Acne e alimentazione: nel mirino la dieta degli adolescenti. E la dieta mediterranea?

Rubrica di informazione a cura del Dott. Daniele Segnini, biologo nutrizionista
Acne e alimentazione hanno una stretta relazione, specialmente in un particolarissimo periodo della vita: l’adolescenza è un periodo di grandi cambiamenti, fisici e mentali.
I giovani, infatti, sono sottoposti a vere e proprie tempeste ormonali con le quali acquisiscono i caratteri sessuali secondari.
Una caratteristica comune a tutti gli adolescenti, senza troppe distinzioni, è invece l’aumento di volume delle ghiandole sebacee e l’inizio della produzione del sebo, una fondamentale secrezione oleosa, che difende la pelle dalle infezioni.
In alcuni adolescenti il sebo, però, ha un’azione irritante e si formano strutture (dette comedoni o punti neri) che, come un tappo, ostacolano il suo transito dalle ghiandole alla superficie della pelle.
In tal modo i grassi del sebo ristagnano, si degradano e creano un ambiente favorevole ai batteri, causando le manifestazioni più spiacevoli dell’acne: la distruzione dei follicoli e le cicatrici.
Il 90% delle volte l’acne arriva durante l’adolescenza, ma spesso (quasi nel 40% dei casi) rimane fino ai 30 anni.
Oltre a fattori familiari, l’igiene, l’inquinamento ambientale e lo stress giocano un ruolo chiave.
Ma, probabilmente, il fattore più importante è l’alimentazione.
Con la tipica dieta occidentale, ben diversa dalla dieta mediterranea, si mangiano quantità eccessive di carni rosse provenienti da allevamenti industriali, cereali raffinati, alimenti e bevande ricchi di zuccheri semplici e grassi processati.
Cosa c’entra tutto questo con l’acne?
Il discorso è un po’ complesso, ma possiamo riassumerlo così:
Questo tipo di alimentazione, attraverso alcune molecole (aminoacidi ramificati, glutammina, acido palmitico), stimola una proteina (mTORC1) che fa aumentare la produzione di sebo e la sua composizione in acidi grassi pro-infiammatori.
Da qui parte il fastidioso processo che i giovani ben conoscono.
Oggi abbiamo finalmente capito il meccanismo e possiamo intervenire e per modificare a scopo benefico il rapporto tra acne e alimentazione.
Diversi studi mostrano che seguendo un’alimentazione a basso carico glicemico, di tipo mediterraneo, già dopo 3 mesi si ha una riduzione delle ghiandole sebacee e dell’acne facciale.
La dieta anti-acne prevede abbondanti quantità di verdura e frutta (non succhi di frutta), pescato, legumi, frutta secca e olio d’oliva, poca carne (magra), pochi prodotti caseari, con i prodotti industriali e il cibo-spazzatura eliminato o ridotto al minimo.
Provare per credere, anche perché è un modo di mangiare che oltre all’acne, previene il diabete e l’obesità.
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