Nel 2019 l’associazione cittadina ha celebrato i settant’anni dalla sua fondazione
Ladispoli, Claudio Nardocci racconta la Pro Loco
di Marco Di Marzio
Lo scorso 18 dicembre 2019 l’Associazione Pro Loco Ladispoli ha celebrato i suoi settant’anni di vita e di attività in città. L’evento è stato ricordato dal suo storico Presidente, Claudio Nardocci, durante la presentazione del libro “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo – Volume 2 – Identità e Cultura”, avvenuta il precedente 15 dicembre presso lo Stabilimento Columbia, di cui lui stesso ne è stato uno degli autori e redattore in particolare proprio di un capitolo dedicato all’importante compleanno della Pro Loco cittadina.
Claudio Nardocci, nato a Ladispoli il 10 luglio 1954, è una figura di spicco di questo ente. Claudio infatti, oltre a presiedere attualmente l’associazione locale ed il Consiglio Direttivo regionale, ha diretto per 5 mandati, dal 1996 al 2016, l’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia. Dunque una carriera importate che ha contribuito inoltre senza ombra di dubbio a portare in alto il nome della cittadina balneare, in particolare per quel che riguarda il suo turismo e le sue manifestazione culturali e folcloristiche.
Sulla base di queste considerazioni, la redazione di Baraondanews ha voluto intervistare Claudio Nardocci incontrandolo nel suo ufficio ubicato a Ladispoli in Piazza della Vittoria in un appartamento collocato all’interno di un edificio sede nei primi decenni del 1900 dell’Albergo Miramare, per conoscere insieme ancor più da vicino la Pro Loco e cogliere l’occasione per tracciare un bilancio di quanto fatto per la città nel 2019 e comprendere di conseguenza la programmazione per questo 2020.

Presidente Nardocci, nel ringraziarla per lo spazio concesso alla nostra redazione, dall’alto della sua brillante carriera svolta a Ladispoli come a livello nazionale ci spieghi che cos’è la Pro Loco.
La denominazione Pro Loco è di origine latina e significa letteralmente “a favore del luogo”. La prima forma associativa, tra quelle che presentano le sembianze di una Pro Loco contemporanea, nacque a Pieve Tesino in Trentino Alto-Adige nel 1881 (allora territorio dell’impero Austro-Ungarico oggi Comune italiano). Si trattò di un comitato denominato “Società d’abbellimento” che si pose come obiettivo il miglioramento estetico di una località per favorire la sosta dei forestieri. Si istituzionalizzava così un movimento che probabilmente esisteva già da molto tempo, legato inizialmente alla mobilità generica delle persone più che all’idea odierna di turismo. Le prime Pro Loco nate nei lontani anni del primo ‘900 assunsero le denominazioni più diverse come: “Comitati di Cura”; “Società per il concorso di forestieri”; “Associazioni per il movimento dei forestieri”; “Società di abbellimento”; “Pro”. Il nome Pro Loco fu in breve tempo esteso a tutte le Associazioni Turistiche Locali e per questo le Pro Loco possono essere considerate le prime associazioni turistiche italiane. L’“Ente nazionale italiano per il turismo”, fondato nel 1919 dal Governo Nitti, ne sollecita il diffondersi in tutta la nazione, tanto che nel 1921 a sostegno di questa azione venne pubblicato un libro sulla loro storia, funzione e organizzazione”.
Nel secondo dopoguerra queste organizzazioni ripresero la loro attività e il 29 giugno 1962, nel corso del convegno delle Pro Loco Trivenete svoltosi a Recoaro, fu proposta la costituzione di un’associazione che avesse funzioni di coordinamento e di rappresentatività a livello nazionale. Idea che vide la luce nel settembre dello stesso anno con la nascita dell’Unpli (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia), ottenendo nel 1965 l’istituzione dell’Albo nazionale delle Pro Loco presso il Ministero del Turismo e dello Spettacolo, registro che, con il trasferimento delle competenze in materia di turismo alle Regioni, divenne poi “Regionale” e, in alcuni casi, “Provinciale”. Oggi in Italia le Pro Loco sono oltre 6.000, con 650.000 soci e 20.000 tra manifestazioni ed iniziative di successo, come ad esempio il Presepe vivente più grande del mondo a Matera e la partita di scacchi in costume di Marostica.
