Il Comune di Roma si era rifiutato di trascriverlo e la coppia aveva presentato ricorso vincendolo
Figli di coppie gay: il tribunale di Roma dice sì all’atto formalizzato a Cerveteri –
Il tribunale di Roma dà torto al Comune di Roma che si era rifiutato di trascrivere l’atto di genitorialità per entrambe le mamme di “Barbara”, bimba nata nel 2017, firmato dal sindaco di Cerveteri.

A raccontare la storia di Barbara (nome di fantasia) e delle sue due mamma è il sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci.
“Barbara (il nome è di fantasia) è nata nel 2017. Ha due mamme che la amano, le vogliono bene e la stanno crescendo”.
“Nella nostra nazione però una delle due mamme non vede riconosciuto il suo diritto alla genitorialità. E neanche Barbara il suo diritto di essere figlia”.
“Nel 2018 questa splendida famiglia è venuta da me. Mi hanno chiesto di riconoscere la genitorialità anche alla seconda mamma, come Ufficiale di Stato Civile perchè nel loro Comune si rifiutavano di farlo”.
“Ho accettato immediatamente, pur sapendo che era un gesto anche di disubbidienza civile .Arrivate al Comune di Roma però, l’ufficiale di Stato Civile si è rifiutato di trascrivere l’atto. E loro hanno fatto ricorso”.
“Il Tribunale di Roma con un Decreto pubblicato in queste ore ha però stabilito che il Comune di Roma avesse torto e che quell’atto va trascritto”.
“Ho sempre creduto fermamente che il grado di civiltà di una nazione si misura anche e soprattutto dal rispetto dell’individuo e dei diritti civili. Soprattutto quelli scritti nella nostra splendida Costituzione”.
“Per questo oggi è una giornata felice. Per Barbara, per le sue due mamme e per tutti noi. E io sono orgoglioso di aver contribuito, seppur in piccola parte, a quanto avvenuto in questa data che sarà ricordata nella lunga battaglia per i diritti civili”.









