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Ladispoli, Ardita: “Dopo 20 anni di battaglie per la mia città scelgo la famiglia alla politica”

“Avrei voluto fare di più per la mia città! Ma non me l’hanno permesso!”

Ladispoli, Ardita: “Dopo 20 anni di battaglie per la mia città scelgo la famiglia alla politica” –

Ladispoli luci spente ciclabile
Ladispoli, Ardita: “Dopo 20 anni di battaglie per la mia città scelgo la famiglia alla politica”

“So che qualcuno gioirà per quello che sto per dirvi,  ma sono sicuro che saranno molti ma molti di più gli amici che si rammaricheranno, oggi dopo tante battaglie ho deciso di ridurre la mia attività politica, sono stanco di parlare ad istituzioni sorde e deluso da un progetto in cui avevo fortemente creduto: “il grando cambiamento per la nostra città”.

Lo dichiara in un comunicato il Consigliere Comunale FDI di Ladispoli Giovanni Ardita, affermando inoltre:

“Dedicherò molto più tempo a quell’istituzione in cui fortemente credo, e in cui per storia e tradizione dovrebbe credere anche l’attuale maggioranza, o almeno la residuale minoranza che a loro dire  si professa di destra, cioè la famiglia.

Attenzione però Giovanni Ardita non si dimette, primo per rispetto degli elettori che mi hanno dato fiducia, secondo per non darla vinta a chi crede che insediandosi in un comune si possa privatizzare la cosa pubblica e quindi fare i propri comodi.

Non vi preoccupate il leone della destra manterrà un occhio vigile su sprechi e malefatte che si dovessero perpetrare all’interno del palazzetto comunale, e sarà pronto a denunciare ogni cosa non vada bene e che non si fa nell’interesse della collettività e della città.

Il mio è un percorso che viene da lontano, non sono né un improvvisato né un politico a gettone, capace solo di alzare la manina a comando, ho sempre detto la mia prendendomi le mie responsabilità.

Qualche giorno fa Marco C. caro amico, scrivendomi mi ha ricordato di quando iniziai il mio percorso politico con il compianto senatore Learco Saporito, un maestro della politica, e con Francesco Aracri un amico che è sempre stato al mio fianco, e ricordandomi anche delle tante battaglie fatte per Ladispoli la mia città.

Marco mi ha ricordato quella notte, ero di ritorno da una serata in allegria a Roma il 30 giugno 1999 quando all’altezza del km. 37,000 Aurelia, svincolo sud di Ladispoli vidi una macchina capovolta vicino alla chiesa di Palo, ricordo ancora bene si vedeva solo un uomo che nell’incidente era rimasto incastrato al volante e non riusciva ad uscire dalla macchina, intervennero i vigili del fuoco per provare a salvarlo, non ci riuscirono, ma quello che mi rimase sempre nel cuore è l’aver visto piangere un vigile del fuoco che tirò fuori un bambino che non era più in vita perchè rimasto chiuso nei sedili posteriori. Da quel giorno intraprendemmo una lunga battaglia con la mamma del bambino e con una associazione sulla sicurezza, per  trovare una soluzione a quel maledetto ingresso al km.37,000 che negli anni era stato causa di molti incidenti gravi e mortali. Tutte le istituzioni d’allora di ogni colore politico si unirono nell’interesse della collettività, molti furono gli incontri con l’on. Francesco Aracri allora Assessore ai Trasporti e Lavori Pubblici alla regione Lazio e con il Sen. Learco Saporito, senatore eletto nel territorio, un gentlemen della politica che prese a cuore la situazione, e il sindaco Gino Ciogli in prima fila per cercare un dialogo con la Regione anche se  il presidente Storace veniva da un altro schieramento, un lungo percorso partito dal cofinanziamento Regione Lazio/ANAS l’opera che costò 5.500.000 lire e che ebbe un percorso travagliato nel completare la conferenza dei servizi, l’on. Francesco Aracri con tutti gli impegni istituzionali che aveva con un assessorato importante come quello ai lavori pubblici e trasporti nella Regione Lazio, era sempre presente nel nostro territorio, dal Semaforo al Cavalcavia, S. Francesco Aracri portò a termine la più grande opera pubblica per la nostra città il Cavalcavia al km.37.000 dell’Aurelia.

Questa fu solo la prima ma importantissima battaglia che portai avanti per Ladispoli, da allora non mi sono mai fermato  come per il restyling della stazione di Ladispoli e la riapertura dei bagni della stazione chiusi da 9 anni e la realizzazione dei 4 ascensori per i diversamente abili.

Da delegato alle società calcistiche ho contribuito al completamento dello stadio Angelo Sale con una copertura attesa da anni da tante famiglie che prendevano tanta pioggia a vedere i propri figlioli a giocare a calcio, che in parte mi sono sentito realizzato.