Signor Nardocci, lei è Presidente della dell’associazione cittadina dal gennaio 1989, ci racconti dunque la storia e l’importanza per Ladispoli della Pro Loco. I
l Decreto Ministeriale del 30 giugno 1928, reso operativo dal 1° gennaio 1930, sancì la costituzione a Ladispoli, frazione di Civitavecchia, dell’Azienda Autonoma di “Cura, Soggiorno e Turismo”. Il nuovo ente portò sin da subito notevoli miglioramenti anche di abbellimento urbanistico alla cittadina balneare, che al censimento del 1931 contava 1330 abitanti, ancora racchiusa all’interno del perimetro della prima lottizzazione quella della sua fondazione avvenuta il 30 maggio 1888. Ma sul finire del 1933, sempre per Decreto Ministeriale, l’Azienda di Cura venne soppressa insieme ad altre trecento consorelle esistenti sul territorio nazionale. Di queste, la cui nascita è da far risalire al Regio Decreto Legislativo del 1926, ne sopravvissero soltanto una decina interessanti i maggiori centri turistici. Nel 1938 essendosi nel frattempo costituite le Pro Loco, in sostituzione delle cessate Aziende delle località minori, il dott. Luigi De Michelis fonda la “Pro Ladispoli”, che resse quale Commissario. Impostato il piano organizzativo, la presidenza venne assunta dal Comm. Guglielmo Andreoni nel 1939. A cura della Pro Ladispoli fu costruita l’edicola in Piazza della Vittoria per l’Ufficio informazioni e per la disciplina del servizio di reperimento ed affitto di appartamenti e camere ammobigliate. Nel 1942 il comm. Andreoni, arruolatosi volontariamente per la guerra, lascia la presidenza al Colonnello Marcello Brugnoli. Perdurando il periodo bellico, le cui crescenti ripercussioni vengono accusate anche da Ladispoli, specie dopo i bombardamenti di Civitavecchia e delle linee di comunicazione, nel 1943 viene a cessare quasi del tutto l’attività turistico balneare e, di riflesso, anche quella della Pro Ladispoli che troncherà bruscamente la sua attività il 24 settembre 1943 per l’ordine di sfollamento obbligatorio del litorale impartito dai soldati tedeschi occupanti. Finita la guerra e sanate faticosamente le dure ferite lasciate dal conflitto, il 18 dicembre 1949, divenuta il 3 giugno precedente Ladispoli frazione del Comune di Cerveteri, un gruppo di volenterosi cittadini si riunì dando vita all’Associazione Pro Loco Ladispoli.

L’incontro si svolse al Columbia, il nuovo stabilimento balneare in muratura costruito dalla famiglia Castellano e nato nel 1947 dalle ceneri della vecchia struttura in legno del “Dispari”, presente in questa spiaggia prima a Palo e poi dalla nascita di Ladispoli nel 1888 fino al 1943, demolito durante la Seconda Guerra Mondiale dall’esercito tedesco per bonificare la zona in previsione di un possibile sbarco delle truppe Alleate. E’ nominato Presidente il Comm. Luigi Bartoli, che vi prodigherà la sua preziosa attività per circa nove anni, fino al 1958, momento in cui verrà sostituito dal Comm. Libero Palmieri, Capo redattore del quotidiano “Il Tempo”, giornale nelle cui pagine spesse volte scriveva e bene di Ladispoli per farla conoscere al pubblico. Successivamente a loro diverranno presidenti della Pro Loco Ladispoli Guerrino Urbani dal 1962 al 1965 e dal 1976 al 1981, Fausto Ceraolo dal 1965 al 1973, Uliano Marozza dal 1974 al 1975, Siro Bargiacchi dal 1975 al 1976, Ruggero Tabacchini dal 1981 al 1983, Aldo Ercoli dal 1983 al 1988, ed infine io dal 1989 ad oggi. Grazie a coloro fondatori della Pro Loco Ladispoli si deve “La Sagra Carciofo Romanesco”, inaugurata il 2 aprile 1950, divenuta oggi una grande manifestazione conosciuta in tutto il mondo. Ed altri eventi, alcuni ancora protagonisti della cultura locale, altri non più organizzati ma ancora oggi ben ricordati dai cittadini come: la Mostra della Meccanizzazione; il Simposio etrusco; il Presepe vivente; i festeggiamenti del Patrono di Ladispoli San Giuseppe; la benedizione degli animali per Sant’Antonio; il Carnevale con i carri allegorici; Halloween; i Fiori di Maggio; il Bazar di Simbad; il Palio degli Anelli; le edizioni del “Giocaestate”; i concerti alla Posta Vecchia.
Presidente Nardocci, per ciò che lei rappresenta per la Pro Loco, aggiunga qualche sua riflessione a questa importante storia.
