L’intervista alla componente della Segreteria provinciale azzurra, che respinge l’idea di un partito in difficoltà. Paolacci, Grando e Vecchiotti restano tutti in campo. Forza Italia deciderà probabilmente dopo l’estate, ma chiede ai candidati un progetto concreto, una squadra e un ruolo riconosciuto ai partiti.
Cerveteri, Laura Pastore (FI) avverte: “Prima il programma, Senza una sintesi interverrà Roma” – di Giovanni Zucconi
Forza Italia non si considera in difficoltà. Ma la fotografia tracciata da Laura Pastore restituisce un partito che deve trovare il proprio spazio in uno scenario diventato più complicato. Gianluca Paolacci e Alessandro Grando sono già in campo, Emanuele Vecchiotti ha dato la propria disponibilità e, a livello locale, gli incontri tra le forze del centrodestra non hanno ancora prodotto un’idea comune. Laura Pastore, avvocato, componente della Segreteria Provinciale di Forza Italia e Consigliera di amministrazione di LAZIOCrea, indica la strada con la quale gli azzurri intendono uscire da questa fase: non scegliere subito un nome, ma chiedere ai candidati un programma concreto, una squadra e un rapporto chiaro con i partiti. La decisione dovrebbe arrivare dopo l’estate. Ma con una significativa e secca precisazione: “se il territorio non riuscirà a trovare una sintesi, il confronto tornerà a Roma”.

Bisogna ammettere che, in queste settimane, a Cerveteri i partiti tradizionali sembrano in grande difficoltà. E Forza Italia, forse più degli altri, si trova di fronte a una scelta complicata: sostenere Paolacci, appoggiare Grando oppure raccogliere la disponibilità di Vecchiotti. Non è d’accordo?
“Non direi che Forza Italia sia in difficoltà. Semplicemente, ad oggi non ha ancora scelto un candidato. Con il convegno di dicembre, e la firma del documento del Centrodestra, avevamo deciso di partire da un modello di città. Il problema di Cerveteri, invece, è che troppo spesso si comincia dai nomi dei candidati a Sindaco e soltanto dopo si discute del programma. La nostra impostazione era diversa: prima definiamo il progetto, poi troviamo l’accordo sul candidato.
Invece ci sono state alcune fughe in avanti che, sinceramente, non ci sono piaciute. Questo, però, non significa che non si possa ragionare sui nomi già emersi. Se uno di quei candidati presenterà un progetto serio, credibile e capace di portare risultati concreti alla città, lo valuteremo.
Personalmente, inoltre, non credo che un’alleanza composta esclusivamente da liste civiche sia il modello vincente per Cerveteri. La città ha bisogno di finanziamenti regionali e di interventi importanti. E, quindi, anche di solidi rapporti istituzionali. La carta vincente può essere un’alleanza tra partiti e liste civiche. Aperta alla società ma capace di mantenere i necessari collegamenti con le istituzioni. Per questo non credo sia corretto richiamare l’esempio di Santa Marinella, che si trova in una situazione diversa.”
Le fughe in avanti, però, ormai ci sono state, e le candidature sono già sul tavolo. Si può ancora fare finta di nulla, e tenere fermo il principio che avevate indicato: prima il programma e poi il candidato?
“Finora, nelle candidature presentate, non mi sembra di aver visto né un programma né una vera idea di città. Probabilmente ci stanno lavorando e presto presenteranno le loro proposte. Da parte nostra non c’è alcuna preclusione verso nessuno, ma questa volta serve una riflessione seria e approfondita. Il Centrodestra non vince a Cerveteri da molti anni e, se vuole costruire una coalizione credibile, deve valutare con grande attenzione il percorso da seguire. Soprattutto se l’obiettivo è affrontarlo tutti insieme.”



