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Ladispoli e Cerveteri … un anno di emergenza sanitaria e restrizioni





In questo periodo, nel 2020, iniziava il “calvario”. Quotidianità stravolta

Ladispoli e Cerveteri … un anno di emergenza sanitaria e restrizioni –

Lockdown. Una parola fino a quel momento sconosciuta, lontana, proprio come “coronavirus”.

Ladispoli e Cerveteri ... un anno di emergenza sanitaria e restrizioni
Ladispoli e Cerveteri … un anno di emergenza sanitaria e restrizioni

Se ne sentiva già parlare dalla fine dell’anno precedente. La Cina era stata colpita dal coronavirus. A Whuan i primi casi. Un’emergenza sanitaria lontana che non ci avrebbe mai toccati. E a rafforzare questa convinzione c’erano le rassicurazioni degli esponenti del Governo.

Si dicevano già pronti ad affrontare una eventuale emergenza. Ma poi, con il primo caso a Codogno tutto sembra essere cambiato. Anzi è cambiato.

Iniziano a palesarsi le prime zone rosse nel Nord Italia. Poi la necessità di indicare al sistema sanitario regionale di appartenenza se si è tornati dalle zone rosse dove il covid intanto iniziava a diffondersi tra la popolazione.

E alla fine l’annuncio: lockdown per tutta Italia. Una precauzione, quella del Governo, per arrestare il diffondersi del covid.

Era domenica 8 marzo, l’ultima domenica in cui in tutta Italia (o quasi) e anche a Ladispoli e Cerveteri, famiglie e amici avevano deciso di trascorrere la giornata di sole all’aria aperta. Una passeggiata sul lungomare, un aperitivo al bar, un bel pranzo al ristorante.

Ladispoli e Cerveteri ... un anno di emergenza sanitaria e restrizioni
Ladispoli e Cerveteri … un anno di emergenza sanitaria e restrizioni

L’ultima giornata di vera normalità. Dal 9 tutto cambia. Con l’annuncio del premier Conte, lockdown, dai tavoli del ristorante, le masse si sono spostate davanti alle porte dei supermercati, letteralmente presi d’assalto. E quella sarebbe stata la nuova normalità.

Sin dalle prime luci dell’alba e fino al coprifuoco (un’altra parola che dai tempi della guerra era ormai scomparsa dal vocabolario comune) la passeggiata sul lungomare o per le vie del centro, si era trasformata nella coda al supermercato. Unica occasione per vedere gente, di trascorrere il proprio tempo.

Alle 18 si cantava dai balconi, arcobaleni e frasi come #andrà tutto bene, per qualche tempo hanno sbandierato dalle finestre delle case degli italiani. Poi le poche settimane si sono trasformate in mesi.

A Ladispoli, il covid sembrava lontano….un qualcosa di astratto. Poi il 12 marzo, l’annuncio del sindaco Alessandro Grando: primo caso di covid in città. Si tratta di un 75enne ricoverato al SAn Paolo di Civitavecchia. E proprio lui fu anche la prima vittima.

Ladispoli e Cerveteri ... un anno di emergenza sanitaria e restrizioni
Ladispoli e Cerveteri … un anno di emergenza sanitaria e restrizioni

Da quel giorno, in questo anno di emergenza sanitaria, fatto di restrizioni, aperture, fasce colorate, mini lockdown con una Pasqua che ancora una volta sembra essere ben lontana dalla realtà (dove ancora una volta le famiglie si ritroveranno lontane e confinate ognuna all’interno della propria abitazione), da quel giorno in città si contano un totale di 29 decessi. In un anno a Ladispoli (42mila abitanti circa) sono stati 1.544 i positivi e 1.324 i guariti.

Per settimane l’Aurelia e la Settevene Palo sono state letteralmente bloccate dalle auto in coda al drive in allestito alla casa della salute per poter effettuare i tamponi.

Droni in volo, controlli delle forze dell’ordine per evitare assembramenti o passeggiate “clandestine”, la Sagra del Carciofo cancellata e rinviata a data da destinarsi (e dopo un anno la manifestazione non si farà).

Oggi in città si contano quasi 200 casi. “Colpa” anche del cluster all’Ilaria Alpi dove nelle settimane scorse 10 docenti, 2 collaboratori scolastici e 9 bambini sono risultati positivi.

E anche Cerveteri in questo anno di emergenza ha tenuto botta. Sono 25 i decessi, 1.264 i positivi e 1.084 i guariti dall’inizio della pandemia.

A scandire le giornate dei cittadini etruschi c’era il sindaco Alessio Pascucci con le sue #cronachediresistenza, un aggiornamento quotidiano per illustrare la situazione in città, raccomandare di limitare al massimo gli spostamenti, di evitare contatti, …..

Ladispoli e Cerveteri ... un anno di emergenza sanitaria e restrizioni
Ladispoli e Cerveteri … un anno di emergenza sanitaria e restrizioni

E tra file al supermercato, lockdown, negozi e attività di ristorazione chiusi, in un anno la nuova normalità sembra ormai essere ben lontana e diversa dal mondo che si conosceva prima.

Mancano le cene al ristorante o in casa insieme ad amici e parenti. Mancano i concerti e le attività culturali. Manca potersi godere un bel film al cinema in compagnia delle persone care.

Ma a mancare ancora di più è il lavoro e la possibilità di poter mettere insieme il pranzo con la cena. Molte famiglie ad oggi si ritrovano ancora senza un lavoro. Erano camerieri, donne delle pulizie, personal trainer, ….e la cassa integrazione in ritardo di certo non aiuta.

Ed è rivolta proprio a loro la solidarietà dei cittadini, di quelli che ancora resistono. Grazie ai volontari di Protezione civile, delle associazioni di volontariato, a Cerveteri e Ladispoli una cosa sicuramente è cambiata …. in meglio: la solidarietà verso il prossimo.

Ladispoli e Cerveteri ... un anno di emergenza sanitaria e restrizioni
Ladispoli e Cerveteri … un anno di emergenza sanitaria e restrizioni

In tanti ad oggi, ancora dopo un anno, continuano a donare quel che possono per cercare di regalare un pasto caldo a chi oggi soffre più degli altri lo stato di emergenza e le restrizioni imposte dal Governo.

E mentre la frase #andràtuttobene e quelle promesse che presto le cose sarebbero tornate normali, sembrano ormai lontane e poche credibili …. si va avanti e si spera che presto l’incubo possa finire.

(torna a BaraondanewS)