Quando, e succede spesso, leggo degli articoli sull’attività della nostra Associazione e questa viene definita la “Pro Loco di Claudio Nardocci”, penso che venga fatta una ingiustizia, a cui spero di rimediare in parte anche con questa intervista. Venni eletto Presidente nel 1989. La sera quando tutti erano andati via, mi sedetti a riflettere al buio nella piccola sala vuota che da tanti anni costituiva la sede della Pro Loco, non aveva un bagno e un forte odore di muffa caratterizzava l’aria, le sedie tutte rigorosamente disuguali, non davano certo un grande senso di ordine, né di un ambiente accogliente: insomma quello che ho capito subito è che c’era molto da lavorare! Così iniziai a promuovere i fini, gli scopi, l’attività e le potenzialità di questa Associazione, che era comunque generalmente già amata dai cittadini. Molte persone che ringrazio di cuore mi hanno affiancato negli anni nel costruire un qualcosa che potesse in futuro costituire un bene prezioso per i nostri ragazzi, per il loro domani. Citare solo alcuni degli straordinari volontari che hanno prestato la loro opera ed il loro ingegno per la nostra città sarebbe ingiusto. A loro, nessuno escluso, va il mio più sentito ringraziamento, senza di loro non sarei mai riuscito a fare nulla. Sottolineo, inoltre, il fatto che non considero questa Pro Loco una cosa mia. La Pro Loco è di tutti e a tutti quelli che gli dedicano un po’ del loro tempo libero regala sempre qualcosa: soddisfazioni, amicizia, emozioni, esperienze, ricordi e tanta umanità. Il gruppo che si forma poi è un gruppo magico. Giovani ed anziani cementano un’amicizia formidabile che gli permette di lavorare in armonia ed allegria. Quante volte vedendoli ho pensato di essere un uomo fortunato. Un uomo che non dimentica mai quella sera quando, solo, al buio in una piccola stanza senza bagno, con la sola compagnia di quattordici sedie disuguali, pensava giustamente che da solo non ce l’avrebbe mai fatta.
Signor Nardocci, come di consueto la conclusione dell’anno segna anche il momento di tirare le somme, ci illustri bilancio delle attività svolte dalla Pro Loco Ladispoli nel 2019 che è appena terminato.
Il bilancio di quanto fatto dalla Pro Loco Ladispoli nell’anno che si è appena concluso può essere considerato più che positivo. Nel 2019 l’associazione, come più volte detto, ha festeggiato i settant’anni dalla sua fondazione. Considero questo un onore perché tale ha significato essere stati prescelti dal caso a vivere questo anno importantissimo, ponendoci attualmente come la più vecchia Pro Loco del Lazio. Oltre a questo avvenimento anche le altre iniziative, oltre alla celebre Sagra del Carciofo, hanno riscosso un grande successo. A queste è da aggiungere il racconto emozionante di questi 7 decenni, di questa lunga cavalcata nel tempo raccontando dal Palco di Piazza Rossellini la storia e le principali manifestazioni avvenute, con l’aiuto di foto, filmati e testimonianze. Gli stessi settant’anni sono stati raccontati nel libro “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo – Volume 2 – Identità e Cultura, presentato allo Stabilimento Columbia il 15 dicembre scorso insieme agli altri autori dell’Opera Luana Bedin, Nardino D’Alessio, Marco Di Marzio, Sabino Fiore e Crescenzo Paliotta, al quale va il mio ringraziamento per aver deciso di inserire all’interno di un libro così importante un capitolo dedicato alla Pro Loco. Un 2019 concluso in bellezza con la realizzazione di uno spettacolare Presepe vivente a cui hanno partecipato oltre 5mila visitatori.

Presidente Nardocci ci indichi infine la programmazione futura, in primo luogo per questo anno il 2020.
In questo nuovo anno dobbiamo innanzitutto continuare con quanto di buono fatto nel 2019 migliorandolo, anche perché quest’anno, il prossimo 17, 18 e 19 aprile, andrà in scena la settant’esima Sagra del Carciofo Romanesco. Puntiamo dunque ad organizzare una grande e bella esposizione degna della storia di questo evento, della Pro Loco e della Città di Ladispoli. Per il futuro abbiamo messo in cantiere la creazione di una “Banca delle Storie” poiché ci stiamo accorgendo che la parte del patrimonio “immateriale”, così come meglio specificato dalla Convenzione Unesco del 2003, tramandata oralmente di generazione in generazione si sta perdendo e dunque diventa importantissimo creare un luogo di raccolta e conservazione di questo tesoro che appartiene a tutta la Città di Ladispoli e che altrimenti sarebbe destinato a scomparire.
Grazie mille ed ancora al Presidente Nardocci per lo spazio concesso, un momento sicuramente molto importante per tutti i cittadini ed i lettori, per conoscere ancor più da vicino la Pro Loco ed il suo mondo.









