Intanto il comune mette a disposizione due sedie jobs per i diversamente abili
I bagnini non si trovano, niente torretteI bagnini non si trovano, niente torrette
Niente torrette di salvamento sulle spiagge libere di Ladispoli. La giunta aveva deliberato l’attivazione di un piano di salvamento più ristretto rispetto allo scorso anno, con l’installazione di tre torrette di salvamento nelle spiagge più affollate: due a Marina di Palo e una sulla spiaggia libera dopo lo stabilimento La Baia. Ma a quanto pare il piano è sfumato. Gli uffici non avrebbero trovato nessun soggetto disposto a presidiare gli arenili pubblici. Niente bagnini, dunque, niente torrette di salvamento sulle spiagge. Alternativa dunque aspettare la prossima stagione balneare e ritentare la fortuna. Nel frattempo però, sempre da palazzo Falcone stanno provvedendo proprio in questi giorni all’affidamento di due sedie jobs per la discesa in spiaggia dei diversamente abili. Inizialmente le sedie dovevano essere custodite dai bagnini di stanza alle torrette di salvamento, ma vista la situazione palazzo Falcone ha provveduto alla stipula di due convenzioni con altrettanti privati per cercare di garantire un minimo di servizio. Una delle due sedie jobs è stata così affidata alle cure del Malecon sul lungomare di Marina di Palo. Sarà il personale di questa attività a garantire ai diversamente abili che lo chiederanno di poter usufruire del servizio. La seconda invece sarà affidata allo stabilimento La Baia. Anche in questo caso i bagnini dello stabilimento metteranno si metteranno a disposizione dei diversamente abili che la vorranno utilizzare nella spiaggia libera a confine con la struttura. E proprio per quanto riguarda la spiaggia libera di via Roma nei giorni scorsi alcuni diversamente abili avevano lamentato l’assenza della passerella per la discesa in spiaggia. La passerella in realtà esiste già peccato però che a causa della sabbia non si veda praticamente più. Al momento non è dotata di uno slargo sull’arenile per consentire ai bagnanti in carrozzina di poter stanziare sulla spiaggia senza però intralciare gli altri che come loro vogliono potersi godere una giornata di relax al mare. Insomma, le barriere architettoniche ci sono e la strada da fare, anche per quanto riguarda le spiagge, è ancora lunga.
di Armando Valente









