Tra body percussion, emozione e impegno educativo, il progetto guidato da Salvo Russo conquista istituzioni e comunità: “No alla guerra” diventa una lezione universale
Il ritmo dei bambini contro la guerra: a Ladispoli un messaggio che parla al mondo –

A volte, per dire le cose più importanti, non servono grandi discorsi. Basta il ritmo delle mani, l’energia dei corpi e la voce sincera dei bambini. È quanto accaduto tra Ladispoli e Marina di San Nicola, nei pressi dell’area archeologica di Piazzale delle Muse, dove un progetto artistico ed educativo ha trasformato la body percussion in un potente messaggio di pace.
Protagonista dell’iniziativa è Salvo Russo, che ha condiviso con gli alunni della scuola primaria un’esperienza fatta di musica, movimento ed emozione. Un’attività che va oltre l’intrattenimento: diventa strumento di crescita, espressione e consapevolezza.
“I bambini sono il futuro del mondo”, sottolinea Russo, evidenziando come entusiasmo, creatività e partecipazione rappresentino risorse preziose da valorizzare. Attraverso il linguaggio universale del ritmo, il progetto ha dato forma a un messaggio chiaro e diretto: “NO TO WAR PLEASE”.
Un messaggio che ha colpito anche le istituzioni locali. L’assessore alla cultura del Comune di Ladispoli, Margherita Frappa, ha commentato l’iniziativa attraverso i social, sottolineando la forza dell’esperienza:
“Quando a dirlo sono i bambini, non è solo uno slogan… è una lezione per tutti noi.”
Frappa ha inoltre evidenziato il valore dell’incontro tra scuola, arte ed emozione, definendolo un esempio concreto di costruzione del futuro. Un futuro rappresentato dai giovani studenti della Scuola Primaria Don Nicolino Merlo, capaci di trasformare un’attività artistica in un messaggio universale.
Il progetto dimostra come la didattica possa uscire dagli schemi tradizionali, diventando esperienza viva e partecipata. In questo caso, la body percussion non è solo musica: è linguaggio inclusivo, è collaborazione, è espressione di valori condivisi.
E soprattutto, è speranza.
In un mondo segnato da conflitti e divisioni, il gesto semplice di battere le mani insieme diventa simbolo di unità. E quando sono i bambini a guidare questo ritmo, il messaggio arriva ancora più forte: il cambiamento è possibile, e parte proprio da loro.









