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Il terzo settore lancia l’allarme: “A Ladispoli tagli per 250mila euro all’assistenza domiciliare”

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Danese: “Le politiche sociali puntamente disattese”

Il terzo settore lancia l’allarme: “A Ladispoli tagli per 250mila euro all’assistenza domiciliare” – Riceviamo e pubblichiamo:

“A Ladispoli rischia il tracollo il Servizio di Assistenza Domiciliare rivolto a cittadini disabili ed anziani di uno dei più importanti comuni del Litorale a nord di Roma. Sta per essere varata una manovra di assestamento di bilancio, per il 2019, che prevede tagli per 200mila euro all’assistenza ai disabili e 50mila euro in meno per l’assistenza rivolta alla popolazione anziana ovvero 10.638 ore in meno di assistenza ai disabili e 2.700 ore di assistenza agli anziani con la perdita di ben 24 posti di lavoro”.

Il terzo settore lancia l'allarme: "A Ladispoli tagli per 250mila euro all’assistenza domiciliare"
Il terzo settore lancia l’allarme: “A Ladispoli tagli per 250mila euro all’assistenza domiciliare”

“Tutto questo sta avvenendo nell’assoluto silenzio dell’amministrazione verso i cittadini beneficiari del servizio che, ignari, a breve vedranno decurtate le loro ore di assistenza – dichiara Francesca Danese, portavoce del Forum del Terzo Settore del Lazio – con buona pace delle promesse elettorali del sindaco, in carica dal 2016, di un rilancio dei servizi sociali in una città di 60mila abitanti.

L’oggettiva difficoltà economica nella quale versa questo importante Comune non giustifica la totale assenza di coinvolgimento delle realtà del Terzo Settore del territorio nel cercare soluzioni congiunte, peraltro previste dalla legge 328/2000 e dalla legge regionale 11/2016 con la quale il Comune dovrebbe riconoscere ed agevolare il ruolo degli enti del terzo settore e dovrebbe promuovere la partecipazione attiva degli stessi nelle fasi di programmazione, progettazione e realizzazione dei servizi”.

“Senza considerare, denuncia il terzo settore, le conseguenze e le ricadute su famiglie, utenti e lavoratori – prosegue Francesca Danese – la soluzione non può essere solo economica ed un sindaco che ha a cuore il benessere dei suoi cittadini tutti, ma in particolare quelli più fragili, non può consentire che questo avvenga senza aver provato a concertare soluzioni alternative.

Le politiche sociali sono in cima a tutti i programmi elettorali ma puntualmente vengono disattese nelle pratiche di governo del territorio; sacrificate ad interessi più urgenti e i cittadini fragili, compresi i lavoratori del settore, sono sempre più fragili”.

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