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Ladispoli: grazie a Marco Mellace è ora possibile ammirare in 3D la storia completa di Torre Flavia

L’intera ricostruzione multimediale nasce su indicazione di Luana Bedin, Cristina Calabrese, Luigi Cicillini, Nardino D’Alessio, Marco Di Marzio, Crescenzo Paliotta e Claudio Nardocci, autori del libro di prossima pubblicazione dal titolo “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo – Volume 3 – Tremila anni tra storia e immagini”

di Marco Di Marzio

Ladispoli: grazie a Marco Mellace è ora possibile ammirare in 3D la storia completa di Torre Flavia

Grazie al lavoro multimediale eseguito da Marco Mellace, divenuto oramai un nome una garanzia nel settore, tutti ora potranno ammirare la storia completa di Torre Flavia dalla sua nascita ad oggi. Protagonista in precedenza della ricostruzione 3D della struttura per il periodo compreso dalle origini alla Seconda Guerra Mondiale, colui conosciuto anche con il soprannome di Flipped Prof ha ora completato l’opera, aggiungendo ad essa quello intercorso dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, permettendo così di poter avere un quadro completo di 5 secoli di vita di un edificio, divenuto dall’Autonomia in poi il simbolo ufficiale di Ladispoli, città natale anche dello stesso ricostruttore 3D. Come in precedenza per la villa imperiale romana di Marina di San Nicola attribuita secondo alcuni storici a Gneo Pompeo Magno, la villa rurale romana ribattezzata nel tempo, per i suoi resti, “La Grottaccia”, il ponte di epoca medievale posto sul fosso Sanguinara, anche questa volta quanto prodotto da Mellace nasce su indicazione di Luana Bedin, Cristina Calabrese, Luigi Cicillini, Nardino D’Alessio, Marco Di Marzio, Crescenzo Paliotta e Claudio Nardocci, autori del libro di prossima pubblicazione dal titolo “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo – Volume 3 – Tremila anni tra storia e immagini”. Reso possibile grazie ai fondi stanziati dal Governo per mezzo del “Decreto Bellezza-Recuperiamo i luoghi dimenticati”, nell’immediato futuro un imponente restauro investirà Torre Flavia, riqualificandone il sito e contemporaneamente anche la zona. In attesa però che le operazioni abbiano inizio, la redazione di Baraondanews ha voluto incontrare nuovamente Marco Mellace, per conoscere così insieme quanto da lui interamente realizzato.

Caro Marco, nel ringraziarti per lo spazio concesso, puoi innanzitutto spiegarci la tua ultima ricostruzione 3D?

Grazie mille a voi, certamente si. Trattasi della ricostruzione 3D di Torre Flavia, divenuto nel tempo il simbolo di Ladispoli, questa volta invece dal secondo dopoguerra ad oggi. Un periodo, dunque, che abbraccia l’epoca moderna, fatto di decenni molto intesi per la struttura. In questa fase storica, infatti, la struttura ha continuato a cambiare aspetto, sia per fattori umani che per quelli generati dalla natura. Questo mio nuovo lavoro, visibile in formato video, immagini e raccontato sul mio canale YouTube denominato “Flipped Prof”, si compone in dettaglio di un prodotto multimediale, redatto seguendo un registro preciso, facente capo a 4 mini ricostruzioni, che ripropongono il sito così come doveva apparire nel 1944, dopo del cannoneggiamento tedesco avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale, fino ai giorni nostri, epoca nella quale è stata ricollegata alla terra ferma dopo un periodo di isolamento in mezzo al mare causato dall’erosione.

Quali emozioni hai provato nel ricostruire in sostanza la torre così come appare oggi?

Ovviamente delle emozioni contrastanti. Questo lavoro arriva dopo la torre intera riportata nei due precedenti, fatti tra il 2018 e il 2020. Produce molta tristezza vederla così. Nel mentre in cui operavo la ricostruzione multimediale mi sembrava quasi di sentirla la sofferenza patita dalla struttura nel corso di questi ultimi decenni. Emozioni provate anche in considerazione del particolare impegno messo in campo per dare alla ricostruzione 3D la qualità migliore possibile e più vicina alla realtà. Sensazioni comunque molto forti che alla fine sono confluite nello stupore, anche se vi è una certa malinconia nel ricostruire la torre così come appare oggi, sentimento che però termina nel momento in cui si pensa che la struttura nel corso di 5 secoli di vita ha resistito a tutto, divenendo così anche un simbolo di rinascita, unico nel suo genere.

