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Cittàpolitica

Ladispoli, “Grando disastro sulla Flavia Servizi”

Secondo i sostenitori di Pascucci a Ladispoli si sarebbero “persi 1,7milioni di euro di fatturato e non incassati 3 milioni di euro di crediti”. A Cerveteri tutto invece funzionerebbe meglio.

Ladispoli, “Grando disastro sulla Flavia Servizi” –

“Spiace interrompere la fantasiosa narrazione dei presunti successi dell’amministrazione Grando con dati reali, ma la sua gestione delle partecipate ha rivelato in questi anni approssimazione dal punto di vista manageriale, scarsa trasparenza e totale assenza di programmazione strategica”.

A puntare i riflettori sulla municipalizzata del comune di Ladispoli è Ladispoli Attiva, movimento politico a sostegno della candidatura di Alessio Pascucci.

Ladispoli Grando Flavia Servizi

“Dall’inizio dell’amministrazione Grando, infatti, la Flavia Servizi srl, società partecipata dal Comune di Ladispoli in qualità di socio unico, ha continuato inesorabilmente a perdere fatturato: meno 360mila euro circa nel 2018, meno 1 milione circa nel 2019 e ancora 150mila euro in meno nel 2020 per un calo totale di oltre un milione e 700mila euro nelle annualità di cui sono noti i bilanci. Addirittura, nel 2019 ha speso più di quanto ha incassato, chiudendo il bilancio con una perdita netta di esercizio di circa 390mila euro”.

“Anche nel 2020 avrebbe chiuso in perdita se il Comune non fosse intervenuto con 50mila euro di trasferimenti per evitarlo. Forse andrebbe raccontato ai cittadini del grido d’allarme con cui la dirigente dell’ufficio società partecipate nel 2020 ha cercato di responsabilizzare il Sindaco e l’Amministratore Unico della società rispetto ad una “situazione di grave difficoltà” che richiedeva di “avviare prontamente un processo di risanamento e riassetto”. Naturalmente di tale risanamento e riassetto non si è avuta alcuna traccia”. Secondo i sostenitori della candidatura di Pascucci, il sindaco Grando avrebbe agito “in barba alle certificate difficoltà finanziarie” .

“L’amministrazione dell’azienda ha pensato bene, pochi mesi dopo, di erogare circa 5000 euro a favore di associazioni turistiche locali per delle feste di piazza. Nel frattempo, anche le farmacie comunali perdevano fatturato di anno in anno: circa 290 mila euro nel 2018 rispetto al 2017, 200mila euro nel 2019 rispetto al 2018 e 170mila euro nel 2020 rispetto al 2019. Durante la gestione del management nominato da Grando, le farmacie hanno abbassato i ricavi di 660mila euro, con un crollo di fatturato del 12% tra il 2017 e il 2020: un’enormità. A cosa sono dovuti numeri così impietosi?”, si chiedono da Ladispoli Attiva.

“Ovviamente a fronte dei” disastri” di Ladispoli scatta il paragone Con la Multiservizi Caerite, omologa società partecipata del comune di Cerveteri che secondo i dati diffusi da Pascucci avrebbe invece “incrementato il fatturato di oltre 106mila euro nel 2019 e di 114mila nel 2020. Come mai? Perché ha programmato bene e si è organizzata per fronteggiare la ridotta vendita di farmaci con il servizio tamponi, la vendita di mascherine, il servizio di consegna a domicilio, un forte investimento sulle vendite online (specie sui parafarmaci, tipologia di prodotto che consente i maggiori guadagni) e sull’automazione. L’installazione di 2 robot, infatti, ha migliorato significativamente sia il rapporto con la clientela – evitando che il farmacista debba allontanarsi per cercare i prodotti – sia l’efficienza complessiva del servizio, con ovvie ricadute positive in
termini di ricavi”.

Al contrario la Flavia Servizi non riuscirebbe “a pagare in tempo i fornitori e ciò “ha portato – come si può leggere sulla Relazione di Gestione a corredo del bilancio 2019 – alla rottura dei rapporti commerciali con un importantissimo fornitore di rilevanza nazionale che riusciva a garantire un assortimento più vasto ed esaustivo per le esigenze della clientela”.

“Sull’azienda gravano ogni anno circa 90mila euro di oneri finanziari e interessi passivi, in buona parte dovuti ai ritardati pagamenti. Di fronte a tali carenze di liquidità, sconcerta scoprire che la Flavia Servizi iscrive all’attivo di bilancio oltre 3 milioni di crediti, in gran parte bollette non pagate per il servizio idrico. Denota notevole irresponsabilità giungere ad una tale cifra di crediti, corrispondenti al 30% circa del fatturato, senza agire per recuperarli nei confronti dei morosi, con il rischio che divengano, col passare del tempo, crediti in tutto o in parte inesigibili. Esempio recente è quello di una società debitrice con Flavia Servizi per oltre 160mila euro che a settembre ha ottenuto, grazie ad un accordo transattivo, uno sconto del 50% sul debito, facendo perdere all’azienda del comune (e quindi a tutti noi!) 80mila euro” .

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