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Ladispoli, miasmi al Miami, il comitato di quartiere incontra l’Assessore

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Riunione nei giorni scorsi a palazzo Falcone per discutere della problematica che affligge i residenti da anni. Lo scorso anno era stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia

LADISPOLI – Sono tornati a chiedere maggiori controlli sul territorio per impedire agli incivili di bruciare rifiuti nel cuore della notte. Quegli stessi rifiuti, quegli stessi roghi che rendono troppo spesso, purtroppo, l’aria irrespirabile in gran parte della città balneare. Sono i cittadini del quartiere Miami. Il Comitato di quartiere è riuscito nei giorni scorsi a incontrare l’assessore alla Sicurezza, Amelia Mollica Graziano. Durante l’incontro i riflettori sono stati nuovamente puntati sulla situazione relativa ai miasmi: un problema che da anni ormai attanaglia il quartiere e a cui oggi non è stata trovata una soluzione. Dall’incontro sarebbe emerso quanto effettuato dall’amministrazione a tal proposito. Alcuni pattugliamenti del territorio che hanno portato ad elevare alcune sanzioni amministrative a chi è stato colto in flagranza di reato. Alcuni episodi a cui sia la Polizia municipale che le guardie ambientali sarebbero riusciti a risalire sono stati individuati in zona Torre Flavia. Ma non sarebbero gli unici purtroppo. Spesso il quartiere sulla settevene Palo, nei pressi dell’ingresso nord della città balneare, viene raggiunto anche dai fumi causati dagli incendi appiccati nella notte nelle campagne ladispolane: Olmetto, Boietto, Monteroni.
Già lo scorso anno i residenti del quartiere Miami avevano presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia sulla vicenda. «Purtroppo in questi ultimi giorni – aveva scritto il presidente del Comitato, Tommaso Forese – abbiamo constata altri sconcertanti episodi da parte di ignoti che senza coscienza o porsi alcun pensiero sta continuando a mettere ad alto rischio e pericolo la salute pubblica. Confidiamo nella maggiore capacità ed autorità d’intervento della magistratura viste le oggettive difficoltà riscontrate, malgrado la volontà espressaci, rivolgendoci sia alle autorità comunali che alle forze dell’ordine presenti sul territorio». Ad oggi, a oltre un anno dalla presentazione del documento alla magistratura, la situazione non sembra essere cambiata, con i cittadini che tornano a chiedere con forza l’intervento di tutti gli enti preoposti al controllo per la tutela della salute pubblica. Tanto che nei mesi scorsi, per rafforzare questa richiesta, è stata creata sulla piattaforma di change.org una petizione. Nella petizione si torna a ribadire come «da parecchi mesi e soprattutto nelle ore notturne la città di Ladispoli e le località vicine , vengono avvolte da pericolosi fumi tossici. Il forte odore acre di plastica bruciata e chissà quali altri materiali, constringe i cittadini a dover tenere le finestre chiuse anche durante l’estate. Nonostante le numerose segnalazioni dei cittadini – si legge nella petizione – la situazione non è cambiata. Risulta molto difficile capirne la provenienza soprattutto perché i roghi vengono appiccati durante la notte. Inoltre – prosegue ancora la petizione – tutte le strade periferiche intorno all’Aurelia sono spesso invase da spazzatura che, verosimilmente, viene scaricata anche da grandi camion. Tutto ciò comporta un rischio per la salute dei cittadini e di inquinamento dei territori che dovrebbero invece essere maggiormente tutelata». La richiesta è semplice: «Maggior controllo del territorio attraverso l’utilizzo di Forze dell’ordine e Protezione civile al fine di fermare questa barbarie ai danni dell’ambiente e dei cittadini. I reati ambientali – si conclude nella petizione – devono essere prontamente puniti da chi compie questi insani gesti».

E anche ieri sera l’odore acre di rifiuti bruciati ha avvolto la periferia della città. A cominciare proprio dal quartiere Miami. I residenti della zona si sono ritrovati come avvolti da una nuvola di fumo, senza riuscire a capire da dove provenisse il problema. Un disagio quello vissuto ieri sera condiviso da diversi cittadini, anche del quartiere Miami. Quel quartiere che da tempo chiede di individuare il problema e risolverlo alla radice. Un problema più esteso di quel che si possa immaginare, dato che la puzza di bruciato è stata avvertita anche a Marina di Cerveteri, da una parte, e a Valcanneto, dall’altra. Segno che a essere colpito dai roghi tossici non è solo il comune ladispolano ma anche quello vicino: Cerveteri.

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