La torre così come appare oggi oltre che visibile è anche disponibile in tantissime immagini tratte sia dal passato che dal presente, quali sono stare le ragioni che ti hanno spinto a procedere comunque con una ricostruzione multimediale del tipo?

Ovviamente per dare una continuità storica al precedente lavoro uscito nel 2020, ma anche per fornire un supporto allo splendido libro di prossima pubblicazione dal titolo “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo – Volume 3 – Tremila anni tra storia e immagini”, alla quale sto collaborando insieme con Luana Bedin, Cristina Calabrese, Luigi Cicillini, Nardino D’Alessio, Marco Di Marzio, Crescenzo Paliotta e Claudio Nardocci. Un meraviglioso team che sta cercando di dare un valore aggiunto alla storia della cittadina balneare. Ulteriore motivazione è poi che gli studenti delle scuole del territorio debbano avere una consapevolezza legata alla valorizzazione di Ladispoli.

Nella tua ricostruzione 3D ci sono ulteriori particolarità che magari non sono riscontrabili nella realtà e ad occhio nudo?

Si, nel senso che ovviamente ho cercato di dare risalto alle pareti esterne. Ho cercato anche di inserire alcuni elementi architettonici che la ricostruzione 3D può meglio mostrare a distanze ravvicinate, difficili nella realtà da poter osservare con un certo dettaglio, come per esempio il piano terra e la volta che caratterizzava il soffitto. Cosa che riusciamo a vedere bene in questo lavoro, inoltre, è la visuale dall’alto nelle diverse fasi dal secondo dopoguerra ad oggi. Questa ricostruzione ci consente di ammirare la torre anche in periodi che noi non abbiamo avuto modo di vedere, come gli anni ’70 e il primo ricongiungimento ad angolo retto con la terra ferma operato dall’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo.

Anche in questa occasione l’opera nasce su indicazione degli autori del libro di prossima pubblicazione dal titolo “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo – Volume 3 – Tremila anni tra storia e immagini, come procedono i lavori di stesura del testo?

I lavori procedono bene. Sono molto felice di questa partecipazione. Sul volume, la cui uscita è prevista per natale, ogni volta ci sono sempre novità importanti, molte riguardanti anche le ricostruzioni 3D, e che vedranno anche l’inserimento di testimonianze fornite da coloro che il territorio l’hanno vissuto e che da esso hanno tratto importante rilevanza nella vita. E’ bene ricordare che è la prima volta in assoluto che per la storia di Ladispoli viene redatto un libro che utilizza in maniera sistematica la ricostruzione multimediale in 3D per narrare con maggior precisione l’evolversi del territorio.

Caro Marco, nel ringraziarti nuovamente per l’intervista, ti chiediamo in conclusione come procede il tuo impegno di ricostruttore 3D a scopo formativo e quali sono i lavori di prossima uscita?

Da pochi giorni ho portato a termine storia e immagini di Catania così come doveva apparire al tempo degli antichi greci. Su questo, addirittura, lo scorso 29 luglio sono stato intervistato da alcune emittenti locali siciliane, dove si è avuto modo di parlare anche della mia attività didattica. Oltre a ciò sto portando avanti in questo periodo la ricostruzione multimediale del centro spirituale di Delfi e sull’argomento ho già pubblicato il tempio di Apollo, con il particolare interno dell'”Oracolo”. Inoltre, spero a breve di poter donare altre sorprese alla mia città natale Ladispoli e all’opera di prossima uscita come ad esempio i tumuli di Monteroni, l’acquedotto etrusco-romano e il Sepolcro di Verginio Rufo.

Link video

(Torre Flavia, dalle origini alla Seconda Guerra Mondiale) https://www.facebook.com/255516977917298/videos/935330213917818

(Torre Flavia, dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi) https://www.facebook.com/255516977917298/videos/2247699205367161

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