Per cinema e teatro, però si alzerà il numero degli spettatori: si parla di 1.000 posti a sedere al chiuso e di 2.500 all’aperto in zona gialla
Green pass, obbligatorio per ristoranti al chiuso, eventi e spettacoli –
Si è svolta poco fa la riunione della così detta “Cabina di regia” per la lotta al Coronavirus i cui lavori sono tutti incentrati sulle misure di sicurezza sanitaria e sul regolamento sul green pass.
Dalle prime anticipazioni emerge subito che il documento che confermerà l’avvenuta conclusione del ciclo vaccinale, dal prossimo 5 agosto, sarà necessario per poter consumare all’interno dei ristoranti con sale al coperto.
Eventi all’aperto e al chiuso, in zona gialla e bianca: cosa cambia?
L’obbligatorietà del green pass sarà estesa per l’accesso a spettacoli all’aperto, centri termali, piscine, palestre, fiere, congressi e concorsi.
Per cinema e teatro, però si alzerà il numero degli spettatori: si parla di 1.000 posti a sedere al chiuso e di 2.500 all’aperto in zona gialla. Numeri che raddoppiano in zona bianca.
Cambiano i parametri per l’attribuzione dei colori
Cambiano anche i parametri per i passaggi di colore delle regioni legati al rischio Covid: viene stabilito nel 10% l’occupazione dei posti letto nelle terapie intensive e nel 15% delle ospedalizzazioni il tetto per decretare il passaggio dalla zona bianca a gialla, con le conseguenti restrizioni già definite nelle misure passate.
Terapie intensive al 20% e al 30% per le ospedalizzazioni per passare alla zona arancione e rispettivamente al 30% e al 40% per entrare in zona rossa.
La quarantena prevista in caso di contatto con persona positiva dovrebbe essere ridotta per chi in possesso di Green pass.
Treni e trasporti pubblici non saranno al momento soggetti al Green pass per far entrare i passeggeri: se ne riparlerà in un secondo momento in vista di settembre.
Le discoteche restano chiuse.
Quanto sopra sono anticipazioni, in vista delle decisioni finali che assumerà il Consiglio dei Ministri, in riunione proprio in questo momento a Palazzo Chigi.
Il Parlamento potrà poi ovviamente apportare modifiche e correzioni al decreto Legge









