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“Il contratto non si firma al ribasso”





Oltre cinquecento lavoratori all’assemblea CISL FP di Roma: al centro salari, welfare e dignità professionale nel rinnovo del CCNL delle Casse previdenziali privatizzate

“Il contratto non si firma al ribasso” –

ROMA — Una partecipazione straordinaria, una sala gremita e un messaggio netto rivolto alle Casse previdenziali: il rinnovo del contratto collettivo 2025-2027 non potrà essere un accordo al ribasso. È quanto emerso dall’assemblea cittadina promossa dal Coordinamento Casse Previdenziali della CISL FP, svoltasi nei giorni scorsi presso la sede nazionale del sindacato, con la presenza di oltre cinquecento lavoratrici e lavoratori del comparto Adepp.

Al centro del confronto, la necessità di costruire un nuovo contratto capace di andare oltre il semplice aggiornamento normativo e diventare uno strumento concreto di governo del lavoro. Nel corso degli interventi è stata denunciata una situazione definita “non più sostenibile”: negli ultimi dieci anni il patrimonio degli Enti previdenziali è quasi raddoppiato, anche grazie al contributo diretto dei dipendenti, senza che ciò si traducesse in un adeguato riconoscimento economico e professionale per il personale.

La CISL FP ha ribadito che non sarà sottoscritto alcun accordo privo di aumenti salariali significativi e di un impianto contrattuale moderno, in grado di affrontare temi cruciali come welfare aziendale, conciliazione tra vita e lavoro, formazione continua e valorizzazione delle competenze. Particolare attenzione è stata dedicata anche alle nuove fragilità sociali e lavorative, con richieste precise su sostegno alla genitorialità, non autosufficienza, sanità integrativa e previdenza complementare.

Nel suo intervento, Andrea Ladogana ha sottolineato il valore politico della mobilitazione: “Non stiamo discutendo soltanto di aumenti economici, ma del modello di lavoro e di società che vogliamo costruire nei prossimi anni. La CISL FP non accetterà soluzioni deboli o compromessi che non restituiscano dignità salariale e prospettiva al comparto”.

Sulla stessa linea il coordinatore nazionale Roberto Pinci, che ha collegato la questione salariale alla tenuta sociale e democratica del Paese: “I lavoratori delle Casse svolgono una funzione essenziale per il sistema previdenziale italiano e meritano un contratto che riconosca finalmente questo valore. Senza salari adeguati, welfare e diritti moderni si impoverisce non solo il lavoro, ma anche la qualità delle istituzioni”.

A chiudere l’assemblea è stato l’intervento di Marco Di Caro della Fondazione Enpam, che ha richiamato la necessità di un welfare unitario per i dipendenti e di un Centro Studi capace di supportare le trattative con dati e analisi aggiornate, chiedendo inoltre il pieno riconoscimento delle aree professionali e delle competenze maturate nel settore.

L’assemblea romana segna così un punto fermo nella trattativa per il rinnovo del CCNL delle Casse privatizzate: nessuna apertura a compromessi giudicati penalizzanti per lavoratrici e lavoratori. Una posizione che la CISL FP rivendica con forza, confermando la volontà di mantenere alta la mobilitazione nei prossimi mesi.