Da una parte c’è la candidatura di Grando, dall’altra la disponibilità di Vecchiotti. Come si muoverà Forza Italia per arrivare a una scelta condivisa nel centrodestra?
“Quella di Vecchiotti è, appunto, una disponibilità che sarà valutata. Credo che Alessandro Battilocchio e Claudio Fazzone approfondiranno la questione. Grando, invece, ha già lanciato la sua candidatura e ha parlato di liste civiche. Immagino che avvierà un confronto con i partiti e credo che qualche interlocuzione sia già in corso. Vedremo quale proposta metterà sul tavolo. In passato ci sono già stati passaggi e tentativi di ex Sindaci da Ladispoli a Cerveteri e viceversa. Ma ciò che conta è l’impronta che si vuole dare al territorio. Oggi Forza Italia guarda soprattutto al progetto di sviluppo per Cerveteri, più che ai singoli nomi.”
Quindi, per Forza Italia, non conterà soltanto il programma, ma anche la squadra che il candidato intende costruire?
“Vogliamo prima capire quale progetto viene proposto per Cerveteri e quale squadra ciascun candidato intende mettere in campo. Se la proposta dovesse essere esclusivamente civica, senza un ruolo riconosciuto ai partiti, diventerebbe più difficile costruire un accordo.”
Fino a questo momento ha parlato di Grando e Vecchiotti, ma non ha nominato Paolacci. Si è trattato di una dimenticanza oppure c’è una preclusione nei suoi confronti?
“No, non c’è alcuna esclusione. Paolacci è un nostro iscritto, anche se non fa parte del gruppo. Questa è una mia considerazione personale, ma dopo l’annuncio della sua candidatura mi sarei aspettata che chiedesse il sostegno di Forza Italia. Per quanto mi risulta, questa richiesta non è ancora arrivata. Forse ci sta riflettendo e vedremo che cosa accadrà. Da parte nostra, comunque, non esiste alcuna preclusione nei suoi confronti.”
Tra i nomi in campo fino a questo momento, chi le sembra avere oggi le maggiori probabilità di vittoria?
“Se devo essere sincera, oggi nessuno ha la vittoria in tasca. Tutti hanno anticipato un po’ troppo i tempi. Avrebbero dovuto prima definire le alleanze, costruire una squadra e mettere a fuoco una proposta chiara per la città. E solo dopo presentarsi ai cittadini. Invece hanno fatto il contrario. Questo, secondo me, è stato l’errore di tutti. Il nostro obiettivo non è escludere qualcuno, ma costruire un percorso il più possibile inclusivo. E non sono affatto convinta che il quadro sia già completo. Potrebbero emergere ancora altri nomi. Non escluderei qualche sorpresa.”

Il vostro approccio al tema delle candidature è condiviso anche da Fratelli d’Italia? Esiste già un confronto tra i due partiti oppure, per il momento, ciascuno procede autonomamente?
“A livello centrale il confronto è certamente continuo. A Cerveteri, invece, non mi sembra sia stata ancora definita una strategia comune. Ci sono stati alcuni incontri informali, ma finora non hanno portato a una posizione condivisa. Ma se il territorio non riuscirà a trovare una sintesi, sarà inevitabile un intervento di Roma. Come accade normalmente in questi casi.”
Mi aggancio alla sua risposta. Molti esponenti politici e diversi candidati di Cerveteri che abbiamo intervistato, sostengono che deve essere il territorio a decidere. Che basta con le indicazioni che provengono da Roma. È d’accordo?
“Condivido il principio che debba essere il territorio a decidere, ma a una condizione. Che a livello locale ci sia la capacità di fare sintesi e di costruire un progetto per la città. A Cerveteri il problema è sempre stato questo: si rivendica l’autonomia da Roma, ma quando arriva un’indicazione che non piace, qualcuno sceglie di presentarsi con una propria lista civica. Questa non è né una visione di partito né un’idea di città.”
Quali sono i punti irrinunciabili sui quali Forza Italia valuterà un programma e, di conseguenza, una candidatura?
“Cerveteri deve diventare una città realmente turistica, e deve riuscire a rilanciare le proprie attività produttive e agricole. Oggi la vedo come una città piuttosto spenta. Ma non basta inserire questi obiettivi in un programma. Bisogna spiegare attraverso quali strumenti si intendono raggiungere.
Vogliamo portare i turisti a Cerveteri? Bene, allora dobbiamo dire come farli arrivare, dove accoglierli, che cosa offrire loro e in quale modo rendere attrattivo il centro storico. Lo stesso ragionamento vale per l’agricoltura. A scrivere un programma sono buoni tutti. La differenza la fanno le soluzioni concrete.”
Quando potremo aspettarci una posizione ufficiale di Forza Italia? Dopo l’estate?
“Probabilmente sì, anche se potrebbe essere necessario attendere un po’ di più, perché il quadro politico locale si è complicato. A mio avviso, i tempi giusti sarebbero stati novembre o dicembre, ma altri hanno scelto di accelerare. Adesso aspetteremo di capire come evolverà la situazione e se emergeranno nuove candidature. La partecipazione della società civile è positiva e deve essere valorizzata, ma i partiti continuano a rappresentare un motore importante per la città.”
Ha appena detto che i partiti restano un motore importante. Se Forza Italia decidesse di sostenere uno dei candidati civici già in campo, quale ruolo dovrebbe avere nella costruzione del progetto?
“Non credo che i partiti siano destinati a un ruolo marginale. I cittadini conoscono la differenza tra una lista civica e un partito e sanno che un’amministrazione composta esclusivamente da civici può incontrare maggiori difficoltà nell’ottenere finanziamenti e attenzione a tutti i livelli istituzionali.
Forza Italia deve recuperare la propria visibilità a Cerveteri e confrontarsi con i candidati civici sulla visione della città. Non può essere un’adesione a senso unico. Non dobbiamo essere soltanto noi a condividere la loro proposta, anche loro devono riconoscersi nella nostra. Il civismo rappresenta una componente importante della società, ma non è di per sé una garanzia di buona amministrazione. Il compito della politica è mediare tra interessi diversi e incidere concretamente sulla vita dei cittadini, evitando che ciascuno finisca per difendere soltanto il proprio.”