Certo tra le battaglie non potrò dimenticare quella fatta con il capo gruppo Raffaele Cavaliere condivisa con il consigliere Maurizio Falconi di Cerveteri, la mozione condivisa tra i due comuni Ladispoli e Cerveteri per realizzare un Ospedale nel nostro territorio, mozione approvata in tutti e due comuni e successivamente presentata al consiglio regionale dal FDI ed approvata a maggioranza di poter inserire nel prossimo piano sanitario regionale il nostro comprensorio per poter realizzare una struttura sanitaria ospedaliera, sia nella votazione nei due comuni e della Regione Lazio ha prevalso il principio che realizzare un Ospedale non ha colori politici.

Un ultimo ringraziamento lo voglio fare pubblicamente all’on. Fabio Rampelli e la dott.ssa Simonetta Saporito senza i loro consigli amministrativi ed il loro supporto politico-amministrativo non avremmo mai ottenuto il contributo di 2.000.000 di euro per restaurare il simbolo della nostra città Torre Flavia, il Decreto Bellezza ha avuto un percorso travagliato, con l’avvicendamento di tre governi differenti con tre commissioni differenti, ma lo spirito Ardito non ci è mancato e speriamo solo che tutto il lavoro fatto non sia stato vano e che sia portato a termine dalla nostra amministrazione comunale.

I tanti amici che si sono spesi per me e le mie battaglie comprenderanno che nella vita la famiglia è più importante della politica. Come ripeto il mio non è né un addio ne un arrivederci, è solo un momento di riflessione profonda perchè la passione, l’amore per la politica l’ho un pò persa, troppe sono state le delusioni, spero che questo periodo mi aiuti a ritrovare quello spirito ce ha sempre animato la mia azione politica, la delusione è arrivata perché avrei voluto fare di più per la mia città e per i cittadini che ci vivono e che ci vengono in vacanza, ma questo non mi è stato permesso. A chi in politica si crede arrivato solo perché unto dal signore vorrei ricordare che questa città ha sempre creduto in me e mi ha dato sempre molte soddisfazioni decretandomi come il consigliere più votato di Alleanza Nazionale e della storia dei due comuni Ladispoli e Cerveteri, e confermando questa fiducia nel 2017 risultando il consigliere più votato di Fratelli d’Italia. Fiducia dicevo che c è sempre stata e che per me è stata la benzina per le mie battaglie, anche se per la mia città avrei voluto fare di più, ma non mi è stato permesso. Tanti progetti e tanti sogni che si sono spenti all’improvviso, avrei voluto realizzare una pista ciclopedonale da Torre Flavia a San Nicola, far realizzare diverse pedane nelle spiagge libere per permettere ai diversamente abili di poter accedere alla spiaggia ed al mare, mi sono battuto come un leone per far realizzare due strutture alberghiere a nord e sud di Ladispoli, in un territorio Ladispoli e Cerveteri carente di strutture alberghiere, mi sono battuto per far recuperare l’edificio in via Ancona ex scuola Ragioneria ed Alberghiero, non si può lasciare quell’edificio abbandonato e fatiscente in quelle condizioni, si può fare di più nell’interesse della collettività. Dobbiamo in futuro cercare di far restaurare il Castellaccio dei Monteroni, un altro simbolo storico della nostra città, certo che aver fatto cacciare via dei parassiti da nostro Castellaccio è stata una grande battaglia vinta contro chi condivideva di sinistra o di destra di lasciare un onorevole con una fondazione prendere finanziamenti senza far alcun lavoro di restauro.

Lo riconosco, nelle mie battaglie mi sono fatto molti nemici in politica, ma l’amore per la mia città ha prevalso e non starò mai con i politici Pinocchio che prima dicevano No al cemento dall’opposizione e nel loro programma elettorale e poi hanno cementificato con spostamenti di cubatura e piani integrati dal centro della città e nelle terre agricole nella via Aurelia coprendo con il cemento il simbolo della terra della nostra città il carciofo. Non sarò mai dalla parte di quei politici o sindaci che pensano solo ed esclusivamente al potere della propria famiglia e  far costruire palazzi ovunque e non si accorgono che tante famiglie sono senza casa e senza lavoro, perché il lavoro è un diritto di tutti, non solo degli amici o delle amiche dei politici. Ai senza tetto non bisogna pensare solo sotto il periodo delle elezioni alla stazione a loro bisogna pensare tutto l’anno, dalla parte dei più deboli bisogna starci sempre, cosi ci ha insegnato Tony Augello.

Quindi da oggi ci sentiremo un po’ meno, dico solo ai furbetti di non brindare, il leone della destra non molla sta solo riposando per riprendere le forze per le battaglie decisive, mentre agli amici ed ai miei concittadini dico che Giovanni Ardita sarà sempre al loro fianco!

Non escludo il mio ritorno, ma adesso e più importante che dedichi il mio tempo alla mia famiglia e non ad altro.”

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