Intervista all’assessore all’Ambiente e alla Sanità del comune di Cerveteri
di Giovanni Zucconi
Anche se sembra che stia cercando qualcosa da scrivere, dico sempre ai politici e agli Amministratori che i loro comunicati stampa sono sempre meno efficaci di un articolo o di un’intervista. Non è una questione di saper scrivere bene o meno bene quello che si vuole comunicare. A parte l’effetto “oste che parla bene del suo vino” che fa un comunicato stampa, la differenza sta proprio tra il freddo comunicare e il raccontare. Un articolo o,meglio, un’intervista, accompagna per mano il lettore, e parla il suo stesso linguaggio. E, soprattutto, fa le stesse domande che farebbe lui. E fa trovare le risposte che cercava.
Perché faccio questa premessa? Perché intervistando l’Assessora Francesca Appetiti, che ringraziamo per la sua disponibilità, ho scoperto uno strumento potente e “democratico” di cui si è dotato il Comune di Cerveteri: i “Patti di Collaborazione”. Quanti di voi ne hanno sentito parlare? O hanno capito veramente che cosa sono? È uno strumento rivolto a tutti, varato il 24 gennaio dello scorso anno. E che permette a tutti i cittadini di collaborare con l’Amministrazione per tutelare i nostri beni comuni. Lo trovo uno strumento molto civile e potente. Se leggerete l’intervista che segue, capirete meglio di cosa si tratti.
L’Assessora all’Ambiente e alla Sanità, Francesca Appetiti, ha diverse deleghe. E quindi abbiamo parlato di tante cose durante la lunga intervista. Come di consueto tratteremo su diversi articoli i vari temi trattati.
Inizio con un’osservazione. Tutti voi assessori siete poco presenti sulla stampa con vostre comunicazioni o interviste. Ho visto solo due sue interviste in giro. È un vostro personale modo di procedere, è un caso, o è un ordine di scuderia. A me non sembra una scelta azzeccatissima
“Le rispondo per me. Non è assolutamente un ordine di scuderia. Io personalmente sono poco portata per queste cose, pur riconoscendone il valore e l’importanza di essere presente costantemente con le informazioni. Perché di lavoro ne facciamo veramente tanto. Capisco che sarebbe fondamentale. Ma è un limite su cui sto cercando di lavorare.”

Nel prepararmi questa intervista, ho visto che praticamente tutto quello che vorrei chiederle passa per i “Patti di collaborazione” con la cittadinanza del Comune di Cerveteri. Mi può spiegare, in poche parole, che cosa sono?
“I Patti di Collaborazione sono tra le prime cose a cui mi sono dedicata, e a cui io credo tantissimo. E che continuo a spingere molto. Anche in questo caso devo riconoscere che non sto facendo molta divulgazione. Noi ne stiamo già facendo di questi patti, e riceviamo delle ottime risposte dalla popolazione. I Patti di Collaborazione non sono altro che un invito ai cittadini attivi a prendersi cura del nostro bene comune.”
Ma questo non può essere visto come delegare ai cittadini compiti che spetterebbero a voi?
“Questa effettivamente è una critica che ci hanno rivolto. Ma non è così. Anche l’Amministrazione fa la sua parte. Si chiama “patto” proprio perché si basa su una convenzione dove viene ben chiarito quali sono i compiti dell’Amministrazione, e cosa il cittadino si impegna a fare. Quindi non è assolutamente un volersi sostituire, ma è un lavorare insieme. Io credo tantissimo nel lavoro congiunto tra Amministrazione e cittadini. Ci credo perché, non nascondiamocelo, qualsiasi Amministrazione non può arrivare mai a coprire bene tutte le necessità. E poi perché credo tantissimo nel volontariato. Che però va adeguatamente supportato e aiutato nel suo prezioso compito.”
Come nascono questi patti?
“Ci possono essere due strade. O l’Amministrazione comunica che ci sono degli spazi che vorrebbe mettere a disposizione dei cittadini, o sono i cittadini stessi, o un’associazione, che si offrono per prendersi cura di determinate aree o beni.”
Quindi non è necessario costituire un’associazione per partecipare a questi patti?
