in 15 anni il 91% della ricchezza prodotta è finita in mano alle famiglie più ricche, alla classe media solo le briciole
di Giovanni Zucconi
Italia, la metà della ricchezza in mano al 5% degli Italiani. Come al tempo dei nobili latifondisti e dei loro contadini
Già in altre occasioni abbiamo ricordato come sia importante conoscere i numeri che stanno dietro le cose. Innanzitutto, per capire meglio il mondo che ci circonda. E poi per evitare di sostenere delle opinioni basate solo su sensazioni personali, o su pregiudizi ideologici.

In questo articolo vi forniremo i numeri che riguardano la distribuzione della ricchezza in Italia. E proveremo a rispondere a un apparente paradosso: l’Italia genera sempre più ricchezza, ma gli italiani non se ne accorgono. O se ne accorgono troppo poco, o in troppo pochi. Perché? E’ una sensazione corretta?
La risposta ce la dà Oxfam nel suo ultimo rapporto. Oxfam è una grande organizzazione umanitaria internazionale. Interviene nelle emergenze: guerre, disastri, crisi alimentari. Ma soprattutto lavora ogni giorno contro la povertà e le disuguaglianze. Per garantire diritti, accesso ai servizi e opportunità per tutti. È presente anche in Italia. Dove pubblica analisi e rapporti su come cambia la società, chi resta indietro e perché.
Il loro ultimo rapporto evidenzia una fotografia impietosa sullo stato della distribuzione della ricchezza in Italia. Che si conferma essere un paese ricco, con una ricchezza addirittura in crescita. Ma anche un paese dove questa ricchezza finisce quasi tutta nelle stesse poche mani.
Prima di leggere i dati del rapporto Oxfam, premetto una notizia di questi giorni che mi ha particolarmente colpito. Milano è la città con la più alta concentrazione di milionari e di miliardari del MONDO! Sarebbe addirittura spontaneo farsi venire anche una piccola nota di orgoglio. Premessa questa notizia, vediamo cosa dice Oxfam.
Il primo dato che emerge è che, nel 2025, i miliardari italiani hanno aumentato il loro patrimonio di 54,6 miliardi di euro. Oxfam lo traduce così: circa 150 milioni di euro al giorno. Ma quanti sono questi miliardari italiani? A fine 2025, i miliardari in Italia sono 79, contro i 71 del 2024. E insieme arrivano a 307,5 miliardi di euro di patrimonio.
Questo dato di per sé, non è negativo. Ci sono 79 italiani che oggi sono più ricchi di 54,6 miliardi. Fortunati loro. Ma sarebbe bello che tutti, o quasi tutti, gli Italiani si fossero arricchiti in proporzione. Ma leggendo il rapporto, questa speranza ci viene subito gelata dalla definizione che Oxfam fa dell’Italia: “il Paese delle fortune invertite”.

Che purtroppo non è solo un titolo ad effetto. È una cruda sintesi di quello che sta succedendo in Italia. Ma vediamo i numeri. Secondo Oxfam, a giugno 2025, il 10% più ricco delle famiglie italiane possedeva una ricchezza che era di oltre 8 volte quella della metà più povera. Nel 2010 quel rapporto era poco più di 6 volte,
La cosa che preoccupa di più è naturalmente il fatto che questo divario non sia stabile nel tempo, che già sarebbe una notizia negativa. Ma sta crescendo di molto in questi anni.
Ma i numeri preoccupanti non sono finiti qui. Tra il 2010 e il 2025 la ricchezza nazionale è aumentata di oltre 2.000 miliardi di euro. Una buona notizia. Peccato che il 91% di questo incremento è andato tutto al solo 5% delle famiglie più ricche. Alla metà più povera, nello stesso periodo, è arrivato appena il 2,7%. Anche a fronte di questo incremento, il 5% delle famiglie italiane detiene oggi il 49,4 della ricchezza nazionale. Cioè, la metà dell’intera ricchezza della nazione Italia è posseduta dal solo 5% degli italiani più ricchi.
Non è mia intenzione commentare questi numeri in termini di giustizia sociale. Sarebbe anche troppo facile. Ma vorrei sottolineare come questi numeri fotografino un cambiamento importante e preoccupante della nostra società.

Non stiamo parlano solo di ricchi che diventano più ricchi. Stiamo parlando di una società in cui il 95% degli Italiani ha poche speranze di cambiare in meglio il proprio futuro. E questo significa che non ci saranno più molte opportunità per loro. Che si riduce quindi la mobilità sociale. Che il 95% degli Italiani dovrà accontentarsi, quando andrà bene, di avere in futuro una vita dignitosa.
Vi suggerisco un parallelo storico che tutti conoscono. Sapete quando è già successa una situazione del genere? Quando c’erano i nobili latifondisti. E tutti gli altri erano i loro contadini.
Vi prego di capire bene il paragone. In quel periodo nessuno poteva uscire dalla propria condizione. O eri ricco, o eri povero. Se avessi avuto la fortuna di nascere in una famiglia ricca, allora avresti potuto ereditare e continuavi a essere ricco. Se fossi appartenuto ad una famiglia povera, i tuoi figli sarebbero stati sicuramente poveri.

Ed è proprio quello che sta succedendo in Italia. Lo dice la stessa Oxfam nel suo rapporto. Siamo diventati un paese “ereditocratico”. Cioè, contano sempre di più le eredità, e sempre meno quello che riesci a costruirti partendo da zero. La sensazione è quella di un’Italia in cui il punto di partenza conta sempre di più, e spesso ti penalizza. E in cui, per molti, l’ascensore sociale non è rotto. Semplicemente non arriva più.
Chiudiamo con un altro dato drammatico. In Italia, nel 2024, c’erano 5,7 persone che versavano in povertà assoluta. Stiamo parlando di 5,7 milioni di persone che non riescono a permettersi un paniere essenziale di beni e di servizi. E c’è un dettaglio che fa capire quanto questo problema sia entrato nella vita normale di tante persone. Cresce l’incidenza della povertà assoluta anche tra le famiglie in cui la persona di riferimento lavora. Nel 15,6% di queste c’è almeno un componente che lavora. In altre parole, non sempre basta lavorare per evitare di diventare povero. Come al tempo dei nobili latifondisti.
Ci sarebbero altri numeri del rapporto Oxfam che potremmo condividere. Ma credo che ci siamo già intristiti e preoccupati abbastanza. Perché, dentro questi numeri, la sensazione è una sola. L’Italia non sta diventando solo più povera. Almeno per quanto riguarda la maggioranza degli Italiani. Sta diventando più divisa. E quando un Paese si divide così, poi a pagare il conto non sono solo “gli ultimi”. Prima o poi lo pagano tutti.









