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Giornata della memoria, le riflessioni degli studenti

La memoria dell’olocausto è ancora presente nei giovani che ne parlano dicono la loro

Giornata della memoria, le riflessioni degli studenti

<<Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di coloro i quali compiono azioni malvagie, ma per quelli che osservano senza fare nulla.>> queste le parole del grande Albert Einstein e questo il motivo per cui celebriamo il giorno della memoria: affinché gli orrori voluti da fanatici e da indifferenti non si ripetano.

Ciò che occorre sottolineare è che non ci si svegliò una mattina con i forni crematori in funzione, ma con un odio latente ed ingiustificato, esattamente come quello odierno verso i meridionali, verso i neri, verso gli stranieri, verso i diversi, dimenticando che siamo tutti diversi, ma tutti appartenenti alla specie umana.

L’unica nostra speranza, il motivo per cui lavoriamo appassionatamente pur con stipendi da fame, è che i giovani studino, comprendano ed usino la propria testa e non quella di chi in malafede sa ben gestire gli ignoranti.

Di seguito alcune riflessioni di ragazzi ben guidati dai loro docenti.

Riccardo Agresti

A scuola abbiamo visto il documentario “Viaggio senza ritorno”, fatto benissimo e, se lo si guarda con attenzione, molto commovente; racconta il rastrellamento del ghetto di Roma e la deportazione degli Ebrei nei campi di concentramento. Gli Ebrei venivano trattati peggio degli animali, nei vagoni c’era solo un secchio per i bisogni di oltre 50 persone e il viaggio verso i campi di sterminio durava molti giorni. L’obiettivo dei tedeschi era strappare la dignità alle persone con una violenza indescrivibile.

Sentendo le interviste dei sopravvissuti si capisce il dolore che hanno provato, ad esempio quando ciascuno di loro veniva separato dai propri cari. Io discendo da una famiglia ebrea e i miei bisnonni sono morti proprio lì, in uno dei campi di sterminio; infatti il nome Fiano è di origine ebraica. Prima di essere deportati i miei bisnonni riuscirono a portare mio nonno in un convento dove si convertì al Cristianesimo e pure io sono Cristiano.

Nel documentario, il viaggio terminava con l’arrivo dei deportati ad Auschwitz Birkenau; all’entrata c’è ancora una scritta che in italiano significa “il lavoro rende liberi”.

Sami Modiano fu deportato con la sua famiglia, morirono tutti, rimase solo lui e la sua storia fa piangere quando racconta il rapporto con la sorella.

Liliana Segre era una ragazzina di 13 anni, molto ubbidiente e seguiva sempre le indicazioni del padre; Liliana fece di tutto per rimanere con suo padre, ma non ci riuscì; infatti, arrivati ad Auschwitz il destino dei prigionieri era deciso dal movimento del dito di un ufficiale nazista; gran parte di quelle persone andavano direttamente alle camere a gas mentre i più giovani e sani erano destinati ai lavori più duri.

Poi la professoressa ci ha parlato di Alberto Sed, un sopravvissuto scomparso recentemente, che qualche anno fa è stato ospite nella nostra scuola dove ha raccontato come una delle due sorelle fu fatta sbranare dai cani mentre l’altra era costretta a guardare, tutto questo per il “divertimento” dei nazisti! Alberto inoltre non riuscì mai più a tenere in braccio un bambino perché durante la sua prigionia li costringevano a lanciare in aria i piccoli per colpirli sparando.

Primo Levi, scrittore e scienziato italiano, si tolse la vita per il troppo dolore subito e per essere sopravvissuto all’orrore.

Per me è stato molto importante vedere questo documentario perché, anche se fa commuovere, ci ha dato modo  di capire le ingiustizie subite  da tantissime persone. Bisogna far in modo che questo non accada più e, anche se è molto difficile, imparare a perdonare perché la via del perdono indicata da Dio è la migliore.

Per concludere ricordo le immagini più toccanti delle testimonianze viste, cioè i resti dei corpi trovati nei campi all’arrivo degli Alleati. Persino i generali nazisti, durante il processo a loro carico, sembravano sorpresi da quelle immagini!

Ripenso a ciò che ha raccontato Liliana Segre e credo che se fossi stato al suo posto, quando ebbe la possibilità di sparare al suo carceriere, per me sarebbe stato molto difficile non farlo. Ma forse avrei, alla fine, fatto la sua stessa scelta.

Andrea Fiano

Secondo me lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti è stato uno degli avvenimenti peggiori della storia e non si riesce a capire la stupidità ma soprattutto la crudeltà dell’uomo. I tedeschi nazisti hanno perseguitato, sterminato e privato di ogni dignità gli ebrei per la sola colpa di essere nati. Prima di essere uccisi, i prigionieri, dovevano anche soffrire e molti morivano anche durante l’infernale viaggio verso i campi di sterminio; queste povere persone, non venivano più definite tali bensì “materiale umano”. I prigionieri che entravano nel campo di Auschwitz leggevano “il lavoro rende liberi” che non era altro che un altro schiaffo alla loro dignità. Poi gli venivano assegnati lavori totalmente inutili e crudeli come caricare e scaricare macigni da un camion.

È molto importante non dimenticare questi terribili avvenimenti perché non accadano più in futuro.

Daniel Hotca

Io penso che le discriminazioni non dovrebbero proprio esistere perché se siamo uno diverso dall’altro ci sarà un motivo. Poi lo sterminio con l’inganno è una cosa incomprensibile; con l’inganno perché, subito, all’entrata del campo c’era la grande scritta Arbeit macht frei; tutte menzogne! Facevano credere che li portavano a lavorare per poi ucciderli! La cosa più sconvolgente era che uno dei modi era la camera a gas; i soldati dicevano ai prigionieri che avrebbero fatto una semplice doccia perciò dovevano spogliarsi, rimanere completamente nudi e l’intimità, il rispetto per la loro persona svaniva; li facevano entrare tutti insieme in quella grande stanza, chiudevano la porta e cominciava la strage; da un buco entrava il cianuro sotto forma di sassolini e chi si trovava sotto era fortunato perché moriva quasi subito, mentre quelli che stavano lateralmente morivano più lentamente e soffrivano molto di più. Una volta morti tutti prendevano i corpi e li portavano nei forni crematori per bruciarli e frantumare le ossa rimanenti. Tra l’altro, per cancellare le tracce lasciate dalle vittime, la camera  a gas veniva, di tanto in tanto, riverniciata. I resti, gli oggetti, le scarpe, scarpe di bimbi bruciati, utensili, valigie,vestiti, foto di quelle persone innocenti, come noi, che solo per avere una religione diversa, anche se con lo stesso Dio, dovevano morire, sono oggi  ancora lì, a ricordare tutto questo. Io mi chiedo, a quei poveri bambini che non sapevano neanche perché fossero portati via, ci pensiamo?

Quelle persone che avevano una casa, una famiglia, una vita poi strappata, dai tedeschi erano considerate quasi come giocattoli; con molti fecero esperimenti prima di ucciderli. Per tutto quello che è accaduto mi vengono i brividi…è stata una cosa orribile. E poi mi pongo una domanda; perché in quel momento, durante quelle stragi, nessuno è riuscito a opporsi, a fermare la mente criminale e diabolica dell’ideatore di quello sterminio che non merita neanche di essere nominato?

Giusto parlarne e  ricordare per sensibilizzare ed evitare che questo scempio  mondiale possa ripetersi.

Serena Mazzilli

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