesura del testo?

Procedono bene anche in considerazione del fatto che vi saranno molte sorprese all’interno del libro, non solo legate all’antichità ma anche alla storia moderna. A queste sono da aggiungere inoltre testimonianze riguardanti il territorio limitrofo, che ha contribuito direttamente allo sviluppo di Ladispoli, come il racconto dedicato alla Bonifica di Palidoro e non solo esposto da Giuseppe Cifani. Sarà un libro, come i due precedenti volumi, molto utile anche agli studi scolastici. Gli studenti, i giovani, attraverso questo lavoro, avranno maggiore consapevolezza del passato di questa cittadina balneare.

Uscendo brevemente dall’argomento, come procede il tuo lavoro di ricostruttore 3D?

Il lavoro procede ottimamente, cercando ogni volta di spaziare in diverse città, luoghi e civiltà. Attualmente, oltre a Ladispoli, mi sto occupando di Delfi e prossimamente, in collaborazione con Michele Damiani, di Veio. In futuro, invece, vorrei passare al Medio Oriente ricostruendo per esempio Petra.

Caro Marco, ringraziandoti ancora per l’intervista, ti chiediamo in conclusione quali sono i tuoi lavori multimediali di prossima uscita?

Tra i lavori di prossima uscita c’è la classifica dei 10 più grandi imperatori romani. È un lavoro soggettivo, dunque opinabile, didattico scaturito dalla richiesta di un alunno della scuola in cui svolgo l’insegnante di sostegno.

E per Ladispoli?

Su questo mi sento di segnalare non un lavoro nello specifico ma una playlist che ho creato da poco, dal titolo “Ladispoli, storia del territorio in 3D” e che per il momento comprende 24 video, tutti dedicati alle mie ultime opere realizzate per la città fino a questo momento.

Per approfondimento clicca il link e segui il video

https://www.facebook.com/baraonda.rivista/videos/420785056040230

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