Giovani e lavoro in Italia nel 2025: tra segnali positivi e crescente emigrazione –

Nel 2025 il mercato del lavoro italiano mostra luci e ombre per le fasce più giovani. A gennaio, il tasso di occupazione ha raggiunto il 62,8 %, il più alto da quando ISTAT ha avviato la serie storica nel 2004, accompagnato da un calo della disoccupazione generale al 6,3 % e di quella giovanile (15-24 anni) al 18,7 % .
Tuttavia, a maggio e giugno, gli sforzi sembrano farsi più fragili per i giovani. A maggio il tasso di disoccupazione giovanile è salito al 21,6 %, portando a un aumento di 1,7 punti percentuali rispetto ad aprile . Alcuni segnali incoraggianti emergono a giugno, con la disoccupazione giovanile che scende al 20,1 %; tuttavia, resta una cifra ancora elevata, con 278 mila giovani in cerca di lavoro, 43 mila in più rispetto a giugno 2024 .
Nel complesso, il 2024 ha visto una crescita importante: +352 mila occupati, un tasso di disoccupazione in calo al 6,5 % e un’occupazione media tra i 15-64 anni al 62,2 % . I primi mesi del 2025 confermano la crescita occupazionale, soprattutto nei contratti a tempo indeterminato e tra gli over 50 .
Ma dietro i numeri positivi si nascondono nodi strutturali: l’Italia continua a soffrire di una forte emigrazione tra i giovani istruiti. Solo nel 2023, più di 21 000 laureati tra i 25 e i 34 anni hanno deciso di partire, una fuga che alimenta il “brain drain” nazionale . E nel 2024, l’esodo complessivo ha sfiorato 156 000 persone, segnando il livello più alto degli ultimi 25 anni .
A questo si aggiunge un ritardo digitale: solo l’8 % delle imprese italiane utilizzano l’intelligenza artificiale e meno della metà della popolazione possiede competenze digitali di base, con un divario significativo rispetto alla media europea .
In sintesi: pur vedendo un miglioramento degli indicatori occupazionali, i giovani italiani si confrontano ancora con sfide consistenti: elevata disoccupazione, limitate opportunità di crescita, digitalizzazione insufficiente e un crescente fenomeno migratorio che mette a rischio il futuro demografico ed economico del Paese.