“No, non è assolutamente necessario. I patti sono destinati anche ai comuni cittadini. Chi vuole partecipare deve andare sul sito del Comune, e cliccare su “Patti di Collaborazione”. In questo modo può prendere visione del regolamento, della natura della convenzione, e dei Patti che sono già in essere. E può farci, se vuole, una sua proposta di collaborazione.”
Quanti patti sono già attivi?
“Ne abbiamo già attivi tre, e due sono in lavorazione. A Valcanneto abbiamo un cittadino che, da solo, si è preso l’onere di aprire, chiudere, vigilare e fare piccoli interventi sul parco di Via Giordano. A Valcanneto, abbiamo lo stesso tipo di Patto sul parco di Via Luni fatto con l’Associazione “Miglioriamo Marina di Cerveteri” e con un gruppo di cittadini. Infine, sempre a Valcanneto, abbiamo stipulato un bel Patto di Collaborazione, con il quale tre realtà associative collaborano insieme per fare un progetto di sviluppo e di tutela del bosco di Valcanneto.”
Si può già fare un primo bilancio su questi primi Patti?
“Il ritorno è molto positivo. Il grosso ritorno ce lo abbiamo sul Parco di Via Luni. Che era un parco soggetto a tanti atti vandalici. Era diventato un problema di tutti i cittadini che vivevano intorno. Perché la notte gruppi di ragazzi stazionavano lì con musica a tutto volume e urlando parolacce. Da quando è stato preso in affido, e si occupano di aprirlo e chiuderlo, e che comunque viene garantita una presenza più continua, abbiamo assistito ad un netto calo di queste manifestazioni. È vero che un paio di mesi fa qualcuno è entrato e ha rotto un giochino, ma rispetto alle problematiche che c’erano prima prima abbiamo fatto un grosso passo in avanti.”
Una volta costituiti, questi patti continuano ad essere aperti a nuovi soggetti che vorrebbero partecipare?
“Naturalmente sono sempre aperti. Qualcuno si propone all’inizio, ma poi nel frattempo possono arrivare anche altre persone disposte ad aiutarlo. Non è che l’area tutelata diventa una proprietà dell’Associazione che si propone per prima.”
Come Amministrazione, come supportate il compito di questi cittadini, o Associazioni, con cui stipulate i Patti?
“Abbiamo, per esempio, un gruppo WhatsApp per ogni Patto attivo. Dove ci confrontiamo e condividiamo le necessità. Questo aiuta molto chi si prende questi oneri. Perché, come Amministrazione, ci possiamo attivare immediatamente a seconda delle necessità. Per esempio, per il giochino rotto di cui le parlavo prima, ci hanno mandato un messaggino e io mi sono potuta attivare subito con la Multiservizi per andarlo a ripristinare, e togliere quello che andava portato via. Questo snellisce molto la parte burocratica. Che è quella che spesso scoraggia i cittadini ad intervenire. Le faccio un esempio. Anche per una semplice attività di pulizia di una determinata area, il cittadino che vorrebbe operare deve fare la richiesta, deve andare all’Ufficio Ambiente, e deve mettersi d’accordo per il ritiro dei rifiuti. Quando è attivo un Patto di Collaborazione, è tutto più semplice. Loro mi dicono in quale giorno faranno l’attività, e poi al resto della burocrazia ci penso io. Alle cosiddette “rogne” ci pensiamo noi come Amministrazione.”
I Patti di Collaborazione, da come me li ha descritti,sono indubbiamente uno strumento molto potente. Ne ha in mente uno che le piacerebbe fare partire, ma che per il quale non si è ancora proposto nessuno?
“Si, ce l’ho. Noi stiamo adesso sistemando il Parco di Ina Casa. A breve saranno terminati i lavori, e sarà restituito alla cittadinanza. È un parco a cui tengo tantissimo perché sarà destinato ai bambini piccoli. Mi piacerebbe che anche lì si creasse un gruppo di cittadini, che magari abitino lì intorno, e che possano adottarlo. Perché il cittadino che abita vicino vede sempre meglio quello che succede, e può fare un tipo di controllo che io da lontano non riesco a fare.”









