Con la crisi degli sponsor il rilancio dovrà avvenire attraverso la cura dei settori giovanili.
Al di là di come finiranno i campionati, per Ladispoli e Cerveteri è tempo di riflessioni. La squadra rossoblù al secondo anno in serie D se dovessero dire stop al campionato potrebbe, sebbene sia al penultimo posto, scamparsela dalla retrocessione. Per il Cerveteri, in testa alla classifica in Promozione, potrebbe scattare il salto in Eccellenza d’ufficio. Qualunque sia la categoria, quello che più salta agli occhi è il futuro. Una volta tornati alla vita, parzialmete normale, si dovranno fare i conti con le spese da sostenere. In che modo si andrà avanti, con quali modalità, è difficile prevederlo. Certo è che molti introiti derivanti dagli sponsor verranno a mancare e ciò comporterebbe una drastica riduzione del budget per la prima squadra. Bisognerà inziare a puntare sul settore giovanile e concentrarsi in maniera più attenta sui futuri calciatori, allevandoli a diventare il futuro. Un piano ragionevole, insomma, è quello di attingere ai calciatori di casa nostra, riducendo le spese di gestione. Si va verso un calcio diverso, fra tanti interrrogativi e incertezze. Per tenere in piedi una società servirà utilizzare più testa che gambe. Occore assumere figure professionali e non improvvisate. Magari spendere anche qualche euro in più, ma ritrovarsi un domani con un tesoro in casa. Investire nel vivaio comporterebbe un contenimento delle spese dei rimborsi, gran parte delle quali prodotte dagli spostamenti dei giocatori provenienti da fuori. Cerveteri e Ladispoli, nell’augurio che siano in Eccellenza e in D, dovranno inziare a pensare a un piano di rilancio. Da subito.









