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Ladispoli, Ardita: ”Presto nuovi moduli abitativi per i senza tetto”





Il consigliere: ”Oggi serve una vera politica sull’Edilizia Popolare e la Social Housing per andare incontro ai nuovi precari nel mondo del lavoro del post covid”

Ladispoli, Ardita: ”Presto nuovi moduli abitativi per i senza tetto”

“Chi pensa che avevamo risolto il problema, togliendo i fissa dimora dalla stazione di Ladispoli, si è profondamente sbagliato.

La situazione era divenuta insostenibile: i senza fissa dimora in una condizione di difficoltà evidente, abbandonati a se stessi, nell’indifferenza generale.

Gli abitanti costretti ad assistere allo stato di abbandono a partire dagli impiegati delle FS, ai gestori del bar della stazione, all’edicola, a tutti i pendolari che si servono della stazione.

La politica ho ripetuto più volte, deve fare di più per aiutare i più deboli, le persone che sono rimaste sole, senza lavoro, senza una casa.

Deve essere capace di risolvere problemi reali senza fomentare odio, di cui la città non ha bisogno.

L’altro giorno ho incontrato – la sera – alla stazione, prima di prendere il treno delle 21.00 per Roma, l’amico Raffaele, “il napoletano”.

Raffaele mi si è avvicinato e mi ha detto “Ardi me la trovi una casetta per dormire?” Gli ho risposto che farò il possibile per aiutarlo, perché non posso vederlo sbattuto sulla panchina della piazza o a dormire alla stazione.

Non riesco ad essere indifferente. In tanti che vivono la vita quotidiana tra la gente, Franco, Emanuele e Mario incontrandomi al Blues Bar a prendere il caffè mi hanno chiesto “Giovà aiuta Raffaele a trovargli una roulotte o un modulo abitativo”.

Queste condizioni si stanno sempre più diffondendo, a causa di una crisi economica che si sta facendo sempre più pesante, che la pandemia ha solo aggravato ulteriormente.

Casualmente ieri mi trovavo a casa di una mia amica imprenditrice che mi ha detto “Giovanni acquisterò dei moduli abitativi e darò le mie roulotte per chi non ha un tetto”. Io ci credo.

Già in passato questa donna dava da mangiare a tante famiglie di Ladispoli con le donazioni che riceva dai mercati ortofrutticoli. Nei prossimi giorni andrò a parlare con i vertici nazionali della Protezione Civile.

Purtroppo il buon Senatore Learco Saporito oggi non c’è più: grazie a lui nel lontano 2003 abbiamo ottenuto i container che si trovano alla stazione di Palo Laziale, ma qualcun altro con il cuore sicuramente lo troveremo, ne sono certo e mi batterò affinché si possa trovare una risposta a condizioni di disagio che sono sempre più marcate a Ladispoli, frutto di nuove povertà che vanno assolutamente affrontate.

Un politica abitativa verso i lavoratori precari e verso chi ha perso il lavoro bisogna farla, non bisogna arrivare alle solite promesse elettorali, perché è assurdo che a Ladispoli non si costruisce una casa popolare dal 1985.

Che fine ha fatto lo stabile ex alberghiero di via Ancona? Che fine hanno fatto le 8 case popolari che doveva costruire l’Ater della Provincia di Roma? In questa società dove è importante costruire al prezzo di mercato, bisogna anche fare i conti proprio con le nuove povertà originate da politiche assurde, sostegni che devono ancora arrivare, e incentivi a pioggia, sempre ai soliti, che il Covid ha generato.

Mi batterò – afferma il guerriero della destra e per molti anche il Che Guevara della destra – come mi sono battuto per riqualificare la stazione, mi batterò per cercare una sistemazione per i senza tetto e per tanta gente che attende con una lunga lista da attesa l’assegnazione di una casa popolare.

Insisterò a portare avanti una politica abitativa considerando lo stato sociale attuale, tanta gente senza lavoro e che ha perso lavoro.

E’ necessario saper programmare un’edilizia popolare e mettere anche in atto con gli imprenditori interessati proposte di sviluppo di un’edilizia anche contrattata che preveda la costruzione di case in Social Housing, un affitto a riscatto che dopo molti anni da la possibilità agli inquilini, a partire dalle giovani coppie ma non solo, di maturare un capitale dagli affitti che gli possa permettere di riscattare con una differenza la casa e di divenire proprietario.

Prima di concludere la mia bellissima esperienza politica, vorrei essere ricordato, un giorno, come colui che ha fatto più per gli altri che per se stesso, che ha dato tanto ed ha ricevuto poco, nella speranza di essere ricordato sempre come il guerriero della politica che in 20 anni non si è mai stancato di fare tante battaglie per il proprio territorio e per i cittadini che mi hanno sempre gratificato ed incoraggiato nel dirmi “Ardita non mollare mai”, dalla parte dei più deboli come ci ha insegnato Tony Augello bisogna starci 365 giorni all’anno e non solo a ridosso della campagna elettorale.

Non vi preoccupate – come disse Ambra – nella sua canzone “prometto e poi mantengo”, i senza tetto ben presto avranno dei moduli abitativi, e diremo grazie a chi ha tanto e si è ricordato di chi ha poco.

Per chiudere con un omaggio al maestro Franco Battiato, scomparso ieri, “questo secolo oramai alla fine, saturo di parassiti senza dignità, mi spinge solo ad essere migliore, con più volontà”.

Il guerriero della destra non indietreggia mai, non si fermerà mai.

Questo Ladispoli lo sa, di questo può starne certa”.

La nota del consigliere comunale FdI di Ladispoli, Giovanni Ardita